Jack Miller re a sorpresa nel diluvio di Assen tra tante cadute

Dopo la bandiera rossa per il diluvio, la corsa è ripartita per soli 12 giri, perdendo subito protagonisti importanti come Dovizioso e Rossi. Vince "Jackass", ma il secondo posto vale come una vittoria per Marquez, che va in fuga nel Mondiale.

Jack Miller re a sorpresa nel diluvio di Assen tra tante cadute
Scott Redding, Pramac Racing
Andrea Iannone, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Yonny Hernandez, Aspar MotoGP Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Jack Miller, Marc VDS Racing Honda
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Scott Redding, Pramac Racing
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Marc Marquez, Repsol Honda Team
Jack Miller, Marc VDS Racing Honda e Marc Marquez, Repsol Honda Team
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Jack Miller, Marc VDS Racing Honda e Marc Marquez, Repsol Honda Team
Jack Miller, Marc VDS Racing Honda
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing sul retro dello scooter dopo la scivolata

Una gara folle, imprevedibile e chi più ne ha, più ne metta. Il GP d'Olanda di MotoGP ha regalato sorprese a più non posso, ma la più grande è senza dubbio il nome del vincitore: Jack Miller ha conquistato la sua prima vittoria nella classe regina, sfruttando la sua grande abilità sul bagnato, ma anche le disavventure di chi sembrava destinato a lasciare un segno sulla gara di Assen.

Va detto, infatti, che il risultato finale si basa su una sorta di gara sprint durata appena 12 giri, perché al giro 15 la direzione gara era stata costretta ad esporre la bandiera rossa a causa di un vero e proprio diluvio che si era abbattuto sul tracciato olandese, proprio quando la corsa parlava decisamente italiano con le due Ducati di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci e la Yamaha di Valentino Rossi davanti a tutti.

Sembrava quasi tutto destinato a finire così, con una gara dal punteggio dimezzato ed il ritorno alla vittoria della Ducati, ma improvvisamente la pioggia ha calato la sua intensità e la Race Direction ha annunciato che si sarebbe ripartiti per gli ultimi 12 giri con una procedura di "quick restart", quindi con le posizioni al giro prima della bandiera rossa.

Alla ripartenza la pista era ancora piuttosto bagnata e a farne le spese sono stati proprio i ragazzi di casa nostra purtroppo: prima si è ammutolita la Ducati GP15 di Danilo Petrucci e poi nello spazio di un paio di minuti sono finiti ruote all'aria sia Andrea Dovizioso che Valentino Rossi, perdendo entrambi l'anteriore. Ma le cadute nei primi giri hanno riguardato anche Cal Crutchlow e Dani Pedrosa, per citarne solo alcuni.

A questo punto, Marc Marquez si è ritrovato al comando tallonato dalla RC213V con i colori della Marc VDS. E "Jackass", che è un mago del bagnato, ha fatto capire subito di avere tutte le intenzioni di provarci. Al quarto giro, infatti, si è infilato senza remore alla chicane che immette sul traguardo e si è portato al comando.

Con Valentino a terra e con Jorge Lorenzo decisamente in difficoltà e mai della partita sul bagnato, "El Cabronsito" ha badato a non prendere rischi e a controllare il collega australiano. Con il passare dei giri quindi è cresciuta la convinzione che si sarebbe accontentato del secondo posto e questo ha permesso a Miller di involarsi verso una vittoria davvero incredibile.

Basta pensare che era dal ritiro di Casey Stoner che non vinceva nessuno che non fosse Marquez, Lorenzo, Pedrosa o Rossi. Senza dimenticare poi che erano quasi 10 anni che un team satellite non riusciva ad imporsi in una gara della classe regina: l'ultima era stata il Gresini Racing con Toni Elias ad Estoril nel 2006.

Il secondo posto, come detto, vale come una vittoria per Marquez comunque, perché gli consente di portare a 24 punti il vantaggio su un Lorenzo solo decimo e a 42 su Valentino, che lascia Assen con il terzo zero della stagione 2016. Troppi in otto gare quando l'obiettivo è il bersaglio grande del titolo iridato.

Sul gradino più basso del podio è salito Scott Redding, che curiosamente ottenne il suo primo proprio in un'altra gara pazza lo scorso anno a Misano. Il portacolori della Ducati Pramac era parso il più penalizzato dalla bandiera rossa, perché in quel momento era addirittura quattro secondi al giro più veloce degli altri. Anche nel secondo troncone però si è fatto valere ed ha avuto la meglio su Pol Espargaro nella lotta per il terzo posto.

Chiude quinto Andrea Iannone, che può essere considerato in un certo senso un miracolato: partito ultimo era risalito fino alle prime posizioni, poi è incappato in una caduta proprio poco prima della bandiera rossa. Scattato nuovamente dalla 17esima piazza, il ducatista è quindi risalito fino alla quinta piazza.

Proprio all'ultimo giro Hector Barbera ha invece eraditato la sesta da Alvaro Bautista, che è finito ruote all'aria negando in extremis un grande risultato all'Aprilia. La Casa di Noale comunque si può consolare in parte con l'ottavo posto di Stefan Bradl, che ha chiuso anche dietro all'altra Ducati di Eugene Laverty.

Il quadro delle prime dieci posizioni si completa poi con le due grandi delusioni di giornata, ovvero Maverick Vinales e Jorge Lorenzo, che non hanno mai trovato il ritmo giusto ed hanno dato la sensazione di essere più ad una scampagnata domenicale che ad una gara di MotoGP. Tra i delusi però non può non essere non citato anche Yonny Hernandez, che nella prima fase aveva comandato la corsa con autorità, sfruttando la gomma morbida al posteriore, ma che poi ha vanificato tutto con una scivolata poco prima della bandiera rossa.

Cla#PilotaMotoGiriTempoGapDistaccokm/hSpeed Trap
1 43 Jack Miller Honda 0 22'17.447       0
2 93 Marc Márquez Alenta Honda 0 22'19.438       0
3 45 Scott Redding Ducati 0 22'23.353       0
4 44 Pol Espargaro Yamaha 0 22'27.259       0
5 29 Andrea Iannone Ducati 0 22'35.282       0
6 8 Hector Barbera Ducati 0 22'36.139       0
7 50 Eugene Laverty Ducati 0 22'40.052       0
8 6 Stefan Bradl Aprilia 0 22'41.050       0
9 25 Maverick Viñales Suzuki 0 22'43.595       0
10 99 Jorge Lorenzo Yamaha 0 22'45.051       0
11 53 Tito Rabat Honda 0 23'39.277       0
12 26 Daniel Pedrosa Honda 0 24'11.816       0
13 38 Bradley Smith Yamaha 0 23'34.917       0
  19 Alvaro Bautista Aprilia 0 20'44.021       0
  51 Michele Pirro Ducati 0 9'35.702       0
  46 Valentino Rossi Yamaha 0 3'45.283       0
  41 Aleix Espargaro Suzuki 0 3'59.019       0
  4 Andrea Dovizioso Ducati 0 1'56.097       0
  9 Danilo Petrucci Ducati 0 1'57.772       0
  35 Cal Crutchlow Honda 0         0
  68 Yonny Hernandez Ducati 0         0

 

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