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Ducati "recupera" le sue moto in Qatar con tre persone

Le restrizioni imposte ai cittadini italiani per entrare in Qatar avevano complicato il recupero del materiale di alcune squadre di MotoGP, che però hanno reagito in modo rapido ed efficiente.

Andrea Dovizioso, Ducati Team Ducati

Il circuito di Losail è stato il teatro dell'ultimo test pre-campionato, dal 22 al 24 febbraio, quindi tutte le squadre della MotoGP hanno lasciato il loro materiale nel paese arabo, che era anche la location della prima gara del Mondiale, che era prevista per questo fine settimana.

I box sono stati allestiti e da allora le moto sono rimaste al loro interno, aspettando il ritorno di tecnici e piloti.

Martedì 25 febbraio, nel paddock di Losail, è stato organizzato un incontro tra le squadre, nel quale sono state informate che i cittadini giapponesi che avrebbero lasciato il paese non sarebbero più potuti rientrare. Una raccomandazione estesa anche agli italiani, anche se in maniera meno tassativa in quel momento.

Alcune squadre hanno quindi deciso di mantenere una parte del loro staff giapponese in Qatar, e alcuni italiani, come nel caso di Suzuki ed Aprilia.

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La chiusura dell'accesso al Qatar per i cittadini italiani scattata domenica ha causato la cancellazione della gara di MotoGP del Gran Premio del Qatar, creando delle difficoltà a quei team che avevano bisogno di "recuperare" le moto ed il materiale nel paddock.

Quelle con il problema più grande erano le squadre italiane, tra cui Pramac, Aprilia e soprattutto Ducati, che non aveva lasciato alcun membro della sua squadra in Qatar.

Data l'impossibilità del personale italiano a viaggiare verso Doha, le squadre hanno cercato delle alternative.

Nel caso della Ducati, sono state inviate tre persone: Artur Vilalta, addetto stampa del team, Pedro Rivera Crespo, meccanico di Andrea Dovizioso - entrambi spagnoli - e il croato Kreso Prsa, assistente dello stesso Dovizioso, che non ha avuto problemi ad entrare nel paese martedì.

I tre hanno "impacchettato" le moto e le attrezzatture nella giornata di mercoledì, lasciando tutte le scatone, tranne una, in custodia a chi si occupa della logistica della MotoGP (Dorna, IRTA e DHL), che ora devono capire dove inviarle. L'ultima scatola imballata dallo staff Ducati invece viaggerà direttamente alla volta di Borgo Panigale, perché contiene parti richieste specificamente dagli ingegneri del reparto corse.

 

Per quanto riguarda Aprilia, la casa di Noale, come la Suzuki, aveva avuto la lungimiranza di lasciare uno dei suoi lavoratori italiani in Qatar dopo i test. Questa settimana Antonio Jimenez, ingegnere di Aleix Espargaro, e altri quattro spagnoli si sono uniti a lui per impacchettare tutto il materiale.

Pramac, un altro dei team italiani, ha inviato Felix Rodriguez, il coordinatore del team, insieme ad altri due spagnoli, e i tre sono stati incaricati di organizzare il recupero delle moto e di tutto il materiale.

Nella maggior parte dei casi, i membri di altre squadre presenti in Qatar, sia di MotoGP che di Moto2 e Moto3, si sono prestati ad aiutare con le operazioni di imballaggio.

La Suzuki, che aveva lasciato sul campo sia il personale giapponese che italiano, aveva già tutto imballato da lunedì. Honda e Yamaha, nel frattempo, avevano già completato le operazioni con l'ausilio del personale giapponese, rimasto sul posto.

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