Márquez: “Ho dubitato di tornare ad avere un braccio normale”

Marc Márquez ha ammesso questo giovedì a Portimao che nei nove mesi dell’infortunio non solo ha avuto dubbi sul fatto che potesse tornare a guidare, ma anche se tornasse ad avere un braccio normale.

Márquez: “Ho dubitato di tornare ad avere un braccio normale”
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Marc Márquez torna questo fine settimana al Gran Premio del Portogallo, nove mesi dopo l’infortunio che ha avuto lo scorso 19 luglio a Jerez. Durante questo lungo periodo, la mancanza di miglioramenti e tre interventi chirurgici hanno fatto anche pensare al peggio, come ha riconosciuto lo stesso pilota nella conferenza stampa di giovedì svolta a Portimao.

“È fantastico essere di nuovo qui – afferma Marquez – sono stati nove mesi difficili, ma arriva il momento di fare il passo più importante del mio recupero: salire in moto. Sento le farfalle nello stomaco, non è normale per me, ma quando salirò in moto questa sensazione sparirà. Mi sono rivisto con il team, con i giapponesi che non vedevo da Jerez, è stato fantastico. Non sarò lo stesso Marc, ho bisogno di tempo, sono in fase di riabilitazione fisica e mentale, ho molta voglia di salire in moto”.

In quel momento, Marc ha confessato di aver temuto il peggio in questi nove mesi in cui ha dovuto vedere le gare in televisione: “È stato veramente strano, soprattutto all’inizio. Poi è diventato normale, ero come un fan che si godeva le gare. È stata dura non correre in Qatar, mi sentivo preparato, ma non al cento per cento, i medici hanno deciso di farmi stare fermo e ho seguito i loro consigli. Sono stati nove mesi di dubbi non solo se potessi tornare a correre, ma anche se tornassi ad avere un braccio normale”.

“Sono stato ottimista sempre, ma anche realista. La prima preoccupazione era avere un braccio normale e poter tornare a condurre una vita normale. I medici mi hanno tranquillizzato dicendomi che fosse una questione di tempo, tre mesi se andava bene e un anno se c’erano complicazioni. Non ci sono stati problemi dall’ultima operazione, non dimentichi quello che è successo, ce l’hai ben stampato sulla pelle e nella mente. Ma essere di nuovo qui fa dimenticare un po’ tutto quello che è successo”.

Dopo aver saltato le prime due gare in Qatar, il pilota Honda ha scelto un circuito dove non ha mai corso per tornare. Inoltre le previsioni danno pioggia per venerdì: “Non mi piacerebbe tornare con la pioggia dopo tanto tempo, ma se sto qui lo farò in ogni circostanza. Sono venuto qua un mese fa, che è stata l’ultima volta in cui sono salito in moto. Lunedì scorso ho fatto flat track, ma l’ultima moto come si deve con cui ho corso è stato qui a Portimao. Quindi abbiamo deciso di fermare l’attività affinché l’osso migliorasse. Tutti i piloti hanno fiducia in me, ma io non ho una fiducia altissima, per me questa è la pre-stagione e non penso ai risultati, solo a salire in moto e divertirmi”.

In questi nove mesi, la gerarchia in MotoGP è cambiata, c’è un nuovo campione e molti piloti in grado di vincere gare: “È impossibile capire la situazione delle gare dalla televisione, ci sono molti alti e bassi da un giorno all’altro, vedi un pilota che il sabato spicca e la domenica soffre. È strano capire questo da casa. Sicuramente ho molta voglia di guidare, avere molti piloti davanti in una gara di gruppo come abbiamo visto in Qatar può essere fantastico. Ora non sto pensando a questo, ma in futuro spero di essere in queste battaglie come quelle che abbiamo visto nelle prime due gare”.

Un anno dopo, è stato chiesto a Marc che Honda avrebbe trovato: “Honda non si trova nella migliore situazione, ho parlato con i giapponesi, hanno lavorato per vedere dove fosse il problema. La cosa importante è trovare un compromesso per farla guidare a qualunque pilota. Ora Honda ha due buoni piloti, Pol Espargaro, Takaaki Nakagami, mio fratello hanno le stesse difficoltà che avevo io quando ho lasciato la moto, il compromesso con l’anteriore e provare a non cadere. Le moto non sono cambiate molto da un anno all’altro, ma ci sono alcuni aggiornamenti che proverò a capire. Comincerò con la moto di Bradl, con la sua configurazione, non con la mia moto. A partire da lì, proverò a costruire la mia moto per tornare al top”.

Ora la grande domanda è quale Marquez potremo trovare questo fine settimana: “Onestamente non posso rispondere, l’obiettivo principale è essere preparato e sentirmi bene sulla moto. Questo è il motivo per cui sono qui. L’interrogativo è sapere come reagiranno il corpo e il braccio, non lo so. Mi piacerebbe essere preparato, aver avuto un test privato, ma non ho potuto e usciremo per gareggiare già dal primo giorno. Abbiamo parlato con i medici e la decisione è stata unanime. In Qatar c’era un po’ di indecisione, non abbiamo raggiunto l’unanimità. Ora sì e questa è la ragione per cui sono qui. Dirò quello che ho detto a Takeo, non ho obiettivi questo weekend, voglio solo guidare. Avremo tempo per sentire la pressione dei risultati, sono in una categoria difficile, è cambiato tutto, non ci sono più moto satellite, sono tutte ufficiali, ci sono i migliori piloti del mondo, sono tornato ma non so quanto tempo mi prenderò”.

Marquez ha sottolineato varie volte che gli altri piloti hanno al momento un grande vantaggio fisico: “Mi sento pronto a guidare la moto, mi piacerebbe sentirmi diverso. Negli ultimi nove mesi ho guidato per tre giorni e nell’ultimo mese mai. Pensavamo che fosse il momento giusto per fare questo passo e continuo con la riabilitazione. Non penso di sentirmi forte, siamo nella migliore categoria del mondo contro i piloti migliori. Tutti hanno fiducia e io non mi sento nella loro stessa condizione”.

“Non sto pensando ai rivali ora, ma mi metto nei loro panni. Se hanno l’autostima sufficiente non devono essere nervosi. Ora arriva un pilota che ha vinto molto in passato, è vero, però torna dopo un anno fermo, senza essersi allenato in moto e in un mese ha fatto solo quattro volte flat track, senza stressare la zone muscolare del braccio che devo continuare a curare. Sono nella fase del recupero, non mi importa cosa possano pensare o cosa possa succedere in pista. Voglio arrivare al mio livello, non mi importa il tempo”.

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