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Miller: il sostegno psicologico arrivato dalla moglie di Crutchlow

Dopo un avvio di stagione da dimenticare, Jack Miller è riuscito ad ottenere la prima vittoria con Ducati a Jerez ed ha svelato come un grande aiuto psicologico sia arrivato dalla moglie del suo grande amico Cal Crutchlow.

Miller: il sostegno psicologico arrivato dalla moglie di Crutchlow
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"Siamo nella merda in questo momento". Questo è il modo in cui Jack Miller ha riassunto l'inizio della sua stagione MotoGP 2021 e la vita come pilota ufficiale Ducati il giovedì del Gran Premio di Spagna. Nel corso dei primi tre round della stagione, Miller ha ricevuto un sacco di critiche per dei risultati che non si addicono a qualcuno indicato come un favorito per il titolo.

Anche se c'erano circostanze attenuanti per i suoi due noni posti in Qatar - un problema allo pneumatico posteriore nella prima gara e la sindrome compartimentale al braccio destro nel round di Doha - le critiche che ha ricevuto non erano prive di giustificazione.

Nei primi due round, il suo compagno di squadra, Francesco Bagnaia, è salito sul podio, mentre Johann Zarco, con la Ducati del team Pramac, ha ottenuto due secondi posti. Anche il debuttante Jorge Martin si è messo in mostra con il suo terzo posto nel GP di Doha. Bagnaia ha poi ottenuto un secondo podio in Portogallo, mentre Miller ha esacerbato gli animi dei critici con una caduta.

In occasione del GP di Doha, poi, c'è stata la sua collisione con Joan Mir a seguito di un precedente sorpasso duro da parte del pilota Suzuki. L’episodio non è stato punito dalla direzione gara, ma in molti credono che Miller l’abbia scampata bella dato che i due sono toccati a quasi 200km/h sul rettilineo principale di Losail.

Il vincitore della gara Jack Miller, Ducati Team

Il vincitore della gara Jack Miller, Ducati Team

Photo by: Dorna

Mentre l'ultimo mese è stato indubbiamente difficile per Miller, l'australiano si è sensibilmente allontanato dai social media per il suo benessere mentale.

"Voglio dire, ci mettiamo su questo piedistallo, siamo lì per essere criticati", ha ammesso Miller domenica scorsa. "Non appena le cose non vanno bene, diventa così. Ma è quello che è, fa parte del gioco e ci devi convivere. Sentivo che quello che volevo fare era solo cercare di concentrarmi su ciò che potevo controllare, ed in questo modo mi sono avvicinato alla gara".

Miller è arrivato nel weekend di Jerez con una mentalità diversa. Non si può negare che l'australiano abbia la velocità per essere un pilota di punta della MotoGP, come ha continuamente dimostrato negli ultimi anni con la Ducati. Ma la coerenza è sempre stata un problema.

Jerez non è considerato un circuito favorevole alla Ducati e l’ultima vittoria della Casa emiliana risaliva al 2006 con Loris Capirossi. La velocità sul giro secco non era sicuramente un problema. Miller è riuscito a mettersi in prima fila con il terzo tempo nelle qualifiche, mentre Bagnaia ha chiuso con il quarto crono.

Il poleman Fabio Quartararo aveva pochi dubbi sul fatto che Miller avrebbe preso la prima posizione alla prima curva, ma l’australiano aveva lavorato sodo nelle prove per cercare almeno di assicurarsi che la sua velocità durasse più di poche centinaia di metri.

"È stato un fine settimana fenomenale, sono stato in grado di migliorare ad ogni sessione e questo grazie al fatto di essermi concentrato al massimo nelle FP1 e FP4 girando da solo", ha spiegato Miller dopo aver ottenuto la sua prima vittoria in MotoGP in cinque anni.

"Non appena sono partito mi sono sentito subito a mio agio. La temperatura dell’asfalto era più alta di quanto sia stata per tutto il fine settimana e mi sono sentito bene. Stavo rispettando il mio programma e pensavo che fosse tutto a posto".

Miller ha ammesso dopo il suo difficile inizio di stagione di non avere più fiducia in sé stesso. Anche se il management della Ducati gli ha coperto le spalle, Jack ha attribuito a una telefonata "aggressiva" di Lucy Crutchlow - moglie Cal e migliore amico di Miller - il merito di averlo aiutato a liberarsi di alcuni dubbi che pendevano su di lui.

Cal Crutchlow, Team LCR Honda

Cal Crutchlow, Team LCR Honda

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

"Sicuramente queste ultime settimane non sono state facili", ha detto. "Sono stato arrabbiato, frustrato, non avevo fiducia in me stesso. Devo dire una cosa però. Ora ho un nuovo life coach, diciamo. Normalmente è mia madre, ma non è molto brava. Lucy Crutchlow mi ha chiamato all'improvviso durante il fine settimana, dicendomi 'sei fottutamente bravo, puoi farcela'. È piuttosto aggressiva, e anche questa mattina mi ha mandato un messaggio. Quindi, devo dire un enorme grazie a Lucy. È bello sentire cose del genere perché a volte ne hai bisogno. Alla fine della giornata, siamo tutti umani, abbiamo tutti dei dubbi".

Sono bastati solo quattro giri a Quartararo per passare Miller dopo essere retrocesso al quarto posto, ma l’australiano ha sempre avuto fiducia nella sua Ducati e nella gomma media. Miller, con i commenti della signora Crutchlow che riecheggiavano nella sua mente, semplicemente non ha accettato il suo destino.

Quartararo ha rapidamente aperto un divario di 1,5 secondi su Miller, ma il ritmo del pilota della Ducati è rimasto alto. Dal secondo al tredicesimo giro, il ritmo medio di Quartararo è stato di 1’38’’025, mentre quello di Miller è stato di 1’38’’1. Se Quartararo non avesse accusato un problema al braccio al 14° giro non avrebbe perso la gara.

Il ritmo di Miller era tale che avrebbe potuto indurre Quartararo in errore se il divario fosse sceso sotto al secondo nella seconda metà della gara. Anche se i problemi di Quartararo hanno dato a Miller un comodo vantaggio di oltre un secondo, il pilota della Ducati ha però dovuto lottare con la propria concentrazione per conquistare una vittoria a lungo attesa.

"Quando ho visto Fabio che iniziava a staccarsi ho pensato 'devo andare a prenderlo'", ha dichiarato Jack. "Ho guardato la tabella dei tempi, ho visto quanti giri erano rimasti e ho pensato 'il gap è importante, sei sicuro di farcela?’. Stavo avendo questa conversazione nel mio casco".

Anche se Bagnaia ha cercato di chiudere il divario da Miller negli ultimi giri, l'australiano ha resistito alla pressione per rivendicare la sua prima vittoria in MotoGP sull'asciutto che ha fatto seguito al successo ottenuto nel 2016 in Olanda.

Ad Assen quel giorno, un emozionato Miller disse che grazie a quella vittoria aveva dimostrato che non era "un idiota". Questa reputazione negativa era nata nella sua prima stagione in MotoGP nel 2015, quando è stato strappato direttamente dalla Moto3 e messo nel team LCR. Anche se il resto del 2016 si è rivelato difficile, quella vittoria di Assen ha trasformato Miller nel pilota maturo che la Ducati avrebbe infine preso per il 2018 e lo ha modellato per diventare poi un ufficiale nel 2021.

Il successo di Miller a Jerez, in qualche modo, rispecchia la sua vittoria ad Assen e potrebbe sbloccare il suo potenziale nel 2021.

Questa vittoria, inoltre, è arrivata in un momento opportuno. Miller ha un contratto di un anno con la squadra ufficiale Ducati ed anche se il suo posto, attualmente, non è in bilico una ulteriore gara opaca a Jerez avrebbe sicuramente accresciuto la pressione. Avere una vittoria in tasca rafforzerà certamente la sua pretesa di mantenere il suo posto nel factory team per il 2022.

Podio: il vincitore della gara Jack Miller, Ducati Team

Podio: il vincitore della gara Jack Miller, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

"Ho mandato il mio curriculum a qualche impresa di costruzioni in Australia, pensavo fosse fatta, sarei tornato a casa a lavorare nell'edilizia", ha scherzato quando gli è stato chiesto se qualche dubbio sul suo futuro si fosse insinuato nella sua mente.

"La gente dimentica molto velocemente. Tutti si dimenticano molto velocemente di quello che succede. È una mentalità sbagliata. Io cerco solo di fare il mio lavoro e di essere la migliore persona possibile. E alla fine della giornata sono felice di quello che sono".

La MotoGP entra ora in una fase del campionato storicamente favorevole alla Ducati, con i prossimi eventi di Le Mans, del Mugello e della Catalunya. Miller avrà bisogno di fornire ulteriori prestazioni come quelle viste a Jerez, ma il primo successo da pilota ufficiale gli ha tolto un grande peso dalle spalle e l’australiano adesso è libero di essere quel pilota che la Ducati si aspettava di trovare nel 2021.

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