Ecco perché Marquez non deve essere già dato per sconfitto

In attesa di capire i tempi di recupero dall'operazione di Marc Marquez, il grave infortunio che ha subito a Jerez sarà il miglior incoraggiamento per affrontare una delle sfide più difficili della sua carriera in MotoGP.

Ecco perché Marquez non deve essere già dato per sconfitto

Al momento, il prossimo obiettivo di Marquez dipende esclusivamente dal risultato dell'operazione che l'equipe del dottor Xavier Mir effettuerà martedì a Barcellona. Se il danno è "limitato" all'omero destro fratturato, non sarebbe fuori luogo vederlo apparire l'8 agosto a Brno.

Se, al contrario, i medici certificassero che anche il nervo radiale è stato colpito, non solo mancherebbe all'appuntamento di domenica prossima, sempre a Jerez (la sua squadra è già tornata a casa), ma le scadenze potrebbero essere prorogate.

In questo secondo caso, le sue possibilità di provare a pareggiare i sette titoli della classe regina di Valentino Rossi sarebbero ridotte al minimo. Ma se dovesse essere pronto per correre in Repubblica Ceca, sarebbe irresponsabile scartarlo completamente dalla lotta per il Mondiale prima che lo sia aritmeticamente.

In condizioni normali, prendere questa sfida come una possibilità reale sarebbe considerato folle. Non solo per l'enorme livello di competizione che c'è sulla griglia della MotoGP, ma soprattutto per l'altissimo prezzo che i piloti pagheranno per gli errori in un campionato di 13 gare compresse in soli quattro mesi.

Tuttavia, questa "logica" non può essere applicata in modo generalizzato, soprattutto se l'individuo in questione si chiama Marc Marquez.

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Nel corso della sua carriera, lo spagnolo ha chiarito che se c'è qualcosa che lo esalta davvero, è superare degli ostacoli che la maggior parte delle persone ritengono impossibili. Gli esempi sono tanti: da prodezze di alto profilo come il titolo MotoGP conquistato nel 2013 da debuttante, ad altre meno magnifiche ma comunque illuminanti.

Come il recupero stratosferico di Estoril nel 2010, nell'anno del titolo in 125cc, quando rimontò dall'ultimo posto dopo essere caduto nel giro di formazione.

Questa volta, prima di essere lanciato dalla sua Honda mentre percorreva la curva 3 a 149 km/h, secondo i dati della telemetria, sembrava un altro di quei giorni in cui il #93 avrebbe ribadito il suo status di "alieno con un'altra rimonta che, se completata, avrebbe generato tanti titoli quanto la meritata prima vittoria di Fabio Quartararo. Tuttavia, il fatto che non ci sia riuscito, non toglie nulla al tentativo.

 

Dal momento in cui è uscito di pista dopo pochi giri, quando era al comando, a quando è caduto ad una manciata di tornate dal termine, Marquez era stato in grado di recuparare qualcosa come oltre otto secondi nei confronti di Maverick Vinales. Subito dopo la sua "escursione" ha tagliato il traguardo in 16esima posizione, 8"3 dietro al pilota della Yamaha, che 16 giri più tardi aveva raggiunto.

Dopo lo spavento, Marc ci ha messo un paio di giri a riprendere il ritmo, prima di segnare il giro più veloce della gara all'11esimo passaggio. In quella frenetica rimonta, il pilota di Cervera è riuscito ad essere mezzo secondo al giro più veloce di Vinales, il tutto mentre faceva anche dei sorpassi.

Una brutale dimostrazione di superiorità che, in qualche modo, ha ricordato un'altra giornata che non era finita bene per lui: il Gran Premio d'Argentina del 2017, quando nella sua rimonta rabbiosa era incappato in alcuni episodi che gli erano costati anche delle penalità.

In un momento in cui i risultati sono all'ordine del giorno, un pilota che non vince è costretto a compiere atti straordinari per ricevere il riconoscimento che merita. A Jerez, il pilota delal Honda non ha raggiunto l'obiettivo di riconquistare la posizione da podio che aveva perso nelle prime fasi. Ma la sua dichiarazione d'intenti è stata probabilmente più intimidatoria di molte delle sue vittorie.

 

Se è vero che un campione mostra il meglio di sé quando si trova nella situazione più difficile, Marquez potrebbe avere davanti a sé la sfida più impegnativa della sua vita. In tali circostanze, nessuno si dovrebbe stupire di vedere un predatore ancora più spietato del solito. Soprattutto se si considera che, in base al tempo che passerà prima che possa tornare in moto, probabilmente non avrà quasi nulla da perdere quando lo farà.

Lo spagnolo è da tempo il chiaro punto di riferimento del campionato. E anche se non ha mai avuto bisogno di alcuna motivazione esterna per tirare fuori tutto ciò che ha dentro, questo schiaffo potrebbe farlo reagire in maniera ancora più veemente di fronte alle avversità.

Non ci sono obiettivi impossibili per un ragazzo che a 27 anni è già in competizione con Valentino Rossi e Giacomo Agostini per il trono di miglior pilota della storia.

Marc Marquez, Repsol Honda Team
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Marc Marquez, Repsol Honda Team Spanish MotoGP 2020
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Fabio Quartararo, Petronas Yamaha SRT, Marc Marquez, Repsol Honda Team
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Marc Marquez, Repsol Honda Team, Rossi
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Marc Marquez, Repsol Honda Team, Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing
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Marc Marquez, Repsol Honda Team, Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing
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Alberto Puig, Repsol Honda Team Team Principal, Marc Marquez, Repsol Honda Team
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