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Mir: "Ho visto Marc in Qatar e l'ho visto bene. Sono sicuro che correrà"

Joan Mir è stato l'ospite dell'ultima edizione del podcast dell'edizione spagnola di Motorsport.com. Il pilota della Suzuki deve difendere il titolo e sa che, molto probabilmente, lo dovrà fare con Marc Marquez in pista da subito.

Mir: "Ho visto Marc in Qatar e l'ho visto bene. Sono sicuro che correrà"

Come il resto del team Suzuki, Joan Mir è in Qatar dall'inizio del mese di marzo e non lascerà il paese fino a dopo la seconda gara della stagione, fissata per il 4 aprile.

Nonostante questa situazione eccezionale, con rigidi protocolli di salute e di sicurezza da rispettare, Mir sta affrontando l'isolamento in maniera positiva.

"Sto molto bene, posso allenarmi in palestra, posso anche andare a fare karting in autodromo e i giorni stanno volando. E' un modo di essere responsabile e solidale con il resto della squadra. Non è bello se tutti rimangono e i piloti, che in teoria sono quelli che non possono essere sostituiti, se ne vanno. Per la mia tranquillità volevo che fosse così, non potevo immaginare tutta la squadra che rimane, facendo un grande sacrificio, e io che andavo a casa rischiando di infettarmi. Non avrebbe avuto alcun senso", ha spiegato Mir al podcast di Motorsport.com, "Por orejas".

"Essere qui non mi toglie nulla, non credo che aggiunga molto, ma non è male. Mi alzo ad un orario decente, vado in palestra, poi al circuito. Sono concentrato e cerco di non uscire da qui, senza correre rischi", ha aggiunto.

Nonostante sia in "modalità gara" per tanti giorni, quando l'inizio della stagione è così vicino, Mir non ha paura di pensarci troppo, ma non è ossessionato da questo.

"Non mi piace pensare alle moto quando non devo pensarci, mi piace disconnettermi. La mia partner è venuta in Qatar negli ultimi giorni ed è stato un buon modo per schiarirmi le idee, parlare di altre cose e stare tranquillo".

Tuttavia, il pilota della Suzuki ha pensato a come potrebbe svolgersi la prima gara sotto ai riflettori di Losail.

"Posso immaginarlo un po'. Sicuramente all'inizio della gara tutte le Ducati saranno lì, a fare la differenza sul rettilineo. Tutte le Yamaha hanno ritmo, e anche noi. Poi dovremo vedere chi riuscirà a gestire meglio le gomme, chi è più 'appeso' e che deve chiedere di più alle gomme per reggere il passo. Tutto dipenderà dai dettagli. Vediamo quale pacchetto possiamo trovare per noi stessi".

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Dopo i test, che Mir ha concluso al settimo posto, il campione del mondo è stato più cauto rispetto al suo compagno di squadra Alex Rins, che è stato più ottimista nonostante fosse ottavo.

"Se lo è, è positivo per lui. Anche io lo sono, ma allo stesso tempo sono realista, non credo che Alex abbia il miglior passo sulla griglia dopo i test, preferisco approcciarmi in questo modo e lui potrebbe volerlo fare diversamente. Ogni pilota ha il suo modo di pensare", ha detto.

L'anno scorso, in questa fase della stagione, nessuno si aspettava Mir come campione. Ora, un anno dopo e dopo aver vinto il titolo, è interessante capire se lui si veda meglio o peggio.

"E' chiaro che abbiamo provato su un solo circuito e i primi due giorni abbiamo provato mille cose, solo il terzo giorno siamo stati in grado di mettere un po' di paura, perché siamo stati più veloci. Il resto dei giorni, provando così tanto pezzi, non riuscivamo a trovare il ritmo. Abbiamo perso l'ultima giornata, quella in cui avremmo dovuto confermare il nostro passo e cercare di migliorare il time attack. Comunque sono stato in grado di fare 1'53" e non è male, è un tempo abbastanza buono".

Mir dovrà difendere il titolo di campione e questa volta sembra che dovrà farlo contro il dominatore degli ultimi anni, Marc Marquez, che rientrerà dall'infortunio.

"Sì, lo vedremo. E' venuto in Qatar per farsi vaccinare: eravamo nello stesso hotel, l'ho visto in palestra e l'ho visto bene. Ci sarà", ha detto quando gli è stato chiesto se si immagina di vedere il pilota della Honda in griglia alla prima gara.

Il ritorno di Marc potrebbe ristabilire un nuovo punto di riferimento per il livello del campionato.

"Non vedo l'ora di correre con lui e ho molto da imparare da Marc, lui ha molta più esperienza. Sicuramente quando salirà sulla MotoGP sarà veloce, non ha bisogno che gli si dica quello che deve fare. Lui conosce la moto meglio di chiunque altro, non gli sarà difficile ritrovare il feeling. E' stato l'uomo da battere negli ultimi anni e ha fissato il punto di riferimento. Vediamo dove possiamo arrivare contro lui, ma quello che posso garantire è che darò il 100%, sfrutterò al 100% il pacchetto che abbiamo. Se questo sarà sufficiente per batterlo, allora è perfetto. Se non sarà abbastanza, dovremo continuare a lavorare".

La sensazione generale comunque è di non aver ancora visto il "vero" Joan Mir, che il campione del mondo in carica abbia ancora qualcosa da tirare fuori.

"Speriamo che sia vero e che io possa mostrare più potenziale di quello che sono stato in grado di mostrare l'anno scorso. Dentro di me sono parzialmente d'accordo che non abbiamo visto il miglior Mir, vedremo se il pacchetto è sufficiente per restare davanti, altrimenti dovremo cercare delle alternative".

Ma su queste alternative è stato molto chiaro: "Sempre all'interno di Suzuki", ha concluso il maiorchino.

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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