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Miller: la scommessa per far tornare grande la Ducati

Il ritorno di un pilota australiano in sella ad una Ducati ufficiale fa tornare alla memoria un periodo glorioso per la Casa di Borgo Panigale. Miller, però, è un personaggio che potrà aiutare il team a tornare ai vertici.

Miller: la scommessa per far tornare grande la Ducati
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Quando si pensa ai piloti australiani in sella alla Ducati MotoGP vengono subito in mente le immagini iconiche dei trionfi di Casey Stoner dal 2007 al 2010 (incluso l’unico titolo piloti per la Casa di Borgo Panigale conquistato fino ad oggi) e la famosa vittoria di Troy Bayliss a Valencia nel 2006.

Ammirando il numero 43 di Jack Miller decorato con la bandiera australiana subito si ripensa a quei trionfi del passato.

Miller sarà il terzo australiano a guidare la Moto della Casa italiana da quando Ducati si è unita alla serie nel 2003, ed ovviamente all’evento di lancio della stagione 2021 sono state numerose le domande circa le aspettative di una intera nazione.

“Per me una grande motivazione è stata crescere guardando ragazzi come Troy e Casey correre con questi colori. Li ho considerati i miei idoli quando ero un ragazzino. Ecco perché penso che questo significhi qualcosa di speciale per me” ha dichiarato Miller alla stampa.

“Penso di essere il mio più grande critico. Mi metto già abbastanza pressione da solo, non ho bisogno di andarla a trovare. Non credo che essere il terzo australiano su una Ducati MotoGp mi dia una pressione extra”.

“Quei ragazzi sono stati, e sono tutt’ora, dei grandi motociclisti. Io sto semplicemente cercando di fare il meglio, ma di sicuro voglio arrivare al loro livello. Solo il tempo mi dirà se ci riuscirò”.

Questa è una risposta incredibilmente matura fornita da una pilota che si è guadagnato una certa reputazione sia da parte degli spettatori assidui della MotoGP che da quelli saltuari”.

Nonostante abbia solo 26 anni, Miller è un pilota vecchia scuola  e questo è probabilmente il motivo per cui sia lui che il nuovo test rider della Yamaha, Cal Crutchlow, hanno legato da subito sin da quando erano compagni di squadra in LCR nel 2015. Miller, proprio come Crutchlow, è un personaggio onesto e schietto, non ha paura di dire ciò che ha in mente e non si vergogna nemmeno lontanamente di questo aspetto.

Nei primi tempi in MotoGP, quando la Honda aveva deciso di promuoverlo direttamente dalla Moto3 nel 2015, Miller aveva ricevuto numerose critiche per il suo atteggiamento sia fuori che dentro la pista.

Col senno di poi bisogna però dare credito a Jack dato che è stato catapultato in sella alla Honda RC213V-RS, non certo una moto semplice.

Il passaggio al team Marc VDS nel 2016, alla guida della RC231V, l’ha visto ottenere una scioccante vittoria in Olanda celebrata con uno shoey. Subito dopo i festeggiamenti, Miller ha detto di aver dimostrato a tutti i critici di non essere un idiota e con la sua celebrazione ha voluto mettere a tacere anche la Honda che l’anno prima l’aveva multato per aver effettuato uno shoey in un after-party.

Jack Miller, Marc VDS Racing Honda e Marc Marquez, Repsol Honda Team

Jack Miller, Marc VDS Racing Honda e Marc Marquez, Repsol Honda Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Nel corso della stagione successiva Jack è cresciuto ancora sino a diventare un pilota desiderato dalla Ducati. Miller si è unito al team Pramac nel 2018 e dal 2019 ha potuto guidare una moto factory contribuendo così alla conquista del Costruttori avvenuta lo scorso anno.

La Ducati era convinta già prima dell’inizio della stagione 2020 che il pilota sul quale puntare per il futuro era Jack e Miller ha spiegato come l’avventura in Ducati sia servita per plasmarlo nel leader maturo che è adesso.

“Mi hanno dato gli strumenti per crescere. Negli ultimi tre anni ho sempre firmato contratti annuali, e non è mai facile, ma devi sfruttare queste difficoltà per essere in grado di dimostrare il tuo valore. Questo mi ha aiutato a maturare e diventare il pilota che sono adesso”.

“Anche il fatto di crescere e di non essere più un ragazzino è stato fondamentale, ma la Dcuati mi ha dato tutti gli strumenti per migliorare. Se fai bene sulla tua moto loro ti forniscono sempre gli sviluppi e questo sistema è fondamentale per far crescere un pilota”.

Jack Miller, Pramac Racing

Jack Miller, Pramac Racing

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Ogni pilota presente oggi in griglia ha meritato il suo posto, ma non si può dimenticare quanto capitato in passato a Miller. Durante il GP d’Austria del 2019 la Ducati era pronta a farlo fuori per la stagione successiva pensando di affidare la seconda moto del team Pramac a Jorge Lorenzo, ed in questo caso Miller sarebbe rimasto a piedi nel 2020 dato che Bagnaia aveva già un contratto firmato con la squadra.

Nonostante questo caos, Miller ha riposto la sua fiducia in Paolo Campinoti per risolvere il problema ed ha anche rifiutato un contratto milionario con KTM per prendere il posto lasciato libero da Joahnn Zarco con la convinzione di poter arrivare nel team ufficiale Ducati nel 2021.

Il rinnovo con Pramac sarebbe stato firmato in occasione del Gran premio di Silverstone, ma questo episodio è emblematico per capire quanto accaduto lo scorso anno tra Andrea Dovizioso e la Ducati e per comprendere come la cattiva gestione dei piloti, iniziata nel 2011 con l’approdo di Stoner in Honda, sia costata alla Casa italiana un periodo di lontananza dalla vittorie concluso solo in Austria nel 2016.

Ducati ha una line-up di piloti davvero entusiasmante in tutte le squadre, con Miller, Bagnaia, Martin, Bastianini e Marini che rappresentano un vivaio dal quale attingere per il futuro. Il pilota più anziano in sella ad una moto italiana sarà Zarco, che ha solo 30 anni.

La Ducati, però deve imparare dai suoi errori commessi in passato con Stoner e da come ha gestito la vicenda Dovizioso per garantire che questi piloti rimangano legati a lungo alla Casa italiana.

E anche se Miller deve ancora vincere una gara in sella alla Ducati, in molti nel paddock lo vedono come un serio pretendente al titolo quest’anno.

Jack Miller, Pramac Racing

Jack Miller, Pramac Racing

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Con tutto quello che è stato appena scritto su Miller, si potrebbe pensare che forse non è la persona migliore da avere in quello che ha dimostrato di essere un ambiente diplomaticamente precario, ma la personalità di Jack è una grande attrazione per il management Ducati.

“Jack ha un carattere abbastanza forte e penso che questo sia importante per un pilota che vuole ottenere buoni risultati” ha dichiarato Dall’Igna a Motorsport.com.

“Penso che abbiamo lavorato abbastanza bene con lui negli ultimi tre anni. Ci conosciamo da tempo credo che potremo lavorare abbastanza bene insieme. Penso che sia importante dirci chiaramente quello che pensiamo per far evolvere la moto, quindi sono molto contento se avrò un pilota che mi dice la verità senza filtri”.

Il direttore sportivo, Paolo Ciabatti, ha aggiunto: “Siamo molto felici perché Jack non è solo un pilota di grande talento, ma ha anche una personalità molto forte. Sono abbastanza sicuro che sarà interessante anche per voi media perché dice sempre quello che pensa ed è un grande ragazzo. Credo che abbiamo una grande combinazione tra i due; Pecco è un po' meno schietto di Jack, ma penso che sia un buon mix e ci divertiremo quest'anno anche fuori dalla pista”.

Volendo fare un paragone si può ritenere che Miller sia simile a Scott Redding. Entrambi portano la gente a credere di non essere molto intelligenti quando in realtà lo sono eccome. Questa è una cosa divertente perché il pubblico desidera ardentemente piloti onesti, ma poi è pronta a criticarli quando emergono.

Al termine della scorsa stagione Miller aveva dichiarato come durante il suo periodo in Pramac fosse risucito a mettere a tacere parecchi persone. Adesso che potrà finalmente correre

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