Ducati: sconfitta, non disfatta. E c'è tutto per rifarsi

Dopo la pole con record di Bagnaia ed il primato di velocità di Zarco, la Ducati era indicata come la grande favorita per il Gran Premio del Qatar. Il doppio podio di domenica quindi ha lasciato un po' di amaro in bocca, anche se c'è qualche attenuante, oltre alla possibilità di rifarsi subito nella seconda gara a Losail.

Ducati: sconfitta, non disfatta. E c'è tutto per rifarsi
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Maverick Vinales ha probabilmente centrato la vittoria più bella della sua carriera in MotoGP nel Gran Premio del Qatar, ma la sensazione diffusa è che quella di Losail sia stata più una sconfitta della Ducati che un trionfo del pilota della Yamaha. Sconfitta sì, ma non disfatta, perché comunque ci sono alcune attenuanti da considerare.

La linfa giovane portata in squadra con gli arrivi di Jack Miller e Pecco Bagnaia aveva caricato di nuovo l'ambiente e i test avevano dato ottime indicazioni, con l'australiano capace di realizzare il record ufficioso della pista ed entrambi i piloti in grado di tenere un ottimo passo gara. Senza dimenticate un Johann Zarco che aveva già fatto capire di poter stupire.

Indicazioni positive che hanno trovato riscontri anche quando si è cominciato a fare sul serio nel weekend di gara, con la giornata di sabato che è stata a dir poco trionfale: Bagnaia ha polverizzato il record del tracciato qatariota in 1'52"772, diventando il primo e per ora il solo pilota capace di scendere sotto al muro dell'1'53" in sella ad una MotoGP.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: Ducati Corse

A questo si è aggiunto il primato di velocità massima firmato da Zarco nella FP4, con il francese del Pramac Racing che, sfruttando anche la scia di Enea Bastianini, si è spinto fino a 262,4 km/h, abbattendo di circa 6 km/h il precedente riferimento record, realizzato da Andrea Dovizioso al Mugello nel 2019.

Le premesse quindi erano ottime, anche perché in Yamaha, pur avendo piazzato tre moto nelle prime quattro posizioni dello schieramento di partenza, nutrivano il timore fondato di non poter superare le Desmosedici GP visto il grande gap a livello di top speed.

C'erano solo due incognite: l'usura della gomma posteriore e il forte vento previsto per la giornata di domenica. Fattori che probabilmente si sono uniti tra loro, impedendo agli uomini in Rosso di centrare il terzo successo consecutivo in Qatar, dopo quelli firmati Dovizioso nel 2018 e nel 2019 (nel 2020 non si è corso a Losail a causa della pandemia).

E dire che le cose si erano messe piuttosto bene al via, perché Desmosedici GP sono schizzate via come dei razzi allo spegnimento dei semafori, andando a monopolizzare le prime quattro posizione con nell'ordine Bagnaia, Miller, Zarco ed uno strepitoso Jorge Martin.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Che il vento non sia un alleato della Ducati lo si è sempre saputo e, anche se ad occhio nudo il vantaggio in rettilineo sulla concorrenza era piuttosto evidente, andando ad osservare i dati si può notare come le Rosse siano state in realtà le moto che hanno accusato la perdita maggiore in termini di top speed tra sabato e domenica.

Zarco ha perso ben 14 km/h, ma è chiaramente un valore condizionato dal suo record. Però anche Bagnaia e Miller ne hanno persi rispettivamente 8 e 7. Per fare un esempio, Vinales e Joan Mir, che sono i piloti con cui le Ducati hanno battagliato fino alla fine, invece hanno accusato un calo solo di 4, la metà. Sia chiaro, erano sempre in vantaggio, ma la forbice in gara si è ridotta.

Il vento però ha creato anche altri due problemi: ha ridotto la temperatura, con quella dell'asfalto che era addirittura di 7 gradi inferiore a quella con cui si sono disputate le qualifiche, ma ha portato in pista anche tanta sabbia. Condizioni che inevitabilmente hanno facilitato lo spinning e quindi un incremento dell'usura della gomma posteriore.

Un guaio non di poco conto per chi già pensava di essere al limite con la gomma soft per la distanza di gara e per di più doveva gestire una potenza poderosa come quella del propulsore desmodromico. E qui forse si è messa in evidenza la mancanza di esperienza della nuova coppia Rossa.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Bagnaia e Miller hanno entrambi detto di aver provato a "gestire" il ritmo nella prima parte di gara per avere ancora gomma nel momento cruciale. Ma sul più bello si sono ritrovati in crisi sul lato destro, quello più utilizzato a Losail. L'australiano ha ceduto di schianto, precipitando al nono posto e diventando così una delle grandi delusioni del weekend. Il piemontese invece ha tirato fuori le unghie, resistendo agli attacchi di Vinales fino al 15esimo dei 22 giri in programma.

Senza un clamoroso errore di Mir, finito largo all'ultima curva dopo essere risalito fino alla seconda posizione, il bilancio ducatista avrebbe visto sul podio il solo Zarco sul gradino più basso. Lo sbaglio del campione del mondo però ha promosso al secondo posto il francese del Pramac Racing, alla distanza il più concreto della pattuglia bolognese, e permesso a Bagnaia di iniziare la sua avventura da pilota ufficiale con un podio.

Il dubbio che se ci fosse stato ancora Dovizioso la Ducati questa gara avrebbe anche potuto vincerla è lecito, visto che se c'è uno specialista nella gestione strategica delle gare come quella di domenica è proprio il forlivese. Ma è anche vero che i vertici di Borgo Panigale sapevano a cosa andavano incontro con la loro scelta, consapevoli del fatto che ai nuovi arrivati doveva anche essere concesso il tempo di costruirsi un loro bagaglio di esperienza ad alto livello.

C'è da scommettere che la lezione del Gran Premio del Qatar sia stata preziosa, soprattutto per Bagnaia, che in passato ha avuto meno occasioni rispetto a Miller per confrontarsi al vertice in MotoGP. Se ne sapranno fare tesoro, e magari il clima giocherà meno scherzi, l'occasione per rifarsi è dietro l'angolo, perché nel weekend si correrà nuovamente a Losail per il Gran Premio di Doha. Il potenziale per farlo c'è, bisogna solo sfruttarlo meglio.

Johann Zarco, Pramac Racing, Francesco Bagnaia, Ducati Team

Johann Zarco, Pramac Racing, Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

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