Guidotti: "Se Petrucci sarà in un team ufficiale nel 2019 sarà un piacere"

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Guidotti:
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
13 mar 2018, 16:04

Il team manager del Pramac Racing ritiene che vedere Danilo come factory rider l'anno prossimo vorrebbe dire essere riusciti a chiudere il cerchio con lui. Ed è carico per iniziare una nuova avventura con Bagnaia nel 2019.

Claudio Domenicali, Danilo Petrucci, Paolo Campinoti, Jack Miller, Paolo Ciabatti, Gigi Dall'Igna, Francesco Guidotti e Luigi Scavone
Jack Miller e Danilo Petrucci, Pramac Racing
Pramac Racing Ducati
Francesco Guidotti e Davide Camicioli
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Stefano Domenicali, Paolo Campinoti e Claudio Domenicali
Francesco Guidotti, Davide Camicioli, Paolo Ciabatti, Gigi Dall'Igna e Sandro Donato Grosso
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Jack Miller, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Claudio Domenicali, Danilo Petrucci, Paolo Campinoti, Jack Miller, Paolo Ciabatti, Gigi Dall'Igna, Francesco Guidotti e Luigi Scavone
Francesco Guidotti, Davide Camicioli, Paolo Ciabatti, Gigi Dall'Igna, Sandro Donato Grosso
Jack Miller, Pramac Racing
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Jack Miller, Pramac Racing
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Claudio Domenicali, Danilo Petrucci, Paolo Campinoti, Jack Miller, Paolo Ciabatti, Gigi Dall'Igna, Francesco Guidotti e Luigi Scavone

Francesco Guidotti prova a calmare gli animi, dopo che nella presentazione dell'Alma Pramac Racing si è parlato con grande entusiasmo di andare all'attacco di podi e vittorie. Anche il team manager è convinto che quest'anno ci sia il potenziale per fare benissimo, con un Danilo Petrucci ormai maturo per fare dei risultati importanti ed una Ducati sempre più competitiva, ma anche con un Jack Miller entrato subito in sintonia con il nuovo ambiente. Il manager toscano però sa bene che in questa fase è meglio tenere tutti con i piedi per terra.

Ecco cosa ha raccontato a Motorsport.com subito dopo la presentazione della squadra di ieri, parlando non solo del presente, ma anche del futuro e del talento italiano che arriverà nella prossima stagione a prendere il posto di "Petrux": Francesco Bagnaia.

Durante la presentazione della squadra si è parlato di obiettivi importanti...
"Forse anche un po' troppo importanti (ride). L'emozione e l'eccitazione del momento in questo contesto particolare, ma anche con gli ultimi test che sono andati molto bene, fanno un po' sognare, quindi è giusto che chi ha parlato di podi e di vittorie lo faccia. Realisticamente, però, è dura: tutti gli anni il livello sale e noi proviamo a restare al passo. Le premesse per fare bene ci sono, dobbiamo solo aspettare le gare vere".

Petrucci ha fatto un'ottima simulazione di gara in Qatar...
"Le simulazioni danno una buona indicazione generale, però non è la gara vera e propria. Quando magari devi partire in mezzo al gruppo, nei primi giri non riesci a fare le linee ideali. Dai risultati delle simulazione sembra che possano essere almeno 8 o 9 nel gruppetto di testa. Tutto può succedere, ma l'importante è esserci e farsi trovare pronti per sfruttare l'occasione se si presenta. Questo è quello che deve fare un team satellite".

Come procede l'ambientamento nella squadra e con la Ducati di Miller?
"E' partito molto bene, ma è chiaro che anche lui ha bisogno della gara per capire veramente dov'è e prendere quella fiducia che ora gli serve per fare quello step che deve fare rispetto agli anni scorsi. Il suo ambientamento forse sta andando anche fin troppo bene, nel senso che forse sarebbe stato meglio trovare delle difficoltà nei test piuttosto che nei weekend di gara. Ma è anche vero che con 8 ore a disposizione, nei test spesso le difficoltà si diluiscono nell'arco della giornata, mentre nei weekend hai a disposizione 45 minuti per sessione e se ti va qualcosa storto il tempo è tiranno".

La stagione deve ancora iniziare, ma voi avete già guardato al futuro annunciando Pecco Bagnaia per il 2019...
"Per due motivi principalmente. Per prima cosa perché lo seguivamo da parecchio tempo come pilota su cui puntare per il futuro. Anche la Ducati pensa la stessa cosa, perché il contratto glielo hanno fatto direttamente loro. Era un po' di tempo poi che volevamo ripartire con un ragazzo della Moto2 e queste erano le motivazioni principali. Il tutto poi è condito dalle dichiarazioni dei nostri piloti, che giustamente ambiscono ad un posto in un team ufficiale per l'anno prossimo, quindi c'era anche il rischio di ritrovarsi con il cerino in mano a giugno, quando il mercato ormai era praticamente fatto. Per questo abbiamo deciso di fare questa mossa anticipata, che non è troppo nel nostro stile, ma a volte le circostanze ti impongono di fare delle scelte".

Bagnaia il prossimo anno avrà lo stesso trattamento che ha Petrucci quest'anno essendo un pilota factory Ducati?
"E' ancora tutto da vedere, anche in funzione del suo compagno di squadra. Avrà sicuramente un trattamento di tutto rispetto, perché negli ultimi anni la Ducati è cresciuta in maniera costante fino all'anno scorso, quando si è giocata il Mondiale fino all'ultima gara. Contiamo di dargli una moto molto competitiva e all'altezza delle ambizioni che ha anche lui".

Nel caso in cui rimanesse Miller, potrebbe andare a lui quindi la moto ufficiale?
"Bisogna ancora vedere la strategia che farà la Ducati. Al momento è quella di avere una moto ufficiale dell'anno corrente ed una dell'anno precedente. Se questa cosa andrà avanti, vedremo a chi destinare la moto ufficiale. Anche perché la nostra Desmosedici GP ufficiale è quella un po' sperimentale, quindi darla ad un rookie potrebbe diventare controproducente, perché le indicazioni che può dare sono relative. Un esordiente invece ha bisogno di girare il più possibile per prendere confidenza con il mezzo. Quindi non è detto che la moto ufficiale sia destinata a Pecco, ma non è detto neanche che gli serva".

Bagnaia potrebbe fare un test prima di Valencia per iniziare l'adattamento o credi che i tempi siano troppo stretti?
"Non penso che ci sarà l'occasione. Abbiamo fatto l'annuncio prima dell'inizio del campionato per dare a tutti una maggiore serenità. Lui ora credo che debba rimanere concentrato sul suo campionato e noi sul nostro, senza troppi incroci. Diciamo che l'accordo con lui è una cosa fatta e messa da parte fino a quando non sarà il momento di ritirarla fuori".

In queste stagioni hai visto maturare molto Petrucci, c'è un po' di dispiacere a pensare che l'anno prossimo non sarà più con voi?
"E' il quarto anno che è con noi e siamo rimasti insieme perché, sia lui come pilota che noi come team, avevamo voglia di chiudere il cerchio e raccogliere il frutto di tre anni di lavoro. Noi abbiamo fatto un sacrificio per tenerlo e lui è stato bravo a non cedere alla tentazione di andare in un team ufficiale. Diciamo che lo strappo alla regola lo abbiamo fatto quest'anno, se lui l'anno prossimo andrà in un team ufficiale sarà solamente un piacere".

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