Ducati: Lorenzo può diventare l'arma in più di Dovizioso?

Honda e Yamaha hanno entrambi i piloti in lizza per il titolo, mentre il maiorchino ormai è attardato e potrebbe fare da scudiero al compagno di squadra se riuscisse a confermarsi al livello mostrato al Red Bull Ring.

Ducati: Lorenzo può diventare l'arma in più di Dovizioso?
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team leads
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team, Jorge Lorenzo, Ducati Team

Il Red Bull Ring era sulla carta una pista particolarmente favorevole alla Ducati, ma finalmente ci ha regalato un Jorge Lorenzo in grado di tornare a battagliare con i migliori della classe MotoGP, favorito anche dalla nuova carena che sembra avergli fatto un passo avanti importanti a livello di feeling.

Il maiorchino si è guadagnato un posto in prima fila e ancora una volta si è reso protagonista di un avvio folgorante, mettendosi davanti a tutti. Se al Mugello, a Barcellona e a Brno, i suoi giri al comando erano stati solamente un fuoco di paglia, in Austria il maiorchino è riuscito a mantenere la leadership per ben 11 tornate.

Poi è vero che è calato alla distanza, ma meno rispetto a quanto avevamo visto nelle gare precedente, riuscendo a chiudere al quarto posto, soprattutto a soli 6" dal vincitore, che è stato Andrea Dovizioso con la Ducati gemella.

Tra le altre cose, il tre volte iridato della classe regina si è detto convinto che avrebbe potuto anche artigliare almeno il gradino più basso del podio se non fosse incappato in un problema legato al consumo del carburante, che lo ha obbligato a passare su una mappa più conservativa, ma che gli offriva qualche cavallo in meno.

Se questo è stato solo un bagliore nel buio, come lo era stato il podio di Jerez, lo scopriremo solo nelle prossime settimane. Se così non fosse, però, Dovizioso rischierebbe di ritrovarsi con un bel vantaggio rispetto ai suoi rivali nella corsa al titolo, ovvero con uno scudiero pronto a dargli una mano.

Già durante il weekend di Brno, il maiorchino aveva fatto un'apertura importante in questo senso: "E' troppo presto per pensare di aiutare Andrea nel Mondiale, mancano ancora troppe gare al termine della stagione. Però sarebbe davvero molto bello se la Ducati riuscisse a vincerlo. Se non posso vincerlo io, allora mi piacerebbe che il titolo lo vincesse Andrea. Se devo aiutarlo farò il massimo per fare in modo che questo possa accadere. Avrei fatto la stessa cosa anche prima di arrivare qui".

Del resto, la Ducati da questo punto di vista ha il "vantaggio" di avere solamente uno dei suoi piloti impegnati nella corsa al titolo. Discorso che non vale per la Honda, anche se Dani Pedrosa paga ben 35 punti nei confronti di Marc Marquez, ma soprattutto per la Yamaha, visto che Maverick Vinales e Valentino Rossi sono separati tra loro da appena 9 punti, rispettivamente a -24 e -33 dalla vetta. Gli altri quattro quindi vedono tutti un avversario anche guardando sull'altro lato del proprio box.

In quello della Rossa invece "Desmodovi" ha il doppio dei punti del nuovo arrivato (158, 16 meno di Marquez, contro 79), che invece ormai non ha più alcuna velleità iridata e che può avere solo l'obiettivo di continuare a migliorare il feeling con la sua Desmosedici GP e magari iniziare a togliersi anche qualche soddisfazione per farsi trovare pronto al via del 2018.

Se riuscisse ad inserirsi con più regolarità nelle posizioni che contano potrebbe davvero aiutare Dovizioso, provando a rubare qualche punto prezioso ai suoi avversari. Lo spagnolo era arrivato a Borgo Panigale con l'obiettivo di essere lui l'uomo con cui puntare al titolo. Se riuscisse a dare una mano a provarci al compagno di squadra, giustificherebbe almeno in parte il grande investimento che la Ducati ha fatto su di lui...

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