Vai al contenuto principale

Consigliato per te

LIVE MotoGP | Gran Premio di Catalogna, Gara

MotoGP
Catalogna
LIVE MotoGP | Gran Premio di Catalogna, Gara

MotoGP | Bandiera rossa a Barcellona dopo il terribile incidente di Alex Marquez

MotoGP
Catalogna
MotoGP | Bandiera rossa a Barcellona dopo il terribile incidente di Alex Marquez

F1 | Aston Martin: aspettiamoci un primo... cambio di passo della AMR26 in Canada

Formula 1
Canada
F1 | Aston Martin: aspettiamoci un primo... cambio di passo della AMR26 in Canada

MotoGP | La foto di Marc Marquez che fa sperare in un suo ritorno al Mugello

MotoGP
Catalogna
MotoGP | La foto di Marc Marquez che fa sperare in un suo ritorno al Mugello

FE | Ticktum fa il bis a Monaco: domina la qualifica e regala a Cupra Kiro la seconda pole di fila

Formula E
Monaco ePrix II
FE | Ticktum fa il bis a Monaco: domina la qualifica e regala a Cupra Kiro la seconda pole di fila

IGTC | Nürburgring, 21a Ora: rottura a sorpresa sulla Mercedes di Verstappen, Juncadella ai box

Intercontinental GT Challenge
24h del Nürburgring
IGTC | Nürburgring, 21a Ora: rottura a sorpresa sulla Mercedes di Verstappen, Juncadella ai box

Tragedia in Coppa Italia a Vallelunga: è morto Dimitri Tempesti

ALTRE MOTO
Tragedia in Coppa Italia a Vallelunga: è morto Dimitri Tempesti

MotoGP | Barcellona, Warm-Up: Mir davanti a Quartararo nella riscossa delle moto giapponesi

MotoGP
Catalogna
MotoGP | Barcellona, Warm-Up: Mir davanti a Quartararo nella riscossa delle moto giapponesi
Intervista

Marks: "Le grandi aziende non hanno ancora capito quanto sia affascinante e stimolante la MotoGP"

Motorsport.com ha avuto modo di intervistare ad Austin il proprietario del team Trackhouse di MotoGP, l'ex pilota della NASCAR Justin Marks.

livrea USA di Trackhouse Racing

Questa intervista con Justin Marks (Stati Uniti, 1981) si è svolta nel paddock del Circuito delle Americhe (COTA), il sabato precedente alla gara della classe regina. Al suo terzo anno nel campionato come proprietario del team Trackhouse, questo ex pilota di successo ed imprenditore, uno dei volti più noti della NASCAR, ritiene che sia giunto il momento che Liberty Media faccia un passo in più affinché la MotoGP decolli e raggiunga i livelli di popolarità ed il volume d'affari che la maggior parte dei soggetti coinvolti ritiene possa raggiungere. "Nei prossimi 12-16 mesi inizieremo a vedere un maggiore coinvolgimento", afferma Marks, seduto nel tendone della sua scuderia.

Come è cambiata la tua percezione della MotoGP, sia come spettacolo che dal punto di vista commerciale, da quando hai assunto il controllo del team? 
"Non direi che sia cambiata molto, soprattutto perché non avevo un'idea preconcetta quando sono arrivato. Ho iniziato completamente da zero, con la mente aperta per imparare. Dove la mia prospettiva si è evoluta è nella comprensione di quale possa essere il potenziale globale del campionato, come possa crescere e quali fattori possano favorirlo. La MotoGP è uno spettacolo incredibile, qualcosa di impressionante da vedere dal vivo. La chiave sta nel farlo vedere al maggior numero possibile di persone ed attirare nuovi appassionati. Negli ultimi anni mi sono concentrato sul capire come è strutturata, qual è la visione di Dorna e come si inserisce l’arrivo di Liberty Media. Il nostro obiettivo è posizionarci come partner strategici nella crescita futura del campionato".

Trackhouse è l’unica squadra americana in MotoGP. Di cosa ha bisogno il campionato per penetrare sempre più rapidamente nel mercato statunitense?
"Mi considero una persona aggressiva quando individuo delle opportunità. Credo che bisogna coglierle senza paura di sbagliare. Storicamente, molti campionati sono stati lenti nell’apportare cambiamenti significativi o nel provare cose nuove. Noi cerchiamo di incoraggiare l’assunzione di rischi e gli investimenti. Se si individua un’opportunità per portare la MotoGP ad un pubblico o in una regione specifica, bisogna agire e farlo con determinazione".

Ai Ogura con Justin Marks, propietario del Trackhouse Racing Team

Ai Ogura con Justin Marks, proprietario del Trackhouse Racing Team

Foto di: Trackhouse Racing Team

Ti aspetti che questa crescita acceleri con l'arrivo di Liberty Media?
"Sì, credo che l’espansione subirà un’accelerazione. Liberty è composta da persone molto intelligenti e hanno investito molto denaro nel campionato per un motivo. Hanno trascorso l’ultimo anno osservando, imparando e definendo una strategia a tre, cinque e dieci anni. Nei prossimi 12-16 mesi inizieremo a vedere un maggiore coinvolgimento da parte loro, man mano che inizieranno ad attuare il loro piano di crescita".

Le squadre e i costruttori stanno negoziando il nuovo accordo commerciale con Dorna e Liberty. In che modo questo scenario differisce da quello della NASCAR?
"In realtà è molto simile a ciò che abbiamo vissuto in NASCAR quando abbiamo rinegoziato. La cosa più importante è che il rapporto tra i team e l'organizzatore favorisca la cooperazione per far crescere lo sport. C'è sempre negoziazione, perché i team hanno bisogno di stabilità economica e sostenibilità a lungo termine. Più sono solide, più risorse avranno per contribuire alla crescita del campionato: marketing, tempo dei piloti, attivazioni. Quello che stiamo vivendo ora in MotoGP l'ho già sperimentato in NASCAR. Si tratta di garantire stabilità finanziaria e valore a lungo termine per i team, perché questo va a beneficio anche del campionato".

Tuttavia, sembra esserci una grande distanza tra ciò che offre Dorna e ciò che chiedono le squadre...
"L'ingresso di Liberty introduce un elemento nuovo: una società mediatica globale che sa come aumentare il valore di una proprietà sportiva. Questo cambia il contesto".

 

I team indipendenti sono sostenibili nell'attuale situazione?
"Su questo fronte c'è ancora del lavoro da fare. Uno dei problemi è che ci sono troppi sponsor legati esclusivamente al mondo delle moto. Il campionato ha bisogno di attrarre marchi globali, di lifestyle o tecnologici. La MotoGP è, a mio parere, una delle migliori opportunità di valore in tutto il motorsport: ha una grande base di appassionati, le gare sono spettacolari e il costo è relativamente basso rispetto ad altre discipline come la F1 o il WEC. La chiave è posizionare meglio il campionato affinché più aziende ne comprendano il potenziale come piattaforma di marketing. Questo è ciò che renderà sostenibili i team".

Le grandi aziende non conoscono la MotoGP

Diversi team non hanno uno sponsor principale, come Aprilia. Qual è il principale ostacolo per attirare marchi non endemici nel Campionato del Mondo?
"In gran parte è una questione di conoscenza e riconoscimento. Quando parliamo con le grandi aziende di NASCAR o Formula 1, sanno perfettamente di cosa si tratta. Ma con la MotoGP spesso ci chiedono: 'Spiegamelo'. Il problema è che le grandi aziende  non comprendono ancora quanto sia attraente e stimolante questo sport. Si tratta di generare maggiore visibilità e consapevolezza. Abbiamo già marchi come Red Bull o Monster, ma c’è spazio per molti altri. La differenza con la Formula 1 è che queste aziende non conoscono ancora la MotoGP allo stesso livello".

State pensando di incorporare qualche nuovo socio o investitore nel team?
"Lo abbiamo sempre preso in considerazione. Ci sono gruppi di investimento e fondi sportivi che possono essere strategici per la nostra crescita. Ad esempio, vendere una quota di minoranza ad un'azienda ben collegata con grandi marchi può aprire molte porte: sponsorizzazioni, marketing, espansione globale... Se possono apportare valore in questo senso, è positivo".

Raúl Fernández le dio a Trackhouse Racing su primera victoria en MotoGP el pasado año en Australia

Raúl Fernández ha regalato a Trackhouse Racing la sua prima vittoria in MotoGP lo scorso anno in Australia

Foto di: William West - AFP - Getty Images

Siete vicini a concludere un accordo?
"Siamo in trattative. Da quando è stata annunciata l’acquisizione della MotoGP da parte di Liberty, l’interesse è cresciuto molto. Abbiamo ricevuto molte chiamate da investitori interessati ad unirsi a noi. Non ho intenzione di vendere la squadra né di perdere il controllo, ma sto conducendo trattative significative con gruppi che possono aiutarci a crescere, sia in termini di sponsorizzazioni che di marketing, posizionamento del marchio o connessione con i tifosi".

A che punto è il vostro rapporto con Aprilia? Avete preso in considerazione proposte di altri costruttori?
"Siamo molto contenti di Aprilia. Fin dall’inizio abbiamo voluto essere un vero partner ufficiale, lavorare con lo stesso materiale e contribuire con dati e sviluppo. E il rapporto è stato esattamente così. La moto è competitiva e il marchio ha una solida strategia per il futuro. La MotoGP è importante per Aprilia e per il gruppo Piaggio. È vero che nel paddock tutti parlano con tutti, è una cosa normale. Ma noi siamo soddisfatti e non vogliamo introdurre instabilità, perché per crescere abbiamo bisogno di stabilità".

Quali criteri prevarranno nella scelta dei piloti per il 2027?
"Siamo contenti dei piloti attuali. Al momento della scelta, ci sono due aspetti chiave. Da un lato, le prestazioni sportive: piloti di talento, preparati, concentrati e impegnati. Dall’altro, la componente commerciale. Cerchiamo profili con storie interessanti e che entrino in sintonia con il pubblico. Mi piace, ad esempio, che abbiamo un pilota europeo ed uno asiatico. Ai Ogura è l'unico asiatico in griglia e ha un percorso poco convenzionale. Questo apporta valore. Anche in NASCAR facciamo così: cerchiamo storie che coinvolgano le persone. Questo aiuta l'impegno, gli sponsor e le partnership. In sintesi: grandi piloti, ma anche personalità con una storia e che comprendano il loro ruolo all'interno del business".

Leggi anche:
Articolo precedente MotoGP | Lavori in corso al Sachsenring per migliorare la sicurezza
Prossimo Articolo MotoGP | Esclusiva: la Yamaha ingaggia Ai Ogura per affiancare Jorge Martin

Top Comments

Ultime notizie