Intervista esclusiva, Marquez: "La mia squadra è intoccabile"
Il tre volte campione del mondo della MotoGP, Marc Marquez, difende la corona conquistata la scorsa stagione di fronte alla potenza della Yamaha. Ad Austin ci ha dato la sua opinione in questa intervista esclusiva.
In questa intervista esclusiva che Marc Marquez ha concesso a Motorsport.com ad Austin, il campione del mondo in carica della MotoGP guarda a questo inizio di stagione vivace. Nonostante qualche battuta d'arresto, il suo sorriso è sempre presente: "Tutti vorrebbero trovarsi bene come faccio io con la mia squadra".
L'anno scorso, con una moto teoricamente più critica rispetto a quella di quest'anno dopo la gara di Austin eri leader con 21 punti di vantaggio. Ora, dopo la prima vittoria, sei terzo a 18 dal leader Valentino Rossi...
"E' difficile trovare una spiegazione, perché il pre-campionato era stato peggiore di quello di quest'anno, ma invece le prime due gare erano andare meglio. Ma quello che è successo è quello che temevamo, che con questo nuovo motore avremmo dovuto adattare le cose. Non solo il motore, ma anche il set-up è molto diverso, mentre nel 2016 abbiamo avuto una base su cui più o meno abbiamo lavorato su ogni circuito. Ora stiamo ancora cercando quella base. In Qatar ero competitivo per lottare per il podio, ma per varie circostanze non ci siamo arrivati (ha chiuso quarto), e in Argentina sono caduto quando ero in testa".
Questo significa che la vostra situazione è megliore rispetto a quanto riflette la classifica?
"Spero di si, anche se è vero che la moto è al livello che avevamo alla fine dell'anno scorso, non è migliorata. Alcune sono migliori delle nostre e fa la differenza, perché questo svantaggio ci obbliga ad andare al 100%, rendendo più facile sbagliare".
Dopo la caduta in Argentina, hai riconosciuto di aver fatto un errore, ma hai anche insistito di non essere oltre il limite. Questo è un pericolo per la Honda?
"Quella di Termas è stata una caduta strana. Ancora non capisco cosa sia successo. Stiamo lavorando sul set-up per cercare di capire dove sia il limite. E' sufficiente verificare il numero di cadute dei piloti della Honda e di quelli della Yamaha: le nostre sono il triplo. Questo riflette la criticità della moto. Dobbiamo recuperare del tempo in frenata, che è l'aspetto più critico e che dipende maggiormente dal pilota. In accelerazione, che è ciò su cui stiamo soffrendo di più, è praticamente impossibile cadere".
L'unica opzione che avete, se volete stare davanti, è prendervi più rischi?
"Questo è giusto. Ci siamo già passati anche l'anno scorso. E' vero anche che l'anno scorso avevamo già una base su cui lavorare, mentre adesso siamo ancora nel processo di conoscenza".
L'anno scorso abbiamo visto una versione di Marquez diversa da quella del 2015, che si prendeva più rischi, che ha fatto spazio ad una più conservativa. Qual è il Marc dominante in questo momento?
"Ora deve venire fuori il Marc del 2016, perché in Argentina ho provato ad essere quello del 2015 e sono caduto. Questa è la prova che non eravamo ancora pronti a rischiare. A volte è meglio pensare ai punti, perché ci saranno gare migliori".
Da fuori si ha la sensazione che, a differenza di molti altri piloti, si può discutere il marchio per cui correrai, ma che che invece la tua squadra non si tocca...
"La mia squadra è intoccabile, lo hai detto. Tutto si può valutare, però se hai le risorse e si sentono motivati, ovunque si possono ottenere grandi cose. La chiave è la mentalità e, se si mantiene quella giusta, si possono raggiungere gli obiettivi molto ambiziosi che uno si può porre. Ora sono in Honda e, nonostante non stiamo passando il nostro miglior momento, mi sento molto bene qui".
Come pensi che siate visti tu ed il tuo gruppo di lavoro dagli altri piloti?
"Credo che, mettendondomi nei panni degli altri, a vedere il rapporto che abbiamo si possa sentire un po' di sana invidia. Credo che ogni pilota vorrebbe trovarsi come mi trovo io con la mia squadra. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo alla domenica ed è quello di vincere. Ma se succede che cadi, la vita va avanti, perché domani è un altro giorno. Arrivare alle gare anche per una chiacchierata con i ragazzi del tuo team, e non solo per la moto, ma tante altre cose, non ha prezzo".
Pensi che l'anno scorso la Honda abbiamo imparato qualcosa su come lavorare sul suo lato del box?
"Ho una grande stima per la Honda e loro mi rispettano molto. Siamo riusciti a coniugare l'improvvisazione della mia squadra e la pianificazione dei giapponesi".
Ti aspettavi di vedere un Maverick Vinales così "solido" da subito?
"Dopo quello che ha fatto nel pre-campionato, si, lo immaginavo. Durante l'inverno l'unico che più o meno aveva il suo ritmo ero io. Comunque pensavo che in Qatar avrebbe vinto più facilmente e con più vantaggio. Ma non è una sorpresa, Maverick l'anno scorso ha vinto una gara, conquistato altri podi e chiuso quarto in campionato".
Lo vedi più costante di quanto non fosse Lorenzo?
"Dipende da quale periodo di Jorge stiamo parlando. Quando Lorenzo è in uno dei suoi momento positivi, è sempre molto veloce. Maverick forse è più regolare e non attraversa quei momenti di crollo che a volte ha Jorge. Maverick probabilmente è più costante".
Che lettura dai all'inizio di stagione di Rossi dopo un inverno molto delicato?
"E' difficile da capire ed ha molto valore. Valentino è in un momento in cui è alla ricerca di motivazioni. Affronta un'altra stagione dopo 15 anni, ma la motivazione di un Gran Premio è sempre qualcosa di completamente diverso rispetto a girare a Sepang nel mese di febbraio. L'adrenalina della domenica è sempre un elemento molto potente".
↓La stagione di Marquez in immagini ↓
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