I 10 ingaggi più deludenti della storia della MotoGP

Non sempre le grandi aspettative con cui sono iniziate delle nuove avventure hanno potuto impedirne il fallimento. Scorriamone insieme alcune.

I 10 ingaggi più deludenti della storia della MotoGP

Alex Barros - Gauloises Yamaha (2003)

Alex Barros - Gauloises Yamaha (2003)
1/10

Foto di: Richard Sloop

Dopo diversi anni con la Honda privata del team di Sito Pons e dopo che nel 2002 ha battuto diverse volte Rossi con la stessa moto, Barros è passato alla Yamaha come punta di diamante dopo la partenza di Max Biaggi. Tuttavia, le cose sono andate molto diversamente da come avrebbe sperato: nono in campionato con un solo podio nel suo unico anno con la Casa di Iwata.

Max Biaggi - Repsol Honda (2005)

Max Biaggi - Repsol Honda (2005)
2/10

Foto di: Repsol Media

Biaggi ha fatto il suo debutto in 500cc con la Honda nel 1998, ma l'anno seguente l'ha lasciata subito per la Yamaha, dove è rimasto per quattro stagioni. In più di un'occasione ha accusato una presenta inferiorità meccanica nei confronti di Rossi. Quando ha incrociato il suo cammino con quello del connazionale, però, le cose non sono cambiate. Nel 2005 ha firmato per la squadra ufficiale Honda, ma quella è stata l'ultima e la sua peggior stagione nella classe regina, conclusa con 4 podi ed il quinto posto nel Mondiale.

Sete Gibernau - Ducati (2006)

Sete Gibernau - Ducati (2006)
3/10

Foto di: Ducati Corse

Gibernau è stato il grande rivale di Valentino Rossi nel 2003 e nel 2004. Dopo un 2005 con alti e bassi con la Honda di Gresini, ha fatto le valigie ed è andato in Ducati. La sfortuna lo ha perseguitato tra incidenti ed infortuni, impedendogli di finire la stagione in sella. L'avventura in Rosso si è conclusa solo con una pole position e con il suo primo ritiro.

Marco Melandri - Ducati (2008)

Marco Melandri - Ducati (2008)
4/10

Foto di: Hazrin Yeob Men Shah

Vice-campione del mondo della MotoGP nel 2005, nel 2008 ha firmato per la squadra campione del mondo. Tuttavia, il ravennate non è mai stato all'altezza del compagno Casey Stoner, arrivando al punto di dire che aveva paura della Desmosedici. 51 punti in 17 gare lo hanno costretto a lasciare subito Borgo Panigale.

Toni Elías - LCR Honda (2011)

Toni Elías - LCR Honda (2011)
5/10

Foto di: LCR Honda MotoGP Team

Elias è sceso in Moto2 nel 2010 per diventare campione del mondo e lo ha fatto. Nel 2011 è tornato in MotoGP con il team di Lucio Cecchinello, ma le cose sono andate male fin dall'inizio. Il team ha perso una delle sue moto, andata ad un altro pilota, e alla fine dell'anno Toni è partito. Due ottavi posti sono stati i migliori risultati dell'anno.

Valentino Rossi - Ducati (2011-12)

Valentino Rossi - Ducati (2011-12)
6/10

Foto di: Ducati Corse

Il sogno italiano è finito in un incubo. Rossi non si è mai adattato alla Desmosedici e in due stagioni piene di cadute è riuscito a salire solo tre volte sul podio.

Ben Spies - Yamaha (2011-12)

Ben Spies - Yamaha (2011-12)
7/10

Foto di: Yamaha MotoGP

Dopo un promettente debutto con Tech 3, la Yamaha ha scelto il texano come sostituto di Rossi quando il "Dottore" è andato in Ducati. Il primo anno ha ottenuto anche una vittoria, ma nel secondo è stato perseguitato dalla sfortuna, che poco più tardi lo ha portato al ritiro.

Andrea Iannone - Suzuki (2017-18)

Andrea Iannone - Suzuki (2017-18)
8/10

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

La Suzuki ha scelto il vincitore del Gran Premio d'Austria 2016 come sostituto di Maverick Vinales. Con il debuttante Alex Rins al suo fianco, l'italiano è stato il responsabile dello sviluppo della GRX-RR in inverno, ma ha fatto un errore nella scelta del motore, che ha rovinato la stagione 2017 della Casa di Hamamatsu. Sebbene nella seconda stagione abbia conquistato quattro podi, è stato spazzato via da Alex Rins.

Jorge Lorenzo - Repsol Honda (2019)

Jorge Lorenzo - Repsol Honda (2019)
9/10

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Il presunto "dream team" formato da Lorenzo e da Marc Marquez non si è mai materializzato in pista. Il maiorchino è stato perseguitato dagli infortuni e non si è mai adattato ad una Honda molto difficile. Dopo una sola stagione, a 32 anni, ha deciso di ritirarsi, tornando però poco dopo come collaudatore della Yamaha.

Johann Zarco - Red Bull KTM (2019)

Johann Zarco - Red Bull KTM (2019)
10/10

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Dopo aver brillato con la Yamaha satellite di Tech 3, Zarco è diventato un pilota ufficiale KTM nel 2019. Ma l'avventura è durata meno di un anno. Dopo una prima metà di stagione molto difficile, il francese ha chiesto di rompere il contratto alla fine dell'anno. Alla fine, la KTM ha quindi deciso di appiedarlo dopo appena 13 gare ed un decimo posto come miglior risultato.
condivisioni
commenti
Ducati: “Dobbiamo pensare che il Mondiale può saltare”

Articolo precedente

Ducati: “Dobbiamo pensare che il Mondiale può saltare”

Prossimo Articolo

Capirossi: "La MotoGP 2020 non può andare oltre metà dicembre"

Capirossi: "La MotoGP 2020 non può andare oltre metà dicembre"
Carica commenti
Quartararo fa il Marquez della Yamaha Prime

Quartararo fa il Marquez della Yamaha

Fabio Quartararo è l'unica nota positiva in casa Yamaha. Il francese è il vero dominatore di questa prima metà della stagione 2021 di MotoGP, con cinque pole e quattro vittorie che lo lanciano verso la conquista del titolo iridato. Gli altri tre piloti della casa giapponese, però, sono ben lontani dalla sufficienza...

MotoGP
25 lug 2021
Ducati: scommessa vinta... per ora Prime

Ducati: scommessa vinta... per ora

La Ducati è una piacevole conferma per questa prima metà della stagione 2021 di MotoGP. Seconda in campionato con Zarco e terza con Bagnaia, la casa di Borgo Panigale conferma la bontà della strategia di puntare sul legno verde, dando fiducia alla linea giovane dei suoi piloti che, al momento, sta performando ottimamente.

MotoGP
23 lug 2021
Pagelle MotoGP, KTM: dalle stalle alle... stelle Prime

Pagelle MotoGP, KTM: dalle stalle alle... stelle

La prima metà della stagione per KMT è a due facce: sino all'introduzione del nuovo telaio, le moto austriache hanno faticato apertamente dopo aver chiuso alla grande il mondiale 2020. Da quando è stata introdotta questa novità, però, Oliveira in primis è tornato ad essere una spina nel fianco per chi punta alle posizioni del podio. Bene anche Binder, mentre Petrucci e Lecuona...

MotoGP
16 lug 2021
Aprilia, manca il podio per eccellere Prime

Aprilia, manca il podio per eccellere

Andiamo a dare i voti alla prima parte della stagione 2021 di Aprilia. La casa di Noale sta cogliendo risultati ottimi nei primi GP sin qui disputati: veloce e costante, è una spina nel fianco per i "grandi", ma al momento le manca il podio per eccellere e consacrarsi

MotoGP
13 lug 2021
Pagelle MotoGP: Suzuki rimandata a settembre Prime

Pagelle MotoGP: Suzuki rimandata a settembre

Diamo i voti a Suzuki: il costruttore nipponico sembra aver perso i suoi punti forti che hanno consentito di chiudere un 2020 in maniera trionfale. In questa prima parte del 2021, le GSXRR di Rins e Mir non hanno brillato in maniera monumentale. Solo il campione del mondo si salva, ma per essere all'altezza di quanto si è raggiunto lo scorso anno, occorre una seconda metà di stagione da incorniciare

MotoGP
11 lug 2021
L'addio di Vinales a Yamaha tiene in scacco Petronas Prime

L'addio di Vinales a Yamaha tiene in scacco Petronas

La squadra malese è quella che probabilmente rischia di subire il maggior impatto dalla scelta di Maverick Vinales alla Yamaha. Se Franco Morbidelli sarà promosso nel team ufficiale dovrà cercare due piloti e al momento non ci sono troppe candidature realmente interessanti.

MotoGP
10 lug 2021
Pagelle MotoGP: Marquez oltre i limiti della Honda RC213V Prime

Pagelle MotoGP: Marquez oltre i limiti della Honda RC213V

Andiamo ad inaugurare le pagelle di metà stagione dei costruttori presenti in MotoGP. Inziiamo con Honda, grande delusa di questa prima parte del 2021: il costruttore nipponico deve erigere una statua a Marc Marquez, unico pilota capace di portare a vincere - e sul podio - una RC213V che, al momento, sembra la moto peggiore del lotto

MotoGP
9 lug 2021
Come Quartararo è diventato il leader di cui aveva bisogno Yamaha Prime

Come Quartararo è diventato il leader di cui aveva bisogno Yamaha

Sono passati sei anni da quando Jorge Lorenzo ha dato alla Yamaha il suo ultimo titolo MotoGP nel 2015. Dalla sua partenza alla fine del 2016, lo stato di forma della Yamaha non è stato costante, ma ora ha finalmente trovato un nuovo talismano per tornare in vetta sotto la forma di un giovane francese talentuoso.

MotoGP
8 lug 2021