Marquez: “Vittoria più importante per il Marc uomo che pilota”

Marc Marquez torna a vincere dopo più di un anno dall'ultimo successo e lo fa sulla pista dove trionfa da ormai ben undici anni consecutivi. Il Sachsenring è terreno di conquista del pilota Honda, che non nasconde l'emozione e ricorda quanto sia più importante per lui come uomo che per il Marc pilota.

Marquez: “Vittoria più importante per il Marc uomo che pilota”

Ben 21 gare dopo l’ultima vittoria, Marc Marquez è tornato a respirare: al Sachsenring, suo fortino da ben dieci anni, il pilota Honda ha messo l’undicesimo sigillo, salendo sul gradino più alto del podio dopo circa 11 mesi. Un trionfo inaspettato quello del Gran Premio di Germania, ma che sicuramente è il più emotivo di questa stagione.

Il pilota Honda è rientrato a stagione in corso, ha perso le prime due gare per tornare in pista a Portimao lo scorso aprile, inanellando poi una serie di cadute, tre consecutive, che lo facevano arrivare in Germania con la voglia di riscatto sulla ‘sua’ pista. Il layout del tracciato gli consentiva di avere meno limitazioni fisiche, come confermato da lui alla vigilia del weekend. La lotta per il podio era fattibile secondo l’otto volte campione del mondo, eppure il successo è arrivato in maniera quasi inaspettata.

Quasi, perché il ‘kaiser’ del Sachsenring non si è risparmiato e ha mostrato ancora una volta di essere anche più forte del dolore. Ha approfittato di due gocce di pioggia che hanno stravolto la gara per due giri per spingere e prendere il comando della gara senza mai più abbandonarlo. È il giorno di Marc Marquez, il ritorno del pluricampione, che sulla pista dove si esprime al meglio è tornato ad alzare l’asticella: “Ancora non so cosa dire. È stato un momento duro che da soli non si affronta. Ci sono state tante persone dietro, tutta Honda, che mi ha rispettato tanto, il team, la famiglia. Mi hanno aiutato tanto. “È chiaro che si possono dire tante cose, ma alla fine è la persona che soffre in prima persona quella che poi deve agire. Ma comunque quando hai gente con te che soffre come o anche di più di te, aiuta tantissimo. Quando sei in una situazione negativa, cerchi qualcosa”.

 

Ma la gara è stata tutt’altro che semplice, soprattutto perché le aspettative erano alte e veniva da tre weekend decisamente complicati: “Oggi guidare era difficile. Sì, arrivavo su una pista che era favorevole, ma la situazione era molto difficile. Venivo da tre cadute e ho semplicemente guidato senza provare a pensare a cosa facevo né da dove arrivavo. È quello che ho fatto, ho preso il rischio quando è caduta un po’ d’acqua e mi sono detto ‘oggi è il mio giorno’, tutto si sta mettendo a posto e ho provato a spingere. si vede che avevo difficoltà nel cambio direzione. Qui era solo un punto, invece al Mugello e Barcellona erano tanti punti. Qui dalla 10 alla 11 ancora dovevo capire come mettere bene il braccio, non mi sento sicuro e non mi sento fiducioso nella reazione giusta se la moto fa qualcosa. Ma preferisco adesso e provare nel futuro ad andare forte lo stesso”.

La gara del Sachsenring è stata una enorme prova di forza di Marc Marquez, che ha trovato ispirazione da Mick Doohan, come rivela: “Una delle cose che mi ha aiutato tanto dopo il Mugello è stata parlare con Mick Doohan. L’ho trovato lì, abbiamo parlato un po’ e gli ho detto che volevo chiamarlo per sapere la sua situazione nel 1992 e nel 1993. Da quella telefonata ho capito tante cose. Quando lui parlava ho chiuso gli occhi, siamo stati mezz’ora al telefono, ma parlava solo lui, io ascoltavo e basta. Sembrava che stesse dicendo tutto quello che mi sta succedendo adesso. Diceva che non capiva cosa succedesse sulla moto, poi andava meglio, poi commetteva qualche errore che non era solito fare, cadeva senza capire perché. Lui faceva una cosa, la moto un’altra. È proprio quello che mi sta succedendo”.

“Ma martedì Alberto Puig mi ha chiamato e mi ha detto ‘devi vincere, lo sai?’ – prosegue – Gli ho risposto che arrivavo da tre cadute, ma a lui non interessava. Ma questo sempre con l’aiuto e questo mi ha fatto sentire convinto. Per questo nelle FP1 sono uscito già cattivo. Lo avevo detto anche giovedì, questo era il primo weekend in cui non sentivo limitazioni fisiche”.

Nel giorno del ritorno alla gloria, c’è anche spazio per il Marc Marquez ‘romantico’, che mostra il lato umano nonostante dimostri di essere ancora l’uomo da battere, se non a livello di classifica, in termini di testa e forza: “Nello sport in generale si vive nel presente, al passato ci puoi pensare quando ti ritiri. Ma adesso dobbiamo provare a continuare a lavorare perché oggi abbiamo vinto, ma in Olanda torniamo alla nostra realtà. Onestamente quello che mi veniva in mente erano le ultime tre cadute di Le Mans, Mugello e Montmelo, non avevo in mente nient’altro. Sul braccio sto lavorando tanto mentalmente per provare a dimenticarlo. È vero che non lavora normalmente e fa male, ma dimenticarlo è la soluzione. Questa vittoria è importante per l’uomo Marc. Il pilota è là ma non è ancora il pilota che era. Vediamo futuro se si potrà ritornare a guidare come voglio io. Ma oggi è stato un giorno molto importante per me ma anche per Honda”.

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