Marquez: "Dovi ne aveva di più, senza di lui la gara è stata diversa"

Il pilota della Honda ha infilato la terza vittoria di fila a Le Mans, scappando nel Mondiale, ma ha ammesso che il ritiro della Ducati del rivale Dovizioso gli ha reso il compito più facile in questo GP di Francia.

Marquez: "Dovi ne aveva di più, senza di lui la gara è stata diversa"
Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team, il secondo classificato Danilo Petrucci, Pramac Racing, il terzo classificato Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team
Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team
Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team

E' un momento strepitosto per Marc Marquez e la Honda. Era dal 2014 che il pilota spagnolo non riusciva ad infilare tre vittorie consecutive, cosa che invece gli è riuscita oggi a Le Mans, permettendogli anche di prendere il largo nella classifica del Mondiale, che comanda con 36 punti su Maverick Vinales.

Anche se si è presentato sotto alla bandiera a scacchi con un margine discreto nei confronti della Ducati di Danilo Petrucci, il leader iridato ha spiegato però che la gara è stata meno facile di quel che è sembrata, soprattutto nelle primissime fasi.

"All'inizio la gara è stata difficile, perché alla chicane ho avuto anche un leggero contatto con Zarco, ma è un qualcosa che fa parte della gare. Poi mi è caduto davanti Iannone e non l'ho preso per un pelo, però mi hanno superato altri due e quindi mi sono detto che dovevo rimanere calmo. La pista non era come nel warm-up, si scivolava un po' di più, specialmente con la gomma anteriore" ha detto Marquez, che oggi ha eguagliato le 38 vittorie di Stoner nella top class, ai microfoni di Sky Sport MotoGP HD.

Gli va anche dato atto poi di aver riconosciuto che probabilmente il ritiro di Andrea Dovizioso, sulla carta il rivale più temibile nel Mondiale, ma ora precipitato a -49, gli ha reso il compito più facile.

"Piano piano ho preso il passo, ma onestamente senza Dovizioso la gara è stata diversa. Il suo passo era molto buono, quindi senza di lui abbiamo gestito la gara in maniera diversa. Ho visto la sua caduta, perché era primo quando è caduto, ma sicuramente lui ne aveva un po' di più oggi. Dopo che è caduto quindi ho ripensato alla mia strategia di gara".

Un successo arrivato con una scelta di gomme decisamente controcorrente, visto che al posteriore aveva una hard contro la soft di quasi tutti gli altri: "Sapevo che nei primi giri sarebbe stato un rischio, perché gli altri avevano la morbida, che offriva un grip migliore fin dall'inizio. Però io con la dura mi sentivo meglio quando entrava in temperatura. Poi il passo era molto costante con la gomma posteriore. Davanti invece ho scelto la gomma media, che è un po' morbida rispetto a quelle che uso di solito, ma era la cosa più sicura perché con la dura ieri il feeling era un po' strano e non volevo rischiare".

Quando poi gli è stato chiesto se dopo il caos dell'Argentina il suo obiettivo ora sia vincere tutte le gare in fuga solitaria come le ultime tre, ha aggiunto: "Sicuramente è un buon momento e mi sento bene. L'ho detto già da Austin che dobbiamo cercare di fare delle buone gare, perché l'inizio della stagione è molto importante. E' dall'Argentina che mi sento davvero bene con la moto. Non voglio vincere tutte le gare così, in fuga, ma se si può ci proviamo".

La sensazione comunque è che ora abbia per le mani una Honda fatta veramente su misura per lui: "Quando ti senti bene con la moto, lavori meglio e la moto va meglio. Onestamente adesso mi sento molto bene con la RC213V e ho già detto tante volte che la Honda ha fatto un grande lavoro. Però dobbiamo continuare così e mantenere alta la concentrazione, perché oggi ho rischiato di cadere alla curva 3 perché stavo spingendo al massimo".

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