Le gomme preriscaldate creano controversie in MotoGP

La grande quantità di pneumatici che non vengono utilizzati in un Gran Premio e vengono riciclati per un altro evidenzia un calo del livello di grip che lascia perplessi i piloti della MotoGP.

Le gomme preriscaldate creano controversie in MotoGP

Il termine usato è warm-up, e si spiega con un principio base di efficienza: la quantità di pneumatici che i piloti non usano durante i weekend di gara vengono riutilizzati in altre gare che presentano le condizioni d'asfalto adatte.

Il problema sorge quando le sensazioni che trasmettono ai piloti non sono le stesse di una gomma che non è stata riscaldata precedentemente. Questo è ciò che sta accadendo al Gran Premio di Doha, che eredita gli pneumatici che non sono stati utilizzati nel Gran Premio del Qatar dello scorso fine settimana.

Per la seconda tappa del calendario, Michelin ha fornito ad ogni pilota della classe regina cinque pneumatici preriscaldati. Due della specifica morbida, due di quella media ed uno della dura. In questo senso, è fondamentale trovare il momento ideale per utilizzarli.

Uno di quelli che non hanno trovato la finestra giusta è stato Joan Mir, che ha chiuso la giornata di venerdì al 13esimo posto e quasi certamente dovrà passare dalla Q1. Il campione del mondo aveva a disposizione una gomma nuova per il suo ultimo run, ma c'è stato un errore della strategia della Suzuki che lo ha penalizzato.

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"Sappiamo tutti che le prestazioni di un pneumatico preriscaldato sono diverse da quelle di uno nuovo, ed è per questo che avevamo preservato quello nuovo per l'ultimo tentativo", ha spiegato il maiorchino. "Quando nella tabella mi hanno detto di rientrare, l'ho fatto, ma purtroppo non c'era tempo per uscire di nuovo".

Pol Espargaro è stato un altro di quelli che hanno parlato delle gomme. Il pilota della Honda non è riuscito a fare meglio del 17esimo tempo nel secondo turno di prove libere di venerdì ed ha detto che le soft preriscaldate hanno giocato un ruolo.

"Abbiamo dovuto usare una gomma preriscaldata e poi una nuova per cercare di fare il giro più veloce. Tra una e l'altra la moto cambia molto, perché la mescola preriscaldata ha meno grip a causa di un problema chimico", ha spiegato Espargaro.

"Quando ne metto una che non è stata preriscaldata ho più grip, ma non riesco ad usarla e faccio molti più errori. Non sono stato in grado di approfittarne. Questa però non è una scusa, perché è lo stesso per tutti", ha aggiunto il più giovane dei fratelli di Granollers.

Un altro di quelli che hanno parlato della questione è Maverick Vinales, che ha già utilizzato le due gomme preriscaldate che aveva a sua disposizione.

"Per i giri veloci ho dovuto usare due gomme preriscaldate e con queste non ho trovato il grip che cercavo. La moto scivolava molto", ha detto Vinales che comunque ha chiuso nono e quindi al momento sarebbe in Q2.

In campo però è scesa anche l'azienda francese, con una nota con la quale ha chiarito che le sue indicazioni sono differenti: "Abbiamo fatto dei test approfonditi sui nostri pneumatici che sono stati preriscaldati, e questi test dimostrano che non influisce negativamente sulle loro prestazioni", ha detto il responsabile Piero Taramasso.

"I nostri tecnici controllano attentamente e registrano il tempo che ogni singolo pneumatico trascorre nei riscaldatori e questo assicura che nessuno vi sia rimasto oltre i tempi limite. Per evidenziare questo punto, ieri Jorge Martin ed Enea Bastianini hanno fatto il loro tempo in FP2 con gomme preriscaldate".

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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