Intervista esclusiva a Pedrosa: "Dovizioso ci ha sorpresi tutti"

Il pilota ufficiale della Honda, Dani Pedrosa, ha concesso un'intervista esclusiva a Motorsport.com durante l'ultimo Gran Premio ad Aragon.

Dani Pedrosa ha celebrato il suo 32esimo compleanno venerdì scorso e negli ultimi 12 anni ha corso in MotoGP, sempre con la Honda, dividendo il box con Marc Marquez dal 2013. Lo spagnolo, quarto in classifica a 54 punti dal leader, è ancora in corsa per il titolo, nonostante sia conscio delle sue reali chance.

Nelle ultime due stagioni, Pedrosa ha modificato molto il suo metodo di lavoro e cambiato anche alcuni membri del suo staff. In un'intervista concessa a Motorsport.com, Dani ha fatto capire di essere felice dal punto di vista personale e che le cose potrebbero andare meglio solo se le gomme non fossero una limitazione per lui in determinate circostanze.

Come spiegheresti ad un bambino di otto anni come ti stanno andando le cose?
"Gli direi che le cose vanno abbastanza bene. Che quello che faccio è ciò che amo di più al mondo, perché ho l'opportunità di dimostrare qualcosa a me stesso ogni volta che salgo sulla moto".

Avresti detto la stessa cosa allo stesso bambino sette o otto anni fa?
"Probabilmente avrei risposto in base ai miei risultati in pista".

Pensi che le tue performance siano cambiate positivamente nel 2017?
"Si, lo penso. Le stagioni precedenti hanno avuto parecchi alti bassi. Al contrario, quest'anno siamo stati più costanti, ma è anche vero che il campionato è cambiato. Con questo tipo di pneumatici e con la nuova elettronica, il livello medio della concorrenza è aumentato. Ora sono in grado di controllare meglio la situazione, in alcuni momenti, specialmente in quelli più difficili. E riesco a reagire più velocemente per trovare l'umore giusto".

Cosa dice la Michelin quando si presenta una situazione come quella di Misano, dove le gomme non funzionavano perché non entravano in temperatura?
"Preferisco non rispondere (scrolla le spalle e sorride)".

In una recente intervista, hai parlato di un differente approccio alle gare. Cosa intendevi?
"Ora mi avvicino al GP in maniera più rilassata e la mia valutazione di alcune cose è diversa. Questo mi aiuta a gestire più correttamente il fine settimana. E poi è anche importante restituire almeno in parte quello che ricevi".

Sei arrivato da solo a questa conclusione o ti ha aiutato qualcuno?
"In generale, la devo all'esperienza che ho accumulato in questi anni, ma anche ai cambiamenti che abbiamo fatto nella mia squadra e nel mio ambiente".

Sei contento dello sviluppo della moto che sta facendo la Honda e del tuo contributo?
"Si, sono contento perchè abbiamo lavorato bene e la moto ha fatto un passo avanti rispetto a quella dell'anno scorso. Abbiamo un feeling migliore e le risposte arrivate dalla fabbrica sono quelle che volevamo, quelle di cui avevamo bisogno. L'anno scorso eravamo abbastanza in difficoltà e quindi avevamo bisogno di fare un passo avanti. Ora dobbiamo fare la stessa cosa anche con la moto del prossimo anno".

Quali sono gli aspetti positivi e negativi di avere un compagno come Marquez?
"Le cose positive: è molto competitivo ed ambizioso, è un riferimento. Le cose negative: le stesse perché combattere contro di lui è sempre molto difficile. A parte questo, mi piace la concorrenza e non ho mai pensato di avere qualcuno troppo veloce rispetto a me nell'altro lato del box".

Hai avuto anche Dovizioso come compagno. Ti immaginavi che potesse essere così competitivo?
"E' chiaro che Andrea ci ha sorpreso quest'anno. Ha fatto un grande lavoro ed abbiamo le prove che sta funzionando".

Dovizioso ha riconosciuto che questo cambiamento è arrivato con un aiuto professionale. Pensi che possa essere un'ispirazione?
"Quello che ho capito è che tutti hanno le chiavi dei loro problemi e per le loro soluzioni. Ognuno dovrebbe essere libero di lavorare sulle sue cose per migliorare su quello che deve credere di migliorare. Ovviamente, se la Ducati fosse una moto diversa, forse non avrebbe raggiunto questi risultati. In questo momento, sia la Ducati che Dovizioso meritano lo stesso credito".

Non senti il bisogno di cambiare squadra? Vuoi scoprire nuove dinamiche di lavoro?
"La curiosità c'è. Sono una persona che ha sempre amato imparare e contribuire. Quando stiamo sviluppando la moto, se trovo qualcosa che ci potrebbe aiutare, mi piace dirlo. Sono in Honda da tanti anni... Ho sempre avuto moto simili. Questo significa anche che i problemi sono stati simili. Diciamo che è vero che a volte hai anche la curiosità ed il desiderio di ottenere nuove informazioni. Escluso questo, sono sempre stato felice in questa squadra".

Ti vedi ancora come un membro attivo del campionato quando ti ritirerai?
"Mi piacerebbe molto. Non si può mai sapere, ma questo è il mondo in cui sono cresciuto, in cui vivo. Ho esperienza e diverse opinioni che non posso esprimere nella posizione in cui mi trovo adesso. Vedo cose che altri non vedono. Il motociclismo è la mia passione, quello che ho sempre sognato da quando ero un bambino".

C'è qualche rimpianto sul passato? O qualcosa che vorresti ancora fare?
"Molte cose, ma sono cose stupide. Per esempio, andare nel deserto con una moto stradale con i miei amici ed andare 'full gas' sulle dune di sabbia. E' una cosa stupida, ma mi piacerebbe farlo".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Daniel Pedrosa
Team Repsol Honda Team
Articolo di tipo Intervista
Tag , entrevista, honda, motogp, pedrosa