Gabarrini su Lorenzo: "Un altro anno come il 2017 sarebbe inaccettabile"

Christian Gabarrini, ingegnere di Jorge Lorenzo, traccia un bilancio positivo dopo il primo anno del maiorchino in Ducati, ma sottolinea che un'altra stagione come il 2017 sarà inaccettabile.

Il tre volte campione del mondo della MotoGP ha deciso di cambiare dopo tre anni in sella alla Yamaha e si è imbarcato in una nuova avventura rischiosa: ha firmato un contratto con la Ducati, essendo stato scelto come l'eletto che doveva ridare il titolo alla Casa italiana. Un'impresa che era riuscita solo a Stoner (nel 2007), proprio con Gabarrini nel suo box.

Alla fine dell'anno però Lorenzo ha chiuso settimo nel Mondiale, conquistando 137 punti senza vittorie, mentre il suo compagno Andrea Dovizioso ha portato a casa sei successi (gli stessi del campione Marc Marquez) ed otto piazzamenti a podio complessivi. Ed è interessante che nella carriera del maiorchino sia successo solo due volte di non salire mai sul gradino più alto del podio: al debutto in 125 (2002) e all'esordio in 250 (2005).

Non c'è neanche bisogno di dire che questo ha dato una chiara idea delle difficoltà che ha avuto Jorge ad adattarsi ad una moto completamente diversa. Bisogna ricordare, infatti, che dal 2008 al 20016 ha guidato solamente la M1, una moto perfettamente adatta al suo stile di guida.

Lo ha ripetuto più volte: non si aspettava che ci avrebbe messo così tanto tempo ad adattarsi alla Ducati. Tuttavia, dopo i test post-campionato di Valencia e Jerez, possiamo dire che il maiorchino sembra aver portato a compimento la sua missione.

"Il bilancio generale è positivo. Gli obiettivi sono cambiati con il passare del tempo. All'inizio della stagione eravamo concentrati sul feeling di Jorge con la moto. Poi abbiamo cercato di stare sempre nella top 5 e, infine, di lottare per la vittoria in tutte le condizioni. Nelle ultime gare era sempre lì e credo che con altri due weekend lo avrebbe dimostrato" ha spiegato Gabarrini a Motorsport.com.

Come all'inizio Lorenzo era sorpreso di quanto fossero differenti la Yamaha e la Ducati, per il tecnico italiano era locivo che ci fosse bisogno di un processo di adattamento per guidare in maniera istintiva una moto particolare come la Desmosedici.

"Jorge ora è riuscito ad adattare il suo stile di guida per trarre beneficio dai punti forti della nuova moto. Anche se non è ancora uno dei più veloci sulla griglia, si è sforzato molto per fare che non gli vengono naturali per cercare di essere veloce".

"E questa, è solo una delle cose che è stato capace di fare. Per esempio, con la Yamaha sapeva perfettamente come la moto avrebbe reagito in qualsiasi situazione, quindi ha dovuto fare la stessa cosa con la Ducati. Detto questo, non ha perso l'essenza della sua guida. L'ha solo adattata". ha aggiunto il tecnico, che recentemente è stato in vacanza con Jorge nella Repubblica Dominicana insieme ad altri membri del team.

Dopo questa prima stagione, il responsabile del box di Lorenzo è convinto che nel 2018 l'obiettivo dovrà essere quello di vincere delle gare e, subito dopo, iniziare a pensare a lottare per il Mondiale.

"Bisogna essere realisti e non raccontarsi favole. Se l'anno prossimo dovessimo ritrovare i problemi del 2017, non avremmo scuse. Un'altra stagione così sarebbe inaccettabile. E' vero che abbiamo raggiunto i nostri obiettivo, ma avremo dovuto farlo prima. Quando prendi un pilota straordinario come Lorenzo, è per lottare per il titolo" ha concluso Gabarrini.

 

 

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Jorge Lorenzo
Articolo di tipo Intervista
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