Il paradosso Ducati: la Desmosedici GP ora vola, ma la classifica piange

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Il paradosso Ducati: la Desmosedici GP ora vola, ma la classifica piange
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
19 giu 2018, 11:16

Nonostante le due vittorie di Lorenzo e le ultime performance più che incoraggianti, Jorge e Dovizioso sono a -49 da Marquez. Nelle prime sette gare ci sono stati troppi alti e bassi da parte dei piloti: ora serve un attacco a due punte si si vuole arginare Marc.

Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Podio: Jorge Lorenzo, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team, dopo la caduta
Andrea Dovizioso, Ducati Team, Jorge Lorenzo, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Podio: il secondo classificato Marc Marquez, Repsol Honda Team, il vincitore della gara Jorge Lorenzo, Ducati Team, il terzo classificato Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Il vincitore della gara Jorge Lorenzo, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team

Negli anni '90 Max Pezzali cantava "La dura legge del gol". Parlando della sua Inter, il leader degli 883 diceva: "Fai un gran bel gioco però, se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono". Un paragone che potrebbe sembrare ingeneroso nei confronti della Ducati, se si pensa che la Rossa ha vinto le ultime due gare con Jorge Lorenzo, ma che forse calza perfettamente se si va a guardare alla classifica iridata e ai 49 punti che Andrea Dovizioso ed il maiorchino devono recuperare su Marc Marquez.

Nelle ultime uscite le Desmosedici GP hanno dato la sensazione di essere probabilmente le moto più competitive del lotto (lo stesso Lorenzo domenica ha detto: "Questa è la miglior Ducati della storia"), ma non sono riuscite a sfruttare al massimo questa condizione, permettendo al rivale della Honda di approfittarne per scappare.

Le modifiche di ergonomia introdotte al Mugello hanno permesso allo spagnolo di tornare ad essere il "Martillo" che tutti conoscevamo ai tempi della Yamaha: da quando sulla Ducati #99 è arrivato il nuovo serbatoio, Jorge ha risposto con due vittorie, una pole position ed un'altra mancata per una manciata di millesimi. Una prova di forza che non può fare altro che aumentare il rammarico per il mancato rinnovo per la prossima stagione, con Lorenzo che addirittura passerà tra le fila "nemiche" della Honda.

Ma questo ha innescato anche un secondo problema: l'esplosione del tre volte iridato della classe regina sembra aver minato le certezze che Andrea Dovizioso si era costruito nell'ultimo anno e mezzo a suon di vittorie, ma forse soprattutto bastonando costantemente a parità di moto un campione affermato come Jorge. Al Mugello aveva sbagliato la scelta della gomma davanti, non riuscendo a reggere il ritmo del compagno, ma questo non gli aveva comunque impedito di contribuire alla doppietta ducatista.

A Barcellona però ha dato davvero la sensazione di aver patito la ritrovata verve di Lorenzo, perché per la seconda volta in questa stagione ha commesso un errore che di solito non è nelle sue corde, forzando proprio per provare ad inseguire il maiorchino e finendo ruote all'aria, buttando via i punti di un terzo posto praticamente certo.

Le gare che hanno detto di più del potenziale della Ducati però sono curiosamente quelle in cui la squadra di Borgo Panigale è rimasta praticamente con un pugno di mosche in mano. Mugello e Barcellona erano sulla carta piste amiche, dove lo scorso anno "Desmodovi" aveva iniziato la sua caccia al titolo con due vittorie consecutive, quindi era lecito attendersi grandi cose.

Ma quest'anno le Desmosedici GP hanno mostrato di essere estremamente competitive anche a Jerez e Le Mans, dove nelle stagioni passate invece avevano sofferto, e non poco. In Spagna Dovizioso e Lorenzo erano in lotta per la seconda posizione quando è successo il patatrac dell'incidente alla Dry Sac, che ha coinvolto anche Dani Pedrosa. Un autogol clamoroso che è costato un doppio zero.

In Francia invece il forlivese sembrava avere un passo tale da poter salutare tutti quanti ed andare a vincere facilmente, ma proprio sul più bello, quando si era appena portato in testa, è finito a terra collezionando un altro zero in classifica. In quel caso però ci ha pensato il futuro pilota ufficiale Danilo Petrucci a tenere alto l'onore della Ducati, chiudendo secondo. E curiosamente, al momento è proprio "Petrux" il pilota messo meglio in classifica tra quelli della Casa di Borgo Panigale, anche se è quinto a 44 punti dalla vetta.

Insomma, stando stretti, a Dovizioso mancano almeno una quarantina di punti in classifica e anche Lorenzo potrebbe essere più avanti se alle porte di Bologna avessero assecondato prima le sue esigenze ergonomiche. E' anche vero però che pure Marquez ha lasciato punti per strada con la gara scellerata in Argentina e la caduta del Mugello. Resta comunque il fatto che sembra quasi esserci una maledizione per cui nel box della Rossa riesce ad avere il volto sorridente solamente uno dei piloti alla volta.

Se invece si vuole continuare a credere nel sogno iridato, nonostante il distacco, la chiave deve essere proprio quella di provare a far sorridere entrambi, perché fare costantemente risultato in due è l'unico modo per provare ad arginare la fuga di Marquez e magari a dargli fastidio nella seconda parte della stagione.

In questo momento il più accreditato a riuscirci sembra essere Lorenzo, ma la MotoGP negli ultimi anni ci ha insegnato che non bisogna mai dare nulla per scontato. Basta pensare che appena due GP fa sembrava impossibile vedere un dominio tale da parte di Jorge, che non a caso era stato di fatto messo alla porta dalla Casa italiana.

Ma fare risultato in due sarà importante soprattutto per Dovizioso, che sta vivendo un momento decisamente difficile: domenica in un colpo solo ha dovuto fare i conti con il non riuscire ad essere veloce come il compagno di box e con un ritiro che pesa come un macigno, del quale si è assunto tutte le responsabilità, aggiungendo però: "Psicologicamente adesso è dura".

Ed è proprio su questo che Gigi Dall'Igna e i suoi uomini dovranno lavorare nei prossimi mesi. Andrea ha bisogno di ritrovare la serenità oltre alla vittoria (che gli manca dalla prima gara dell'anno in Qatar). Vada come vada questa stagione, la Ducati deve far tornare a galla il "cavallino nero" che aveva trasformato Dovi da un eterno incompiuto alla più concreta alternativa a Marquez, mostrando una determinazione che pochi credevano avesse in sé. Anche perché per il 2019 ed il 2020 ha puntato tutto su di lui e se le "martellate" arrivassero proprio dall'altro lato del box, sarebbe un altro gol regalato alla concorrenza.

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