Dovizioso: "Voglio correre ancora, ma solo se si può vincere"

L'addio del forlivese alla Ducati a fine stagione è stata la notizia del giorno al Red Bull Ring, anche se per ora Andrea non si è sbottonato troppo sull'argomento.

Dovizioso: "Voglio correre ancora, ma solo se si può vincere"

"Non è il momento di parlare di certe cose". E' stata probabilmente questa la risposta più gettonata da Andrea Dovizioso nell'attesissima conferenza stampa Zoom di oggi pomeriggio, a poche ore dall'annuncio della sua decisione di lasciare la Ducati a fine stagione, nonostante per il momento all'orizzionte non sembri profilarsi l'occasione di accasarsi in un'altra squadra.

Ovviamente, tutti avrebbero voluto avere maggiori dettagli sui motivi che lo hanno portato a decidere di voltare pagina dopo otto stagione e dopo essere stati insieme per tre volte vice-campioni del mondo, ma il forlivese non è voluto andare minimamente in polemica con la Casa di Borgo Panigale, per lo stesso motivo per cui ha preso la sua decisione: concentrarsi sulla stagione 2020 e provare a vincere il Mondiale senza altri pensieri esterni.

"Capisco le domande che mi fate e mi piacerebbe rispondere a tutti, ma veramente non è il momento, perché creare una tensione del box è quello che non ci serve in questo momento perché vogliamo essere focalizzati sulla stagione. La decisione è stata presa e si guarda avanti".

Una decisione che comunque non può cancellare i tanti bei momenti che ci sono stati in questi otto anni oltre alle incomprensioni: "E' un mix di sensazioni. Indipendentemente da quello che è successo, abbiamo avuto la fortuna di vivere dei momenti memorabili. Bisogna comunque guardare tutto quello che è stato fatto, anche se a volte ci si dimentica velocemente. Ci sono state tante litigate, ma anche tanta gioia e soddisfazione. Ho trovato tante persone stupende, con cui ho un rapporto bellissimo, quindi ci sono tanti lati positivi di tutta questa storia, che ancora non è finita comunque".

"Dal secondo anno siamo piano piano siamo cresciuti insieme, abbiamo passato dei momenti con tanta sofferenza, ma alla fine siamo arrivati in cima. Non siamo riusciti a vincere il Mondiale fino ad ora, ma ce lo siamo giocati, cosa che non possono dire certi marchi che hanno vinto per tanti anni, quindi c'è tanta soddisfazione. Non sto vivendo questa cosa in modo imbronciato o incattivito. Ognuno prende le proprie decisioni. L'importante è sapere cosa vuoi ed essere a posto con te stesso".

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Qui però arriva il grande punto interrogativo, perché Dovizioso ha detto di voler continuare a correre, ma solo alle sue condizioni. E al momento non sembra esserci spazio per lui nelle squadre di primo profilo.

"Sinceramente non ho nessuna idea in questo momento. Questo fa capire che la decisione non era collegata al mio futuro. Era giusto prenderla, perché era giusto così. Quando fai parte di una situazione in cui credi e in cui abbia senso continuare, allora ci lavori. Quando le cose non vanno in quel modo, allora è meglio prendere questo tipo di decisioni, dato che c'è ancora questa stagione da scrivere. Per come sono andate le prime tre gare, è tutto aperto per tantissimi piloti e quindi essere focalizzati e non preoccuparsi di altre situazioni aiuta quando sei alla ricerca dei centesimi".

"Non ho piani in questo momento, ma nel motorsport le cose possono cambiare molto velocemente. Io ho la stessa voglia di correre di quando mi sono giocato il campionato negli ultimi anni e come spero di giocarmelo quest'anno. Poi se ci sarà la possibilità, dipenderà se arriveranno delle proposte interessanti. Avendo fatto questi risultati negli ultimi anni, so di cosa voglio vivere ed ho la fortuna di non dover trovare un lavoro a tutti i costi per il prossimo anno".

"Io so cosa mi piacerebbe fare e bisognerà vedere se in futuro si aprirà qualche situazione interessante. Ma sono molto rilassato su questo aspetto. Se non fosse stato così, avrei aspettato fino alla fine e magari avrei accettato anche una proposta non ottima da Ducati. Ma non era questo il punto".

A questo punto però qualcuno gli ha fatto notare che forse è un po' troppo rilassato per essere uno che vuole continuare a correre e che non sa ancora quale sarà il suo destino, ma Andrea non ha fatto un passo indietro sull'argomento.

"Ci sono vari modi di correre. Io credo di essere fortunato, perché il mio modo di correre è giocarmi il campionato. Ci vogliamo focalizzare su questo per quest'anno, ma era giusto prendere questa decisione. Per un pilota che è abituato a stare davanti, correre solo per correre non ha senso. Con questo non voglio dire che con Ducati fosse così, è solo che servono anche determinate condizioni e io e Simone vediamo le cose diversamente".

"Se non ci sarà la possibilità di correre, non avrò tra le mani delle proposte interessanti. Io non sono uno che deve andare in moto per forza, perché ho tante altre passioni. So cosa posso fare in MotoGP, ma ci vuole un progetto di un certo tipo. Se arriverà, lo valuteremo, ma se non ci sarà non ha senso correre in MotoGP".

Infine, è tornato anche sui titoli dei giornali di oggi, che avevano ripreso una sua frase secondo cui la decisione sarebbe spettata a Gigi Dall'Igna. Oggi però è stato evidente che non è stato così e Dovizioso ha ammesso di non essersi espresso bene: "Ieri forse mi sono spiegato male. Il futuro della Ducati lo decide Gigi, non il mio. E' diverso".

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