Dovizioso: "Sto lottando con la posizione di guida della M1"

Andrea Dovizioso è tornato ufficialmente in MotoGP sul tracciato di Misano ma sul circuito romagnolo ha faticato non solo per il meteo inclemente, ma anche per una posizione di guida lontana da quella ideale.

Dovizioso: "Sto lottando con la posizione di guida della M1"

Andrea Dovizioso sperava molto probabilmente in un meteo clemente per il suo ritorno in MotoGP in sella alla Yamaha del team Petronas. Misano, però, ha accolto i piloti della categoria regina con molta pioggia che ha condizionato le due sessioni di prove libere.

Dovizioso ha dovuto così prendere le misure alla M1 in condizioni di aderenza precaria. Non il massimo, specie considerando come gli ultimi 8 anni in MotoGP Andrea li abbia trascorsi alla guida della Ducati, una moto concettualmente all’opposto della Yamaha.

I tempi odierni, ovviamente, sono da prendere con le pinze. Dovizioso ha chiuso le FP1 con l’ultimo crono a 2’’5 di ritardo dalla sorpresa Vinales, per poi scalare qualche posizione al termine delle FP2 ed ottenere il ventunesimo riferimento con un gap di 2’’4 da Zarco.

Il motivo di questo ritardo è stato spiegato da Andrea al termine della giornata. La posizione di guida sulla M1 non gli è assolutamente congeniale e lo limita nell’essere un tutt’uno con la moto giapponese.

“Sto ancora combattendo per trovare la posizione di guida corretta, altrimenti sarei stato più veloce, e quando non sei al 100% sulla moto non riesci a trovare il punto di frenata corretto, non riesci a essere perfetto in inserimento e ad essere incisivo a centro curva”.

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Dopo 8 anni in Ducati, ed un breve parentesi in Aprilia per effettuare soltanto dei test, Dovizioso è salito in sella ad una M1 ed ha subito potuto notare delle differenze immediate rispetto alla Desmosedici.

“E’ stata una sensazione molto strana perché la Yamaha è una moto molto differente. È  il modo in cui la moto funziona che è totalmente diverso”.

“La Yamaha è la moto più grande e lunga presente in griglia e se sei un pilota non molto alto come me hai delle difficoltà oggettive. Devo provare ad adattarmi alla M1 perché ci sono delle cose che non possono essere modificate”.

Andrea ha poi spiegato il perché abbia accettato di scendere subito in pista in gara piuttosto che aspettare di debuttare con la Yamaha del team Petronas nel corso dei prossimi test. Il forlivese si è detto consapevole che avrebbe avuto delle oggettive difficoltà nel trovare la posizione di guida corretta, ma ha scelto di affrontare queste problematiche in questo weekend così da arrivare pronto ai test.

“So che c’è del potenziale. Cercheremo di lavorare per migliorare la posizione di guida. Come detto, è una sensazione strana, ma è bello provare cose differenti”.

 “Stamattina abbiamo fatto solo pochi giri sull’asciutto ma mi aspettavo queste difficoltà con la posizione di guida. Sono problematiche normali che solitamente affronti nel corso dei test di fine stagione per poi non averle ad inizio dell’anno successivo. È per questo motivo che ho deciso di correre in gara piuttosto che disputare solo i test. Correndo in gara riuscirò ad approcciarmi al meglio ai test”.

Ovviamente Dovizioso non si è potuto sottrarre alla domanda sulla differenza di potenza tra Ducati e Yamaha, ma Andrea è stato piuttosto diplomatico nel rispondere.

“C’è una differenza di motore. Forse l’Aprilia è una via di mezzo tra Ducati e Yamaha, ma oggi il problema principale non è stato questo o l’elettronica, quanto la posizione di guida”.

“C’è differenza di motore con la Ducati. L’Aprilia forse è una via di mezzo. La posizione di guida mi ha creato più grattacapi piuttosto che la potenza o l’elettronica”.

Andrea, infine, ha spiegato cosa gli sia mancato di più della MotoGP in questi mesi di pausa “forzata”.

“La tensione di confrontarmi con tutti gli altri piloti è stata una delle cose che più mi è mancata in questo periodo”.

Andrea Dovizioso, Petronas Yamaha SRT
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