I sensori di pressione saranno obbligatori dal GP d'Italia

Dopo l'incidente di Redding in Argentina, la Race Direction ha spinto i costruttori a cercare un accordo e trovare una soluzione.

La riunione della Grand Prix Commission andata in scena sabato scorso a Jerez de la Frontera ha avuto risvolti importanti sul fronte della sicurezza: a partire dal GP d'Italia, in programma al Mugello il 22 maggio, saranno i obbligatori i sensori di pressione sia sugli pneumatici anteriori che su quelli posteriori. Questa è stata la conseguenza di due incidenti avvenuti da quando la Michelin è tornata ad essere il fornitore unico di pneumatici del Mondiale.

A Sepang, durante il primo test della stagione 2016, la gomma posteriore della Ducati di Loris Baz è esplosa sul rettilineo di partenza, quando il francese viaggiava a più di 290 km/h. E a Termas de Rio Hondo (Argentina), nel secondo appuntamento del Mondiale, la Desmosedici GP di Scott Redding ha patito la delaminazione della gomma posteriore.

In un primo momento, la Michelin ha indicato in un problema di pressione la causa principale dell'incidente di Baz, una giustificazione che aveva dato molto fastidio all'Avintia Racing.

Dopo la disavventura di Redding, l'orientamento generale della direzione gara è stato quello di includere nel regolamento tecnico l'uso dei sensori di pressione. "Sono stati approvati, ora sono i costruttori che devono accordarsi su quale tipo deve essere utilizzato e su come implementarli" ha spiegato a Motorsport.com Javier Alonso, che è uno dei membri della Race Direction.

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