Lorenzo: "E' normale che Yamaha preferisca che vinca Rossi"

In un'intervista esclusiva concessa a Motorsport.com, il tre volte campione del mondo della MotoGP si apre sugli eventi della memorabile stagione 2015, sulla condivisione del box con Valentino Rossi e sul suo futuro.

Lo scorso mercoledì, non appena si era conclusa l'ultima giornata dei test di Sepang, le squadre della MotoGP si affrettavano ad impacchettare tutte le loro cose e a correre verso l'aeroporto e nel box Yamaha, soprattutto sul lato di Jorge Lorenzo, le espressioni erano di assoluta soddisfazione.

Dopo aver conquistato il titolo in uno dei Mondiali più esplosivi della storia, il maiorchino ora appare più sereno e fiducioso che mai. Sono queste le condizioni in cui si è seduto a fare una chiacchierata con Oriol Puigdemont.

In che stato di forma sei arrivato in Malesia?
"Anche se molti penseranno che io stia scherzando, non ci sono arrivato nelle migliori condizioni. Dopo aver vinto il titolo, l'inizio della mia preparazione fisica è stato leggermente ritardato. Inoltre, avevo il raffreddore ed ero sotto antibiotici. Ma tutto si è rivelato essere molto facile e mi sono ritrovato con un grande vantaggio su tutti gli altri, circa un secondo in tutte le condizioni. Non mi era mai riuscito prima e farlo qui, dove non ho mai vinto in MotoGP, mi ha sorpreso".

Ti ha aiutato anche la fiducia ottenuta grazie al titolo dello scorso anno?
"Si, ovviamente ho chiuso con un grande sapore in bocca, ma credo che anche se avessi perso il Mondiale sarei arrivato qui e sarei stato veloce esattamente allo stesso modo".

Che cosa significa per te questa terza corona?
"Sarebbe stato molto frustrante perderla. Ero il più veloce, e con un certo margine, sulla maggior parte delle piste ed anche la squadra ha sempre lavorato al meglio. Perdere a causa della sfortuna che abbiamo avuto in alcune gare sarebbe stato molto fastidioso".

Cosa sei riuscito ad imparare da quello che è successo?
"L'anno scorso ci siamo ritrovati con la gomma peggiore che ci potesse essere per il mio stile di guida. Ecco perché ho iniziato così male. Era già successo anche nel 2014, soprattutto nelle prime gare. Poi le hanno modificate, dando un po' più di grip sulla spalla, ma non mi sono mai sentito a mio agio come lo ero già stato nel 2013, nel 2012 o nel 2010. Questo però mi ha insegnato a tirare fuori il massimo anche nelle condizioni sfavorevoli. Dal GP di Germania del 2014 a Valencia 2015 sono il pilota che ha fatto più punti. Aver sofferto, mi ha reso più forte".

I tuoi rivali dicono che quando sei in forma, sei imbattibile. Da dove vengono i dubbi che ti colpiscono a volte?
"Molti dicono che Lorenzo non è forte mentalmente, ma se analizziamo la mia carriera in MotoGP, tralasciando il mio primo anno ed il 2014, nei quali ho chiuso terzo, ho sempre vinto il titolo o finito secondo. Fare quello che ho fatto io è molto difficile ed impossibile da realizzare se non sei forte mentalmente. Questo è il motivo per cui non capisco le critiche. Se mi sento meglio fisicamente e più convinto sono solo in grado di alzare il livello. Ma anche quando non sono al meglio, sono sempre qui a lottare per il titolo".

Lin Jarvis dice che la Ducati sta provando a corteggiarti. Ti vedi in Yamaha per molti anni a venire?
"Anche nei momenti più difficili ho sempre detto che il mio sogno è finire la carriera qui. E non solo, dopo il titolo penso che sia possibile diventare il pilota più vincente con questo team. Sarebbe un sogno. Ma come per me questo team è la priorità, è importante per me essere valutato alla stessa maniera. Dopo il titolo di Valentino nel 2009, l'unico ad aver vinto per la Yamaha sono io".

Ti sei sentito un po' sottovalutato l'anno scorso?
"Non mi ha mai preoccupato il fatto che Rossi sia più media-friendly di me e che ha molti più fotografi intorno a sé. E vedo normale anche che la Yamaha possa preferire che sia lui a vincere a causa della sua popolarità, perché in questo modo può vendere più moto. Per me l'unica cosa che conta è disporre dello stesso materiale, perché ho fiducia nelle mie capacità. In questo senso la Casa giapponese mi ha sempre sostenuto al meglio".

Come ti ha fatto sentire la squadra dopo la vittoria?
"E' vero che buona parte della squadra è arrivata a fine anno con delle sensazioni particolari, un po' diversa da come se fosse stato un solo pilota della Yamaha a lottare per il titolo. Tutte quelle polemiche hanno fatto sì che qualcuno reagisse in maniera un po' fredda, ma penso che fosse la conseguenza di quanto accaduto a Sepang".

E ora come lo vedi Valentino?
"Sembrava impossibile che potesse mantenere questo livello alla sua età, ma lo sta facendo. Se andrà ancora così, è possibile che valuti di rinnovare per un altro paio di stagioni. Qualche tempo fa non avrei mai immaginato di poter competere tanti anni al top in MotoGP. Ora però se penso che sono competitivo e mi diverto mi dico: perché non allungare anche la mia carriera?".

Durante i colloqui con la Yamaha, ti ha mai sfiorato l'idea di un veto a Rossi?
"Non ho mai messo un veto a Valentino o a qualsiasi altro compagno di squadra, nemmeno quando ho avuto la possibilità di farlo. Sono consapevole che Rossi sia un beneficio per il marchio, dentro e fuori dalla pista. E' bene che si vada avanti così. Abbiamo una struttura molto completa, abbiamo fatto la tripletta iridata, e senza una coppia competitiva è impossibile".

Un paio di stagioni fa, quando Marquez ha dominato, c'erano tante persone che dicevano che la Yamaha non era troppo lontana dalla Honda. Ora, tuttavia, sembra che la Honda sia un disastro...
"Il valore viene fornito dalle statistiche, soprattutto se li si confronta. Alla fine, fin dal giorno che sono arrivato in MotoGP ho dimostrato che era possibile battere una stella come Rossi. E infatti, quando abbiamo avuto la stessa moto, i miei numeri sono stati migliori dei suoi. E tutto questo tenendo conto del fatto che lui è considerato il miglior pilota della storia. Il tuo livello e la tua qualità sono determinati dai tuoi risultati".

E' stato un sollievo vedere che il binomio Marquez-Honda non è imbattibile?
"Nel 2014 sembrava che Marc fosse destinato a dominare per cinque o sei anni di fila. Poi ti rendi conto che nulla dura per sempre e che Fangio aveva ragione quando diceva che bisogna sempre lottare per essere il migliore, ma che non devi mai credere di esserlo. Non ci si può rilassare, si può solo trarre vantaggio dai momenti in cui sei il più forte, perché prima o poi gli altri arriveranno a prenderti".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Jorge Lorenzo
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Intervista