Marquez: "Siamo cresciuti, ma dobbiamo migliorare il carattere del motore"

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Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
18 feb 2018, 14:06

Il campione del mondo è molto soddisfatto del lavoro fatto dalla Honda nei primi due test, ma si aspetta di trovare qualche difficoltà in più in Qatar. Inoltre teme che il nuovo motore sia ancora un pochino troppo aggressivo.

Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team con la nuova carena
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team e Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing
Marc Marquez, Repsol Honda Team riceve un regalo di compleanno dal suo team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team

Se la Yamaha pare in grande difficoltà ed anche la Ducati ha avuto un andamento un po' ondivago, i tre giorni di test in Thailandia della MotoGP sembrano aver trovato una certezza nella Honda. La Casa giapponese sembra aver fatto dei passi avanti importanti con la RC213V e la classifica di oggi ne è l'emblema, con Dani Pedrosa in testa, Cal Crutchlow terzo e Marc Marquez quarto.

Oggi il campione del mondo in carica non è riuscito a ritoccare il tempone che aveva realizzato ieri, ma ha anche spiegato di non averci neppure provato, preferendo concentrarsi sulla comprensione della nuova carena e del nuovo forcellone in carbonio provato oggi. Il tutto riuscendo comunque a realizzare dei tempi che sembrano averlo reso il riferimento in termini di passo gara.

Una situazione che ha portato molti a confrontare questa pre-stagione con quella del 2014, quando poi Marc dominò la prima parte del campionato, con la bellezza di 10 vittorie consecutive. Lo spagnolo però ha cercato di tenere un profilo basso, spiegando che in realtà il quadro è leggermente differente.

"Se guardate al pre-campionato del 2014, a metà giornata avevo sempre già finito. L'ultimo giorno in Malesia ricordo che all'1 ho smesso e sono tornato in hotel a fare i bagagli, perché tutto andava per il meglio. Quest'anno siamo sempre più competitivi, ma non è facile. Abbiamo fatto 96 giri ieri e 97 oggi. Mi sento bene con la moto. Il tempo è più lento rispetto a quello di ieri, ma non abbiamo fatto il 'time attack', abbiamo continuato a lavorare cercando di capire anche la nuova carena ed altre piccole novità. Ora aspettiamo il Qatar, perché solitamente è una pista su cui facciamo più fatica" ha detto Marc.

Gli unici dubbi che lo tormentano sono quelli legati al motore nuovo, che forse è ancora un po' troppo aggressivo: "Qui e in Malesia abbiamo lavorato bene, ma ripeto ancora una volta che dobbiamo migliorare il carattere del motore. Non possiamo dimenticare che qui fa molto caldo e invece in Qatar di notte ci sarà molto più fresco. Lì capiremo il reale comportamento del motore, che in alcune aree mi sembra ancora troppo aggressivo. La cosa che mi rende felice comunque è che in fabbrica stanno lavorando bene e molto velocemente quest'anno".

La scelta ormai sembra già essere ricaduta sull'ultima specifica: "Sicuramente lo proveremo anche in Qatar, ma quello è l'ultimo test, quindi dobbiamo prendere già una decisione sul motore per la stagione: è quello che abbiamo usato qui, l'ultima specifica che la Honda aveva portato in Malesia. La realtà la scopriremo solo arrivando a Jerez, ma comunque siamo migliorati e questa è la cosa più importante".

In generale comunque il quattro volte iridato della MotoGP deve riconoscere che la RC213V è cresciuta: "A livello di telaio più o meno è la stessa, non siamo migliorati molto. In alcune aree è leggermente migliore, per esempio in ingresso di curva abbiamo trovato qualcosa che mi aiuta a fermare la moto, inoltre il motore è migliore. Questo rende più facile la ricerca del tempo".

Sul nuovo forcellone in carbonio poi ha aggiunto: "E' diverso. Stiamo cercando di analizzare i dati. E' da Valencia che stiamo facendo delle comparative, perché è un'esperienza nuova per la Honda. Ha alcuni aspetti positivi ed altri negativi, ma dobbiamo provarla su diversi circuiti per avere più dati e prendere una decisione giusta per il futuro, perché al momento non siamo ancora certi al 100%. La moto si muove un po' do più, ma c'è più grip. Però forse con la gomma usata la moto poi si muove un po' troppo. Dobbiamo trovare la strada giusta".

Poi ha sottolineato che per lui le giornate di test invernali sono anche troppe: "Per me due test di due giorni sarebbero sufficienti! Mi piace fare i test, perché c'è tanto tempo per stare in moto, ma preferisco molto di più correre. Preferirei fare 20 gare e meno test. Alla fine, abbiamo provato molte cose, ma il primo giorno eravamo già abbastanza in forma".

Dunque, non vede l'ora di iniziare a fare sul serio in Qatar, anche se c'è ancora un altro test e quasi un mese da aspettare: "Sì, mi sento pronto. Sicuramente in Qatar ne sapremo di più e magari mi lamenterò di qualcosa, perché ogni circuito è differente. Ma in Qatar sarà interessante vedere dove ci andremo a posizionare, perché di solito è uno dei circuiti che soffriamo di più".

Informazioni aggiuntive di Oriol Puigdemont

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