Le cinque cose che abbiamo appreso dai test di Buriram della MotoGP

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Le cinque cose che abbiamo appreso dai test di Buriram della MotoGP
Oriol Puigdemont
Di: Oriol Puigdemont
Tradotto da: Matteo Nugnes
21 feb 2018, 12:03

Dopo aver completato due dei tre test ufficiali pre-campionato, le classifiche ci fanno già ipotizzare cosa possiamo aspettarci nella prima parte della stagione della MotoGP 2018.

1. Marquez gioca ad un altro livello

Marc Márquez, Repsol Honda Team
Marc Márquez, Repsol Honda Team

Foto: Gold and Goose / LAT Images

Il campione in carica sembra senza dubbio l'uomo da battere. Ci aveva già fatto pensare la stessa cosa nei test disputati alla fine del 2017 e ne abbiamo avuto un'altra dimostrazione. E' ancora lui il punto di riferimento. O almeno alcuni dei suoi rivali, come Dovizioso, Rossi e Zarco lo vedono così. E i suoi tempi lo rispecchiano perfettamente.

E' consapevole che la sua aggressività può aiutarlo nel "time attack", ma la sua strategia ora si basa sul miglioramento del passo gara, qualcosa che ha provato in Malesia ed ha ripetuto a Buriram. Per il resto, sta raggiungendo uno degli obiettivi che si era prefissato, ovvero cercare di cadere meno. In sei giorni di test, è caduto solo due volte (una in Malesia ed una in Thailandia). E' vero che la sua situazione può ricordare un po' quella di Vinales lo scorso anno, ma nessuno dubita che sia il favorito per la vittoria.

2. Dovizioso non fa lo spaccone

Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team

Foto: Gold and Goose / LAT Images

Il vice-campione ha dimostrato nella scorsa stagione di essere in grado di giocare a livello strategico meglio di chiunque altro. Dovi è il più bravo a leggere le gare e l'evoluzione della stagione e questo include non rischiare quando non ci sono punti in palio. Il forlivese ha già detto che gli piace la nuova Desmosedici GP ed è sempre stato tra i più veloci, specialmente in Malesia.

Tuttavia, dovremmo aspettare e cercare di capire quanto sia grande il passo avanti fatto dalla Honda in termini di potenza e velocità di punta (qualcosa che hanno chiesto i piloti), che sono i punti di forza della Rossa. Se la RC213V arriva ad essere competitiva su questi aspetti, i piloti della Ducati avranno qualche grattacapo in più sulle piste dove conta la potenza.

Lo scopriremo tra una decina di giorni in Qatar, su una pista su cui la Ducati è sempre stata veloce. Inoltre sarà interessante vedere che strada prenderanno a Borgo Panigale, visto che i pareri di Dovizioso e Lorenzo sembrano divergenti.

3. Le due moto di Lorenzo

Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team

Foto: Gold and Goose / LAT Images

Il maiorchino aveva lasciato Sepang con grandi sensazioni, riuscendo addirittura a segnare il record della pista, ma appena arrivato a Buriram si è scontrato con un'altra realtà. Lì, il tre volte campione del mondo della MotoGP ha trovato maggiori difficoltà con quelli che ritiene i punti deboli della nuova Ducati, al punto di pretendere di tornare in sella a quella dello scorso anno (gentilmente fornita dal Pramac Racing).

Essendo ora in uno dei momenti critici per il suo rinnovo, Lorenzo è consapevole che il suo valore non è lo stesso di quando ha firmato per la Ducati con l'obiettivo di portarle il titolo. In questo senso, lo spagnolo deve riuscire a convincere i suoi capi di essere insostituibile, specialmente perché nell'altro lato del box c'è un pilota che costa molto meno ed ha vinto più gare.

4. La velocità di Zarco e la confusione della Yamaha

Johann Zarco, Monster Yamaha Tech 3
Johann Zarco, Monster Yamaha Tech 3

Foto: Gold and Goose / LAT Images

Oltre a Marquez, Johann Zarco sembra essersi posizionato nel gruppo dei piloti che lotterebbero per il podio se il Mondiale iniziasse domenica prossima. E questo confonde un po' la Yamaha, che vede Rossi e Vinales, i suoi piloti ufficiali, che non riescono a trarre beneficio dalla M1 come sta facendo Zarco. La situazione è quasi surreale, con Vinales che sabato si è detto convinto di aver trovato la chiave per risolvere i suoi problemi.

Poi, la mattina seguente, ha detto il contrario: era solo un falso allarme. Rossi invece ha iniziato ad indicare l'elettronica come fonte dei problemi della Yamaha, nonostante domenica, abbia poi rivolto la sua attenzione alle gomme, perché secondo lui le prestazioni delle Michelin possono cambiare troppo da un giorno all'altro.

5. Rins e la Suzuki, che passo avanti

Alex Rins, Team Suzuki MotoGP
Alex Rins, Team Suzuki MotoGP

Foto: Gold and Goose / LAT Images

Dopo aver faticato per tutto il 2017 a causa di un errore di valutazione nella scelta del motore, la Suzuki ha confermato di aver preso la strada giusta stavolta e questo si riflette nella classifica. Ed anche Rins sembra aver fatto un bel passo avanti, ora che conosce di più la categoria.

Lo spagnolo ha iniziato bene in Malesia ed ha lasciato Buriram come uno dei più veloci (quinto in classifica). Inoltre, la Casa di Hamamatsu sta lavorando intensamente e portando sempre novità. Abbiamo potuto vedere degli scarichi in Malesia ed in Thailandia, dove sono apparse anche delle nuove carene: come la Ducati, ha offerto tre differenti soluzioni ai suoi piloti.

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Su questo articolo

Serie MotoGP
Evento Test di Febbraio a Buriram
Location Chang International Circuit
Autore Oriol Puigdemont
Tipo di articolo Analisi