Lorenzo esclusivo: "Devo a Marquez la possibilità di firmare con Honda e gli sono grato"

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Lorenzo esclusivo:
Oriol Puigdemont
Di: Oriol Puigdemont
10 ott 2018, 16:04

Motorsport.com ha intervistato in esclusiva Jorge Lorenzo durante l'ultimo Gran Premio in Thailandia. Ecco una prima parte di quella conversazione molto interessante.

Jorge Lorenzo è passato dall'euforia e la felicità per essersi finalmente adattato alla Ducati ad una grande delusione per aver perso il Gran Premio di Thailandia per una piccola frattura al radio. Prima di lasciare Buriram, il maiorchino ha parlato con Motorsport.com e in questa chiacchierata ha mostrato tutta la sua nobiltà. Parliamo infatti di un ragazzo capace allo stesso tempo di criticare Marquez per la sua aggressività, ma allo stesso tempo di apprezzare pubblicamente il fatto che non abbia posto un veto al suo approdo in Honda nel 2019.

Dopo la telefonata di Marquez in seguito all'incidente di Aragon, sei arrivato a qualche conclusione?
"Lui ha la sua versione dei fatti e io la mia. Ma se uno ha guidato ad Aragon sa che è impossibile fare la curva correttamente frenando dove ha frenato Marc".

Tuttavia, sembra positivo il fatto che voi due siate stati in grado di discutere di quello che è successo...
"Sì, lo è. In questo senso è positivo, ma dobbiamo anche tenere a mente che entrambi avremmo avuto delle possibilità di vincere la gara: lui lo ha fatto, mentre io ho finito con un ritiro, infortunato e con un grande spavento nel vedere il mio dito completamente fuori sede. Non è affatto carino. E tutto questo a causa di una manovra che dal mio punto di vista era evitabile. All'ultimo giro è poco accettabile e considero quello che ha fatto irresponsabile e spericolato, ma ancora di più alla prima curva. Voleva evitare a tutti i costi che io fossi primo, ecco perché l'ha fatto".

Non è la prima volta che hai avuto un problema del genere. Due anni fa, a Misano, con Rossi, hai discusso pubblicamente di ciò che consideri un eccesso di aggressività. Hai mai pensato di riconsiderare la tua posizione sui limiti?
"Sono uno dei piloti più cauti ed esperti della griglia. E anche uno di quelli che si fanno male più spesso. Ad Aragon sono andato contro un muro. Pensavo che Marc sarebbe cambiato a 25 anni. E' vero che sta cadendo meno rispetto all'anno scorso, ma abbiamo visto tutti cosa è successo in Argentina e poi ad Aragon. Ogni tanto spegne il cervello".

Stavo parlando di te, non di Marquez...
"Hai visto come ho corso in Austria? Non ero intimidito. Quando arriva il momento di attaccare, lo faccio. Ma lo faccio sempre nel rispetto del mio rivale, perché tutti stiamo rischiando la vita e ci sono tante cose che possono succedere: puoi trovare dell'olio sull'asfalto, si può rompere il cambio o i freni, come è successo a me in Qatar. Ma se in più corri come un pazzo...".

Da qualche gara sembri nel tuo momento migliore con la Ducati. Se guardi indietro, ti aspettavi di riuscire a raggiungere un compromesso del genere con la tua moto?
"Arrivo sempre. Ho il talento per essere veloce su una moto e diciamo che sono una 'spugna'. Lavoro molto e se le cose funzionano, lavoro anche il doppio. I problemi che abbiamo avuto sono stati legati al temo, alla fretta e l'entità del cambiamento che ha comportato la rottura con la Yamaha e l'inizio con la Ducati. Con la Yamaha toccavo a malapena il freno posteriore e rilasciavo molto prima il freno anteriore per aumentare la velocità in curva. Con la Ducati è tutto il contrario: devi bloccare il freno posteriore all'ultimo e farla scivolare di traverso, traendo beneficio in accelerazione in uscita di curva. Per me è stato come cambiare categoria. Passare dall'Aprilia 250 alla Yamaha MotoGP è stato meno drammatico del mio arrivo in Ducati. L'Aprilia era meno nervosa della Ducati, perfetta per il mio stile. La Ducati era l'opposto ed è per questo che è stato una shock la prima volta che l'ho provata. Ma insisto, alla fine ci arrivo sempre. L'ho vissuto un 125cc, poi in 250cc e alla fine in MotoGP. Il problema è che alcune persone pensavano che sarei stato campione del mondo nel mio primo anno in Ducati. Poi davanti c'era Marquez, che erano già cinque anni che correva con la Honda".

Pensi che la squadra sarà ancora competitiva dopo la tua partenza?
"Non lo so e ora sarebbe una speculazione dire di no. Lo stesso vale per i miei risultati. Petrucci potrebbe fare un passo avanti ed ottenere podi e vittorie. Potrebbe succedere".

Hai ammesso che se non sei riuscito a vincere prima era per un problema di forza fisica. Sei rimasto stupito dalle richieste di questa moto?
"Ammetto di aver sottovalutato il significato del passaggio da Yamaha a Ducati. Pensavo di essere più veloce fin dall'inizio, ma non è stato così. Ma è anche vero che la Ducati ha vinto un solo Mondiale in tutta la sta storia ed è successo in un anno particolare: hanno avuto il vantaggio delle gomme Bridgestone ed una trentina di cavalli in più rispetto agli altri. Stoner poi è un grande, quindi dopo il 2007 ha continuato a vincere delle gare, ma non è stata più la stessa cosa".

Cosa significa per te il fatto che Marquez non abbia fatto obiezioni quando la Honda ha deciso di ingaggiarti?
"Per me significa che crede molto in se stesso e che non vuole mostrare di avere punti deboli. Gli devo la possibilità di firmare con la Honda e gli sono molto grato perché in quel momento ero di fronte ad una situazione difficile".

Posso presumere che ad un certo punto hai pensato di rimanere a casa?
"No, non l'ho fatto. Volevo continuare a correre, quindi avrei scelto l'altra possibilità che si era aperta (Yamaha Petronas). Mi sentivo meglio che mai e sarebbe stato un peccato dire addio in quel modo".

Hai battuto Valentino Rossi con la Yamaha e hai dimostrato di essere in grado di vincere con la Ducati. Cosa ti aspetti dal prossimo capitolo?
"Il matrimonio tra Lorenzo e la Ducati ha fatto crescere entrambe le parti. Dal mio punto di vista, sono stato lontano dalla mia zona di confort ed ho dovuto reinventarmi per essere di nuovo veloce. Questo mi ha dato delle nuove abilità che non avevo prima e probabilmente mi aiuterà nel processo di adattamento alla Honda. Ma anche io ho dato molte informazioni alla Ducati su ciò che serviva alla moto per essere ancora più competitiva. L'azienda ha dovuto lavorare in alcune aree come non avevano fatto prima, come il telaio o il primo tocco di gara. Fino a quel momento tutto era basato sull'elettronica e il motore".

Credi che il fatto che la Honda possa voler dimostrare che la sua moto è in grado di vincere anche con un pilota diverso da Marquez possa girare a tuo favore?
"Nell'era di Stoner, era quasi l'unico in grado di vincere. Lo stesso è successo con Rossi fino al mio arrivo. Ciò che è chiaro è che la cosa migliore che puoi fare in una squadra è ingaggiare i due piloti più competitivi: in questo modo aumenterai le possibilità di ottenere vittorie e titoli. E' vero comunque che le cose sono cambiare: sei o otto anni fa era più facile salire sul podio rispetto ad oggi. Oggi ci sono 20 moto competitive quindi piazzarsi primo o secondo è più complicato. Ma è anche chiaro che i feedback che posso dare alla Honda saranno importanti per migliorare la grande moto di cui dispone già".

Come immagini il primo test a Valencia?
"Di certo sarà una sorpresa la prima volta che salirò sulla moto, già solo vedendo la differenza in termini di dimensioni. La Honda è molto piccola, ma avrà sicuramente i suoi punti forti ed i suoi punti deboli".

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Jorge Lorenzo, Ducati Team

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Jorge Lorenzo, Ducati Team, Marc Marquez, Repsol Honda Team

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Jorge Lorenzo, Ducati Team

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Jorge Lorenzo, Ducati Team, Marc Marquez, Repsol Honda Team

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Ganador de la carrera Jorge Lorenzo, Ducati Team, 2º Marc Marquez, Repsol Honda Team

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Poleman Marc Marquez, Repsol Honda Team, tercer clasificado Jorge Lorenzo, Ducati Team

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Marc Marquez, Repsol Honda Team, Jorge Lorenzo, Ducati Team

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Marc Marquez, Repsol Honda Team, Jorge Lorenzo, Ducati Team

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Foto di: Oriol Puigdemont

Jorge Lorenzo, Ducati Team tras la caída

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Moto de Jorge Lorenzo, Ducati Team tras la caída

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Jorge Lorenzo, Ducati Team después de la caída

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Jorge Lorenzo, Ducati Team cae al inicio de la carrera

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Jorge Lorenzo, Ducati Team cae al inicio de la carrera

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Autore Oriol Puigdemont
Tipo di articolo Intervista