Martin: "Non ha senso che io sia stato penalizzato, è ingiusto"

Jorge Martin è deluso per la penalità che ha ricevuto nel finale della gara di Austin, perché è convinto che lo abbia privato di un podio che ormai era in ghiaccio.

Martin: "Non ha senso che io sia stato penalizzato, è ingiusto"

Il rookie del Pramac Racing era vicino a conquistare il suo quarto podio stagionale nel Gran Premio delle Americhe. Già vincitore del Gran Premio di Stiria e terzo in quello di Doha e in quello d'Austria, Jorge Martin ha tagliato il traguardo quinto ad Austin, dopo aver però completato 14 dei 20 giri in programma in posizione da podio.

Lo spagnolo, nonostante sia stato rallentato da un problema al bicipite del braccio destro e dalle difficili condizioni della pista, è riuscito a prendersi la terza posizione nel corso del quarto giro e ci è rimasto saldamente fino agli ultimi tre giri.

Al 16° giro, Martin è uscito di pista, saltando una delle chicane del T1 e perdendo quasi un secondo del margine che aveva nei confronti del suo inseguitore Francesco Bagnaia.

La Direzione Gara ha quindi deciso di penalizzarlo con una long lap penalty, che ha scontato all'ultimo giro, che lo ha fatto precipitare così al quinto posto finale.

"Eravamo abbastanza vicini al podio e probabilmente avrei potuto ottenerlo. Avevo tutto sotto controllo, il peccato è che ho avuto uno spavento che mi ha fatto saltare la chicane. Alla fine della gara avevo tanti buchi nella gomma, abbiamo anche patito un sacco di chattering e tutto questo aggiunto alla mia condizione fisica ha contribuito a farmi perdere la posizione su Pecco," ha spiegato il pilota spagnolo, rispondendo ad una domanda di Motorsport.com.

Anche se Bagnaia ha superato Martin prima che quest'ultimo scontasse la pena, lo spagnolo ha perso ogni possibilità di lottare per il podio quando ha dovuto fare la long lap penalty, per la quale è stato superato anche da Alex Rins.

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"Per cominciare, non ha senso che se hai un brivido e vai dritto, stai già perdendo tempo, e in più hai una penalità. Il problema è che ho tagliato ed ero già nel primo settore, non potevo più rallentare, ho perso 8 decimi di secondo dal mio miglior tempo e (secondo la regola) bisogna perdere un secondo. Quindi per soli due decimi ho dovuto fare il long lap", ha continuato il pilota del Pramac Racing.

La sensazione di Martin è che non avrebbe dovuto essere punito, poiché la perdita di tempo per l'errore era già sufficiente.

"La penalità è ingiusta, ma soprattutto perché non ho tagliato volontariamente, ma ho avuto uno spavento e non avevo altra scelta, ed è per questo che la vedo ingiusta. Ma beh, la Race Direction non va molto bene ultimamente e non possiamo farci niente", ha detto in maniera piuttosto critica.

Durante la gara il compagno di squadra di Bagnaia, Jack Miller, ha ceduto la sua posizione all'italiano, che ha ancora una possibilità, seppur minima, di vincere il campionato del mondo.

Nonostante abbia un contratto con la Ducati e sia trattato come un pilota ufficiale, Martin non ritiene che avrebbe dovuto fare un gesto del genere.

"Non c'erano ordini di scuderia, quindi nel caso in cui fossimo arrivati insieme alla fine e non avessi dovuto fare il Long Lap, avrei provato, avrei provato a sorpassarlo. Sicuramente, senza l'errore che ho fatto, Pecco non avrebbe recuperato così tanto e penso che il podio fosse nostro, ma se fossi arrivato all'ultimo giro avendo delle opzioni ci avrei provato sicuramente. Alla fine non è la mia squadra e non c'era nessun ordine," ha detto lo spagnolo, che sta combattendo per essere rookie dell'anno della MotoGP.

Infine, Martin ha valutato anche la pena esemplare ricevuta da Deniz Oncu e, a differenza della corrente più generalizzata, il campione del mondo 2016 Moto3 distribuisce più responsabilità per l'incidente.

"Ho visto l'incidente, è difficile. In Moto3 cercano sempre la scia. Forse il pilota accanto (Jeremy Alcoba) avrebbe dovuto essere più attento, non gli ha lasciato spazio. E anche la pena è influenzata dalla situazione in cui siamo, da come sta andando quest'anno con gli incidenti e per dare un esempio ai giovani piloti in Moto3, che devono essere più attenti e non fare questo tipo di manovra. Non mi sembra logico, ma è un buon esempio per il resto dei corridori", ha detto il pilota spagnolo.

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