La MotoGP ora è di Liberty Media: ufficializzato l’acquisto
Già proprietaria dei diritti del Mondiale di Formula 1, Liberty Media rende ufficiale l’acquisizione di Dorna in un’operazione che si aggira sui 4.2 miliardi di euro.
Con meno di cinque minuti di differenza, Liberty Media e Dorna Sports hanno annunciato oggi l’accordo che molto probabilmente cambierà, ancora una volta, la dinamica delle gare di motociclismo. Nonostante sia il 1 aprile, giorno degli scherzi nella maggior parte dei paesi europei, l’operazione è molto seria.
L’azienda americana, già proprietaria dei diriti della Formula 1, sborserà circa 4.2 miliardi di euro per acquisire Dorna, titolare del Mondiale MotoGP dal 1992, e che controllerà anche il Mondiale Superbike e la MotoE. Con questa manovra, Liberty acquisisce il 100% delle azioni dell’azienda spagnola, il 40% di Bridgepoint, il fondo canadese che ha acquisito la partecipazione nel 2006 - l'ha comprata da CVC Capital Partners - e il 38% del fondo pensione canadese (CPPIB). Il restante 22% è stato suddiviso tra vari dirigenti di Dorna, con Carmelo Ezpeleta (10%), il CEO, come figura principale.
L’ufficializzazione ha impiegato più tempo di quanto si aspettassero le parti, dato che erano in accordo nei termini già da tempo. Infatti, l’idea iniziale era quella di comunicare la manovra anche prima della gara inaugurale della MotoGP, all’inizio di marzo. Tuttavia, il possibile intervento dell’organo della Commissione Europea antitrust ha portato l’azienda americana a tirare il freno a mano. Bisognerà vedere, in ogni caso, come reagirà Bruxelles prossimamente, quando analizzerà il caso. È importante sottolineare che CVC era arrivata a controllare entrambi i campionati (F1 e MotoGP) fino a quando l’antitrust europea ha costretto il fondo lussemburghese a cedere uno dei due campionati (la MotoGP).
Jorge Martin, Pramac Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Nel 2022, ultimo esercizio con traccia nel Registro Mercantile, Dorna Sports ha generato un fatturato di 474.8 milioni di euro, pari al 33% in più rispetto all'anno precedente (2021), che ha lasciato una perdita di 7.8 milioni di euro, a causa degli echi della pandemia. Sempre nel 2022, la società madrilena ha rifinanziato il suo debito per 975 milioni di euro, una risorsa per aumentare la sua liquidità e che, allo stesso tempo, le ha permesso di distribuire dividendi per 390 milioni di euro ai suoi azionisti.
Quella di Liberty è sempre stata la strada preferita, ma non l'unica. In lizza c'erano anche Qatar Sports Investmens, il fondo sovrano del Qatar, e TKO, il conglomerato dei media e dell'intrattenimento che, tra le altre cose, detiene i diritti del campionato di combattimento UFC. Motorsport.com ritiene che l'alternativa offerta da Liberty sia quella che offre maggiori garanzie per assicurare una transizione il più organica possibile. Non sorprenderebbe se le posizioni chiave che gestiscono il Campionato del Mondo di MotoGP, con Ezpeleta e suo figlio Carlos (direttore sportivo) al timone, rimanessero al loro posto per un periodo di tempo probabilmente stabilito dal contratto. In ogni caso, è logico aspettarsi che il personale Liberty sarà presto nel paddock della MotoGP, soprattutto perché il prossimo Gran Premio è quello degli Stati Uniti, in programma il 14 aprile sul circuito di Austin.
Con l'entrata in scena di Liberty, si capisce che il colosso dell'intrattenimento intende replicare, con delle sfumature, il successo ottenuto dopo aver rilevato la Formula 1 nel 2016. L’insieme di cambiamenti applicati a tutti i livelli e l'esposizione di una disciplina attraverso una piattaforma di massa come Netflix, con la docuserie Drive to Survive, che ha coinciso con la pandemia, hanno portato a livelli di divulgazione mai visti finora, e che non sembrano rallentare. Allo stesso tempo, il calendario è cresciuto e la sua impronta è sempre più presente negli Stati Uniti, un territorio su cui Dorna ha messo gli occhi da tempo.
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