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Analisi
MotoGP GP di Germania

Le migliori gare del 2021: il ritorno del "vero" Marquez in Germania

La gara del Sachsenring era vista come una sorta di prova del nove sulla possibilità di tornare a rivedere i lampi di classe del vero Marquez anche dopo l'infortunio e Marc non ha tradito le aspettative, centrando la sua 11° vittoria di fila sul saliscendi tedesco.

Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team

Negli anni '90 è uscito un film sugli alieni intitolato "Bagliori nel buio". Un titolo che calza a pennello per la gara che stiamo per raccontarvi, il Gran Premio di Germania di MotoGP di quest'anno, che ha rappresentato appunto l'unico bagliore della prima metà di stagione di Marc Márquez, uno che era a tutti gli effetti considerato quasi un alieno prima di infortunarsi gravemente nel luglio del 2020.

Il calvario dell'otto volte campione del mondo è iniziato a Jerez, con una caduta nella quale ha rimediato la frattura dell'omero destro. Poi tra tentativi di rientro lampo, infezioni e la bellezza di tre interventi chirurgici ci sono voluti ben nove mesi per vederlo tornare in sella. Oltre all'intera stagione 2020, il pilota della Honda ha dovuto saltare anche i primi due GP del 2021, facendo il suo rientro a Portimao.

Fin da subito è stato evidente che ci sarebbe voluto del tempo per rivedere il Marc Marquez che conoscevamo, il punto di riferimento della categoria, che in certi casi era capace anche di andare oltre i limiti della fisica, evitando cadute che ormai apparivano quasi come cosa certa.

Marc Marquez, Repsol Honda Team MotoGP

Marc Marquez, Repsol Honda Team MotoGP

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Bastava osservarlo guidare per capire che il braccio destro era piuttosto "bloccato", perché non bisogna dimenticare che prima dell'infortunio all'omero era stato alle prese un'operazione complicata alla spalla. Nelle curve a destra, dunque, era visibilmente impacciato, così come nei cambi di direzione.

E a questo si aggiungeva una RC213V che in sua assenza non solo non era cresciuta, ma probabilmente era stata anche portata sulla strada sbagliata dal punto di vista dello sviluppo. Non a caso, pur non essendo a posto, Marc è stato quasi da subito il migliore della pattuglia Honda spesso e volentieri, dovendo fare anche i conti con il numero impressionante di cadute che la moto nervosa di quest'anno era in grado di generare e che lui non riusciva più a "salvare".

In questo clima, era quasi inevitabile che la data del 20 giugno fosse cerchiata in rosso da tempo sul calendario di Marquez. In quel weekend, la MotoGP avrebbe fatto tappa su uno dei suoi feudi, al Sachsenring. Sul saliscendi tedesco, il pilota di Cervera era imbattuto nella classe regina, con sette successi consecutivi, ai quali se ne aggiungevano altri tre tra Moto2 e 125cc.

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Photo by: Dorna

Una pista che ha sempre amato, con le sue 11 curve a sinistra (le sue preferite) sulle 14 totali, che quest'anno avrebbero rappresentato un ulteriore vantaggio alla luce di quanto detto prima. Insomma, se c'era un appuntamento che poteva essere utile per capire se ci fosse ancora la possibilità di tornare piano piano a rivedere il solito Marquez, era proprio questo, e Marc non ha deluso le aspettative.

Seppur in qualifica non sia riuscito a centrare la prima fila, dovendosi accontentare del quinto posto in griglia, in gara non ha lasciato il minimo spiraglio alla concorrenza, prendendo il comando delle operazioni fin dal primo giro e facendo la differenza in quei momenti che lo avevano sempre contraddistinto: il suo margine sugli inseguitori, infatti, se lo è costruito sfruttando la sua sensibilità quando sulla pista ha iniziato a cadere qualche leggera gocciolina di pioggia.

Miguel Oliveira poi ci ha provato a ricucire il gap, ma ogni volta che si è rifatto sotto, Marc ha risposto colpo su colpo, andando a prendersi l'83° vittoria della sua carriera, forse una delle più importanti, quella che stava iniziando a domandarsi se sarebbe mai arrivata dopo gli 11 mesi terribili che aveva vissuto.

Vittoria di Marc Marquez, Repsol Honda Team

Vittoria di Marc Marquez, Repsol Honda Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

In effetti, questo trionfo, congiunto al lavoro che ha fatto con la Honda nei mesi successivi per migliorare la RC213V, ha portato ad una svolta, perché nella seconda parte della stagione sono arrivate altre due vittorie, ad Austin e Misano, ma anche il secondo posto di Aragon. In certi casi, però, la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo: quando sembrava finalmente vicino all'uscita dal tunnel, ecco un nuovo infortunio.

In una caduta avvenuta durante un allenamento di enduro si ne è procurato uno al nervo ottico, che gli ha generato un problema di diplopia (vista sdoppiata). Nel 2011 aveva già patito lo stesso infortunio, cadendo durante le prove libere del GP della Malesia di Moto2. In quel caso fu operato e riuscì a risolvere il problema prima dell'inizio della stagione. La speranza è che la storia possa ripetersi, perché la MotoGP ha bisogno del vero Marquez, magari senza dover aspettare fino al Sachsenring 2022 per ritrovarlo nuovamente...

Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team

Il vincitore della gara Marc Marquez, Repsol Honda Team

Photo by: Dorna

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