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Loris Capirossi nominato MotoGP Legend a Misano: "Più dei trofei, conta quello che ho lasciato alla gente"

L'ex pilota di Aprilia, Ducati e Suzuki è stato nominato MotoGP Legend al Marco Simoncelli di Misano Adriatico, sede del Gran Premio di San Marino della classe regina del Motomondiale.

Loris Capirossi diventa MotoGP Legend

Loris Capirossi diventa MotoGP Legend

Foto di: Giacomo Rauli

"Essere in quella lista, vedere il mio nome su quel muro è incredibile. E' un sogno che diventa realtà e non avrei mai pensato di vedere accadere una cosa del genere. Sono orgoglioso di quello che sono riuscito a fare. Essere qui è un sogno. Tutti i piloti sognano di essere qui, dove sono io in questo momento. E io sono uno di quei ragazzi fortunati che sono proprio qui".

A suo modo, Loris Capirossi sarebbe stato una leggenda della MotoGP anche senza riconoscimenti. Non è una medaglia che può cambiare realmente la percezione che si ha di una persona, di un pilota. Ma la cerimonia che ha incoronato l'ex centauro italiano ha fatto da suggello a qualcosa che era già chiaro da sempre: Capirex è una MotoGP Legend.

Alle 12:00 di oggi, nella sala conferenze del Marco Simoncelli di Misano Adriatico, Capirossi ha ricevuto la medaglia da Carmelo Ezpeleta, boss della DORNA, ed è stato inserito nel ristretto gruppo di MotoGP Legends, una lista di piloti che hanno fatto la storia della classe regina del Motomondiale.

Sul palco allestito nell'auditorium, a fare da perfetto sfondo della cerimonia, due delle moto che sono state cavalcate da Capirex nel corso della sua carriera. Si trattava di una Ducati Desmosedici GP3 e un'Aprilia 250 con cui vinse il titolo iridato di categoria nel 1998.

Dopo l'introduzione di Ezpeleta, Loris ha fatto il suo discorso di ringraziamento, toccando punte d'emozione tangibili. Le sue pause per trattenere le lacrime, la voce rotta, gli occhi lucidi e il sorriso celato a tratti hanno riscaldato un ambiente già tutto per lui sin dall'inizio.

"Sapevo che alle 12 sarebbe arrivato questo momento, ma non sapevo come affrontarlo. E' un momento della mia carriera che va a coronare tutti i sacrifici che ci sono stati dietro e tutto quello che realmente ho fatto".

"E' un momento molto emozionante. E' il sogno di tutti diventare una leggenda della MotoGP. Vorrei dire grazie a Carmelo e Carlos Ezpeleta, ma anche a tutte le persone che sono in questa stanza. Vedo tanta gente che ha fatto parte della mia vita, che conosco da tanto tempo. Ma anche alle Case che mi hanno fatto correre a partire da Honda, con cui ho vinto i primi 2 titoli della mia carriera. Yamaha, con cui ho vinto la mia prima gara in 500. Aprilia, che mi ha dato ancora l'opportunità di vincere un titolo nel 1998. Ducati. la prima moto con cui ho vinto la mia prima gara in MotoGP e che mi ha dato l'opportunità di lottare per il titolo iridato nel 2006. E anche Suzuki, con cui ho colto il mio ultimo podio nella classe regina".

Loris Capirossi diventa MotoGP Legend

Loris Capirossi diventa MotoGP Legend

Foto di: Giacomo Rauli

"Sono ancora davvero felice di essere coinvolto nel mondo delle moto (con la FIM, ndr). Non voglio parlare troppo, ma voglio dedicare questo premio speciale alla mia famiglia... (si è commosso, ndr). Mio padre, mio fratello, mia moglie e mio figlio. Mi hanno sempre dato un forte supporto. Sono orgoglioso di essere una leggenda della MotoGP. Quando correvo, una o due ore prima del via avevo le farfalle nello stomaco. E oggi è capitato di nuovo".

Una volta terminata la cerimonia Capirossi si è concesso ai microfoni della stampa, rispondendo alle domande tutte dedicate a lui e a un momento così bello e significativo della sua vita.

C'è qualche pilota che pensi ti assomigli tra quelli attuali della MotoGP?
"Difficile dire chi dei piloti attuali mi possa assomigliare. Credo siano onestamente tutti più bravi di me. Io quando correvo ero un grande lottatore, ho sempre cercato di dare il mio meglio. Ho fatto tanti errori, ma tutti quelli che ho fatto mi hanno reso molto migliore".

Hai avuto diverse battaglie con Rossi nel corso della tua carriera. Ne ricordi una in particolare?
"Ho avuto diverse belle battaglie con Valentino. La verità, però, è che Valentino era semplicemente più forte. Ma di sicuro ho avuto ottimi ricordi. L'ho battuto, non dico tante volte, perché non è vero, ma qualche volta è successo ed è stato strepitoso lottare con lui, con Max (Biaggi, ndr). A volte pensiamo se potessimo cambiare le cose passate. Ma non credo sia giusto. Ho fatto tanti errori, ho perso tanti titoli. Ma non importa. Mi importa la mia posizione, mi importa della mia famiglia, i miei amici. Queste sono le cose più importanti".

"Quando battevo Valentino la goduria era doppia. Ma anche con Max, Romboni all'inizio. La cosa bellissima che sono riuscito a creare è che ho avuto con tutti un rapporto fantastico. Un difetto molto grande che ho, è avere un cuore molto grande. Quando ero in pista non mi sono mai tirato indietro in pista".

Qual è la cosa più importante della tua vita?
"La mia famiglia è la cosa più importante della mia vita. Questo è uno sport molto costoso e la mia famiglia era assai normale, non eravamo certo ricchi. Il giorno più importante della mia vita è stato quando abbiamo deciso di correre nel campionato europeo. I miei hanno impegnato la loro casa in cambio di denaro per permettermi di correre. Questo è stato il passo più importante della mia carriera. Senza quello, non avrei potuto fare niente di tutto quello che ho fatto".

"Nel mio museo ho pochissime coppe. Per me sono solo pezzi di latta e non hanno un valore vero e proprio. La medaglia di oggi è bellissima, ma la cosa migliore di tutte è l'affetto della gente che sento ancora molto forte".

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