Ducati rimane indietro nel mercato piloti e ora guarda in casa

Mentre la Yamaha e la Suzuki guardano al futuro per cercare di fermare il dominio di Marc Marquez e della Honda, la Ducati sembra intenzionata a scegliere tra ciò che ha già.

Ducati rimane indietro nel mercato piloti e ora guarda in casa

In tre giorni, a cavallo tra il 28 ed il 30 gennaio scorsi, la Yamaha ha messo sul tavolo le sue tre carte per cercare di ribaltare le gerarchie in MotoGP. La prima è stata l'inatteso rinnovo di Maverick Vinales, poi è arrivato l'annuncio della promozione di Fabio Quartararo nella squadra ufficiale nel 2021, al posto di Valentino Rossi. L'ultima bomba invece è stata il ritorno di Jorge Lorenzo nei panni di tester.

Proprio così, la Casa di Iwata si è liberata dai regni autoimposti che l'hanno frenata nelle ultime stagioni e praticamente ha messo a posto il suo mercato piloti per le prossime tre stagioni.

Con una manovra che ha avuto vita prima di Natale, il costruttore giapponese si è assicurata la continuità con Vinales, l'unico pilota capace di vincere in sella alla M1 negli ultimi due anni, ed ha preso Quartararo, il diamante sulla bocca di tutti, che i più audaci indicano come il vero anti-Marquez. L'influenza di questa tripla operazione è stata notata in alcune factory più che in altre. Al quartier generale della Ducati, invece, non sembrano ancora averla capita.

Considerando il rischio che comporta la scelta di lasciare andare un portabandiera come Rossi, l'unica conclusione che possiamo trarre è che la Yamaha sia pronta a fare all-in. Il suo approccio nelle ultime stagioni invece aveva sempre dato l'impressione che gli obiettivi sportivi dovessero essere in linea con gli interessi commerciali, cosa logica se si considera l'impronta lasciata ovunque dal "Dottore".

"La cosa peggiore che i responsabili di qualsiasi marchio possano fare è prendere le decisioni che andranno a beneficio di uno dei suoi piloti più di un altro, anche quando è qualcosa che non ha chiesto. Questo è ciò che sta accadendo qui negli ultimi anni" ha rivelato una fonte interna alla Yamaha, che però ha preferito rimanere anonima.

Tuttavia, qualcosa è cambiato quest'inverno e non è passato inosservato altrove. "Il nostro più grande rivale è chiaramente la Yamaha, che ha vinto sette degli ultimi diciotto campionati" ha detto Alberto Puig, team manager della Honda, in una conversazione con Motorsport.com.

 

Per quanto riguarda la HRC, il rinnovo di Marc Marquez per i prossimi quattro anni è ormai ufficiale e l'arrivo di suo fratello Alex, campione del mondo della Moto2, dipinge una visione ben strutturata del futuro.

La Suzuki ha già chiarito ai suoi piloti che lì rinnoverà per il prossimo biennio, approfittando anche di una clausula nel contratto relativa alle loro prestazioni. La continuità con Alex Rins, vincitore di due gare nel 2019 (Austin e Silverstone), potrebbe essere data per scontata. A sua volta, c'erano alcuni team interessati a Joan Mir, prima di sapere però che il suo futuro era nelle mani della Suzuki.

La Casa di Hamamatsu rimane fedele alla sua filosofia di muoversi passo dopo passo, che le ha dato buoni risultati da quando è tornata in MotoGP nel 2015, ad eccezione del 2017, quando ha sbagliato la scelta del motore della GSX-RR.

L'attuale competitività della GSX-RR, soprattutto nelle mani di Rins, unita alla stabilità della squadra, è stata cruciale per rendere la Suzuki una forza in crescita. Entrambi i piloti si avvicineranno ora alla stagione 2020 cercando di affermarsi come contendenti alla vittoria fin dalla prima gara, indipendentemente da dove e quando si svolgerà.

Stando così le cose, la Ducati sembra essere quella che è rimasta un po' più indietro, sia guardando i tempi (sia i test di Sepang che quelli in Qatar hanno sollevato molti dubbi) sia a livello di nuovi acquisti che avrebbero potuto portare portare una dose di ottimismo. Negli uffici di Borgo Panigale non nascondono che la notizia del rinnovo di Vinales con la Yamaha sia stata una sorta di doccia fredda.

Quando gli è stato domandato da Motorsport.com quanto dei piani futuri della Rossa fossero basati sul pilota spagnolo, la risposta del direttore sportivo Paolo Ciabatti lascia pochi dubbi sul fatto che si aspettasse di avere il #12 su una delle sue moto nel 2021.

"Ducati pensava che Vinales potesse essere uno dei piloti interessanti per il nostro futuro e ora non è più disponibile. E quando accade ciò, è chiaro che abbiamo una carta in meno con cui giocare. Le opzioni non sono molte" ha detto Ciabatti.

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Il rapporto tra Vinales e la Yamaha ha avuto una svolta a 180° tra l'ultima gara del 2019, a fine novembre, ed i primi dieci giorni di dicembre. Fino ad allora, le indicazioni provenienti dal pilota di Roses puntava dritte verso Borgo Panigale.

Secondo quanto ha appreso Motorsport.com, la Ducati aveva effettivamente manifestato al catalano l'interesse ad ingaggiarlo. Tuttavia, la mancanza di determinazione mostrata in quell'offensiva è coincisa con la reazione da parte della Yamaha, arrivata quando l'entourage del pilota li ha resi consapevoli della sua intenzione di cambiare aria.

Un nuovo accordo è stato quindi raggiunto nella prima settimana di dicembre, quando tutti gli altri erano in vacanza e Vinales ha fatto una visita lampo in Giappone. Quando la Ducati lo ha scoperto ed ha provato a reagire, ormai era troppo tardi.

Fino a poche settimane fa, il tempo di Andrea Dovizioso come punta di diamante della Casa italiana sembrava destinato a concludersi, ma gli ultimi movimenti del mercato piloti potrebbero prolungare la sua parentesi ancora per un po'. Il forlivese compirà 34 anni il 23 marzo ed ha trascorso gli ultimi sette in sella ad una Desmosedici.

"Dei cinque piloti che hanno vinto gare nel 2019, noi ne abbiamo due" ha spiegato Ciabatti, che è fin troppo consapevole delle poche alternative a disposizione.

"E' vero che Dovi avrà presto 34 anni, ma è arrivato secondo nel Mondiale nelle ultime tre stagioni ed è stato l'unico pilota in grado di sfidare Marc per il titolo. Poi abbiamo Danilo (Petrucci), che ha bisogno di affermarsi costantemente tra i primi cinque. Jack (Miller), che ha un talento colossale, e Pecco (Bagnaia). E anche Zarco ha un contratto con noi. Dobbiamo cercare il meglio in ciò che è disponibile" ha concluso, confermando l'impressione generale che la Ducati possa essere rimasta un po' indietro.

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