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Espargaró: "L'Aprilia è più forte di quanto si possa pensare"

Per sviluppare il progetto RS-GP 2017, la Casa di Noale ha puntato su Aleix, uno che a 27 anni ha accumulato tantissima esperienza e cercava il modo migliore per riscattarsi dopo alcune delusioni e scelte sbagliate.

Espargaró: "L'Aprilia è più forte di quanto si possa pensare"
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini, Sam Lowes, Aprilia Racing Team Gresini
Moto di Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Moto di Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Moto di Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini, Sam Lowes, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
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Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
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Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
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Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini, Sam Lowes, Aprilia Racing Team Gresini
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini

Aleix Espargaró forse è uno dei più grandi "giramondo" di tutta la griglia del Motomondiale.

A soli 27 anni lo spagnolo ha già cambiato diverse squadre guidando quasi tutti i modelli di moto della classe regina.

Per il 2017 il nativo di Granollers è stato scelto dalla Aprilia, che lo ha piazzato nei box con gli uomini della Gresini Racing assieme a Sam Lowes per sviluppare la nuova RS-GP.

Al termine della presentazione del team di Noale, abbiamo incontrato Aleix per scambiare due chiacchiere in vista della nuova avventura in MotoGP che lo attende: ecco le sue parole rilasciate a Motorsport.com.

Cosa significa questa nuova avventura in Aprilia per te?
"Qualcuno mi ha detto che venendo dalla Suzuki stavo facendo un passo indietro, ma non sono d'accordo perché qui a Noale hano vinto qualcosa come 54 titoli, quindi vuol dire che sono gente capace. La moto negli ultimi mesi è cresciuta tantissimo, ora abbiamo una vera MotoGP ed essere il pilota di punta di questa squadra è una grande responsabilità che mi fa piacere".

In Qatar farete l'ultimo test, che obiettivi avete?
"Dobbiamo migliorare la gestione della potenza e della seconda parte di gara, cosa che reputo molto importante. Losail è una pista che consuma tanto la gomma anteriore, ma il mio obiettivo non è fare giri veloci, bensì avere una moto competitiva per la gara".

Come ti trovi con questa moto?
"Sono molto contento perché lo scorso anno avevo perso completamente il feeling con l'anteriore e siccome il mio stile di guida punta parecchio sul freno davanti, capite che mi trovavo più in difficoltà non essendo molto bravo a gestire il gas. La RS-GP è molto stabile in staccata e in percorrenza curva, per me è già una grande soddisfazione".

A che punto siete?
"Sinceramente non so a che punto possiamo arrivare. Sicuramente debbo conocerla ancora meglio, dovrò completare più long-run e spingere di più al limite con gomme nuove, cosa che per ora non abbiamo provato molto. E' difficile dirlo, spero di essere attorno ad un 50%, il che significherebbe avere un ottimo margine di miglioramento. In generale le sensazioni sono ottime, sento mia la moto, ora vedremo quanto potremo andare lontano".

Secondo te dove deve migliorare la RS-GP e quanto puoi contribuire tu a questa causa?
"Non credo di doverla migliorare io e basta, è un lavoro che va fatto assieme con tutta l'Aprilia. Io devo essere bravo a indicare di cosa c'è bisogno e loro a lavorarci sopra. In questo momento il livello della MotoGP è altissimo e noi dobbiamo crescere sul motore e avere più cavalli. Anche la stabilità in uscita di curva perché al momento la trazione rende la moto nervosa. La Suzuki era più semplice da guidare, questa invece è più pesante e nei cambi di direzione si sente. Ma preferisco correre con una moto dove seve più fisico e che garantisca più stabilità".

Con Sam Lowes, tuo nuovo compagno di squadra, cosa vi siete detti?
"Tutti sappiamo che è un pilota velocissimo, lo ha dimostrato lo scorso anno con grandi numeri. Gli ho detto solamente che la MotoGP non è semplice da portare al limite e che dovrà avere pazienza perché l'Aprilia non è ancora al livello di Yamaha ed Honda. Credo che avrà meno difficoltà degli altri debuttanti, ma dovrà crescere facendo un passo alla volta e senza fretta".

Sei tornato ad essere pilota ufficiale, una bella posizione...
"Penso di essere al miglior punto della mia carriera. Il 2015 con la Suzuki è stato il primo da ufficiale ed era andato bene, mentre il 2016 è stato durissimo a livello psicologico; questo però mi ha reso più forte capendo tante cose, nei momenti difficili si vedono gli uomini veri che non si fanno abbattere. Fisicamente sono messo molto meglio, sono dimagrito e poi ho più esperienza, ho davvero grandi motivazioni".

In Suzuki hai sofferto la presenza di uno forte come Viñales? Era importante per te tornare ad essere il numero uno?
"Non ho fatto fatica per la presenza e i risultati di Maverick, ero io che non andavo, sono stato un vero e proprio disastro! Non avevo feeling con l'anteriore e continuavo a cadere. E' molto difficile uscire da un tunnel del genere. L'Aprilia è un grande marchio che mi ha scelto per sviluppare il suo progetto, questo mi ha risollevato e le motivazioni sono altissime".

Parlando della tua carriera, hai cambiato tantissime moto e team, come fai ad approciarti così rapidamente a nuovi progetti?
"Non è facile, a me piace sentire che la squadra sia una famiglia vera e propria, cosa che ci vuole tempo perché accada. In alcuni momenti della mia carriera, soprattutto all'inizio, ho sbagliato anche io le mie valutazioni; questo è il motivo per cui non ho potuto lottare per le posizioni di vertice. Quando arrivo in una squadra nuova l'importante è capire se la gente che ci lavora ti faccia sentire uno di loro in tutto e per tutto, dai viaggi ai pasti, senza dimenticare i momenti liberi dopo le sessioni in pista. Dobbiamo essere sempre uniti e con Aprilia e Gresini Racing questo è accaduto fin dalle prime uscite".

Tu hai guidato un sacco di moto in carriera: Honda in 125 e 250, Kalex in Moto2, Ducati, ART, Yamaha e Suzuki in MotoGP. Oggi torni su un'Aprilia dopo i tre anni della 250; si può dire che ormai sei un collaudatore perfetto?
"Forse perfetto no, ma di esperienza posso dire di averna accumulata tantissima. I due anni con la ART sono stati importanti, praticamente guidavo una moto stradale che sono riuscito a portare ad un livello molto alto ottenendo risultati davvero incredibili. Anche con la Yamaha della Forward mi sono tolto grandi soddisfazioni arrivando 7° nel Mondiale. Con la Suzuki, seppur le difficoltà nel finale, c'è stata una bella crescita. A me piace tantissimo sviluppare le moto e se ho scelto il progetto Aprilia è anche per questo motivo. Però dico anche che ora vorrei restare più a lungo in questa squadra e puntare a qualcosa di più".

L'obiettivo dichiarato da Aprilia è restare in Top10 puntando alla Top5, tu cosa ne pensi?
"Sono completamente d'accordo, non sono venuto solamente per sviluppare la moto e crescere con calma. Siamo tutti qui per correre e vincere, poi dobbiamo essere realisti e sapere che la RS-GP va fatta crescere e non sarà facile essere subito nei primi 10, ma fin dal Qatar ci proveremo. Se Aprilia riuscirà a migliorare la moto come si deve allora potremo lottare anche con i migliori, il campionato è di altissimo livello per cui è dura pensare di essere in Top10 fin da subito".

Fra Valentino, Lorenzo, Márquez e soci hai una bella concorrenza in griglia; quando pensi di poter arrivare al loro livello e lottare per il podio?
"Spero velocemente, ma non è facile. Oggi siamo tutti molto vicini, ma il nostro problema è migliorare la moto in configurazione gara perché sul giro secco so che sono forte e me la posso giocare. Ma serve avere un buon bilanciamento per fare belle gare e risultati. L'Aprilia al momento è molto più vicino di quanto la gente possa pensare, spero di poterci riuscire velocemente".

Tu dove pensi di poter migliorare?
"Secondo me nel giro singolo sono forte, ma ho il problema della seconda metà di gara. Gli ultimi giri vanno migliorati, partendo dalla gestione degli pneumatici e dell'accelerazione. Il numero uno da questo punto di vista è Rossi, il quale sa come curare ogni dettaglio".

Anche tuo fratello Pol ha deciso di cambiare squadra passando alla KTM, come lo vedi?
"Lui crede molto nel nuovo progetto. Dopo tre anni in Tech3 aveva capito che era venuto il momento di cambiare perché non si sentiva trattato da pilota ufficiale, nonostante Yamaha glielo continuasse a dire. Aveva diverse offerte per continuare con moto forti, ma private. La sua ambizione era diventare ufficiale e anche io gli ho detto che in quest'ultimo caso si sente parecchio la differenza. Anche per lui ci sarà da migliorare molto, ma la cosa che conta è che sia felice".

 

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