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Lorenzo: "In testa all'ultimo giro davanti a Dovi? Vado a vincere!"

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Lorenzo: "In testa all'ultimo giro davanti a Dovi? Vado a vincere!"
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7 set 2017, 16:24

Il pilota spagnolo ha detto di essere disposto a fare il gioco di squadra se la Ducati glielo chiederà, ma solo dalla tripletta asiatica. Per il momento gli sembra ancora presto e la priorità è continuare a crescere.

Claudio Domenicali, Ducati CEO, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Michele Pirro, Ducati Team, Jorge Lorenzo, Ducati Team, Ducati V4 road engine launch
Cal Crutchlow, Team LCR Honda, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team, Johann Zarco, Monster Yamaha Tech 3
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team

E' l'ultimo giro di gara, sei in testa, e sei 20 metri davanti ad Andrea Dovizioso, cosa fai? Questa domanda è stata probabilmente uno dei passaggi più interessanti del debrief odierno di Jorge Lorenzo a Misano, perché il maiorchino non ci ha pensato troppo ed ha detto: "Sono in testa? Vado a vincere la gara!".

Il pilota della Ducati poi comunque ha chiarito questo suo pensiero, spiegando che se la Casa di Borgo Panigale gli chiederà di dare un aiuto al compagno di box, attualmente leader della classifica iridata, non avrà alcun problema ad aiutarlo. Come ha detto più volte, per il momento però gli sembra ancora troppo presto e la priorità è continuare a crescere sulla Desmosedici GP in vista del 2018.

"Sono tante gare che mi state chiedendo questo, ma non ho mai parlato con la Ducati di questo e penso che non lo farò prima della tripletta asiatica. E' ancora molto presto e per me è importante fare progressi ed ottenere buoni risultati per preparare la prossima stagione. Questa è la mia priorità, ma poi è ovvio che se dovesse dipendere da me la vittoria del campionato di Andrea, farò tutto il possibile perché succeda, anche se sarà difficile. Io comunque sono un uomo Ducati e voglio che la Ducati vinca il campionato, che sia con me o con Dovizioso" ha detto Jorge.

Anche se Misano non è una pista storicamente favorevole alla Ducati, il maiorchino è convinto di poter fare bene: "Penso che posso fare bene per almeno due motivi: per il test, ma soprattutto perché qui, esclusa la caduta del 2015, ho sempre finito primo o secondo. Questo significa che è un circuito adatto alle mie caratteristiche".

Rispetto al test sono cambiate le condizioni climatiche e probabilmente della pista, ma quello può rimanere una buona indicazione: "Un mese fa mi sono trovato molto bene quando abbiamo fatto i test, ma è cambiata la temperatura ed ha piovuto e questo modifica sempre un po' il grip dell'asfalto. Per questo saremo obbligati a riprovare tutte le gomme, soprattutto quelle posteriori. Poi bisognerà vedere se pioverà durante il weekend, però è vero che quando abbiamo fatto un test prima del weekend di gara è sempre andata bene, quindi questo sicuramente aiuta".

Quando gli è stato chiesto cosa gli manca per limare quei 3"5 che lo hanno separato dalla vittoria a Silverstone, ha aggiunto: "A Silverstone per la maggior parte della gara ho girato come il gruppo di testa. Ho fatto un po' fatica i primi cinque o sei giri, poi ho perso circa 1"3 quando ho battagliato con Zarco, quindi forse avrei potuto finire anche a 2"5. Però mi mancava un decimino di passo rispetto ai migliori. Comunque dipende dal circuito: può succedere che qui non mi manca niente o che mi manca di più che a Silverstone".

Infine, visto l'infortunio di Valentino Rossi, non poteva mancare il suo parere sugli allenamenti in moto lontano dai weekend di gara: "Come in tutto nella vita, questi problemi si pongono sempre solo quando succede qualcosa di brutto. Quando sali su una moto, tu lo sai che ti stai prendendo dei rischi, ma questi variano a seconda di quanto sei aggressivo e di quanto spingi. Ma anche da che tipo di specilità fai: non è la stessa cosa fare motocross, con i salti, fare enduro, dirt track o supermotard".

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