Marquez: "Dopo gli errori del 2015, era importante vincere quest'anno"

Marc dice di aver imparato tanto dagli errori dello scorso anno e che non pensava di chiudere il Mondiale a Motegi, con una dedica speciale per la nonna scomparsa quest'anno. Sulle cadute delle Yamaha: "Oggi ho avuto un po' di c...".

"La verità è che non mi aspettavo di vincere il Mondiale qua. Giovedì avevo già detto che pensavo che fosse impossibile, perché dovevano succedere tante cose. Come dite in Italia, oggi abbiamo avuto un po' di c...".

Sono state queste le prime parole a caldo di Marc Marquez ai microfoni di Sky Sport MotoGP HD, dopo che con la vittoria di Motegi ha conquistato il suo terzo titolo iridato della MotoGP, il quinto in assoluto, favorito anche dalla doppia caduta delle Yamaha di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.

La quinta affermazione stagionale ha reso il pilota della Honda il più giovane a tagliare il traguardo dei tre titoli nella top class con i suoi appena 23 anni. Un risultato che ripaga gli sforzi fatti per rendere più competitiva la sua RC213V, che ad inizio anno non era sicuramente al top, ma che riscatta anche le delusioni del 2015.

"Sono veramente molto contento, perché in questo campionato abbiamo lottato tantissimo: Valentino è stato molto forte, Lorenzo anche, ma vincere qui in Giappone è stato speciale, viste anche le difficoltà di inizio stagione. Dopo tutti gli errori che ho fatto l'anno scorso, era molto importante vincere quest'anno e ci sono riuscito" ha proseguito.

Quando poi gli è stata chiesta una dedica speciale, ecco che è venuta fuori l'anima giovane del 23enne: "La Honda ha lavorato tantissimo e si è visto in questo weekend: se avessimo corso su questo circuito all'inizio dell'anno avremmo fatto fatica a stare nei primi cinque. La squadra ha fatto un grande lavoro, ma anche la mia famiglia mi è sempre stata vicina. Infatti voglio fare una dedica speciale alla mia nonna, perché l'ho persa quest'anno".

Con cinque vittorie, è il pilota che ha vinto di più in questo 2016, ma anche l'unico a non aver fatto neppure uno zero nelle prime 15 gare. E dire che in prova invece è finito ruote all'aria tante volte. Ma Marc ha spiegato che era una sorta di atteggiamento programmato per capire il limite della sua Honda e poi stare più attento in corsa.

"In prova andavo sempre al limite e poi in gara provavo a non esagerare. L'anno scorso era successo un po' il contrario, perché sono caduto spesso in gara. In questa stagione però è stato un po' come il 2013, quando sbagliato tanto in prova, ma quasi mai in gara. Forse ho preso qualche rischio nelle prove, ma alla fine arrivavamo sempre alla gara molto a posto".

Riguardo alle gare in cui abbiamo visto un Marquez più "ragioniere", lo spagnolo ha lasciato intendere che i tanti errori commessi nel 2015 gli hanno fatto capire che in certi casi è meglio non rischiare e pensare al campionato. Un atteggiamento che sicuramente ha pagato alla luce del fatto che ha chiuso i giochi con ben tre gare d'anticipo.

"E' stato difficile, ma non l'ho capito fino a quando non ho perso un campionato. L'anno scorso l'ho perso perché volevo continuare con il mio stile e spingere sempre al 100%. Ho pagato caro per imparare questa cosa, quindi quest'anno ho provato a gestire meglio. Sicuramente l'anno scorso ho imparato tante cose: se per rischiare bisogna arrivare al punto di cadere, allora non ne vale la pena. Ora però mancano ancora tre gare e magari in quelle proverò a fare di nuovo il vecchio Marc".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP del Giappone
Circuito Twin Ring Motegi
Piloti Marc Márquez Alenta
Team Repsol Honda Team
Articolo di tipo Intervista