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Dovizioso: "Se voglio il titolo devo attaccare. Ma non sempre"

Andrea Dovizioso afferma che dovrà attaccare da ora in poi per cercare di recuperare i 18 punti di svantaggio che ha nei confronti del leader del Mondiale, ma anche che non potrà correre sempre con il cuore.

Andrea Dovizioso, Ducati Team

Grazie a un risultato nemmeno troppo brillante ottenuto a Le Mans, Andrea Dovizioso è tornato in lizza per il titolo iridato 2020 di MotoGP. Ora il forlivese della Ducati dovrà cercare di ricucire ulteriormente il divario che lo separa dal leader della classifica iridata, Fabio Quartararo, sul tracciato di Aragon.

Andrea, ora, ha un ritardo di 18 punti dal leader della classifica generale e, da questo fine settimana in poi, non dovrà più commettere errori, né lasciare qualcosa al caso qualora volesse ottenere il primo titolo iridato della carriera in MotoGP.

Dovi, hai visto il posto di Davies su Twitter?
"Sì, ho visto il posto di Chaz. Molto carino. Sono dispiaciuto che non abbia una buona moto per l'anno prossimo. Sono felice per Rinaldi, perché ha mostrato di avere una buona velocità, ma sono dispiaciuto che Chaz. Ora siamo senza un lavoro!".

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Che tipo di fine settimana sarà questo di Aragon?
"Per quanto riguarda questo weekend non so come potrà andare. C'è sempre l'incognita gomme, dovremo capire come andranno. Qui però ci sono delle buone staccate, noi potremmo essere competitivi, ma al momento non posso saperlo con certezza. Credo che le Yamaha saranno molto forti, ma penso che, sebbene questa non sia la miglior pista per noi, nelle ultime stagioni siamo riusciti a gestire bene le gomme e a portare a casa ottimi risultati. Qui farà freddo, sarà difficile far funzionare bene le gomme a causa del freddo. Anche il vento sarà un fattore importante".

Pensi che ad Aragon i tuoi problemi in staccata possano essere attenuati ad Aragon?
"Normalmente soffriamo nelle staccate sui rettilinei, dunque qui ad Aragon dovremmo avere una situazione differente. Ho parlato nella Safety Commission e ho spinto per avere più gomme asimmetriche anteriori. C'è più di una pista in cui necessitiamo di quelle gomme, perché stiamo correndo su piste in cui troviamo temperature più fredde del solito rispetto all'anno passato. Inoltre trovo le gomme asimmetriche più sicure".

In questi giorni sei comunque al centro del mercato... come collaudatore?
"Avere un ottimo pilota, con esperienza, capace di sviluppare la moto penso sia la miglior soluzione per ogni team ufficiale. E' un vantaggio per ogni Casa in situazioni come queste. Sto parlando con tutti. Vedremo cosa succederà in futuro, ma sono contento di essere cercato".

Data la tua competitività sul bagnato, speri di avere tante gare sul bagnato da qui alla fine della stagione?
"Spero di poter lottare per il titolo su pista asciutta. Ora ci sono piloti più competitivi di me ma spero di essere della partita. Qualora ci dovessero essere condizioni di pista bagnata, dovremo cercare di essere competitivi. Sul bagnato in passato siamo stati forti, ma ci sono troppe incognite. Ecco perché vorrei lottare sull'asciutto. Certo, avere l'esperienza che ho nei confronti di alcuni piloti giovani potrebbe fare la differenza, ma anche la moto, le situazioni in cui ci troveremo, le gomme e le piste".

Questo è il momento di attaccare?
"Ora bisogna attaccare, perché dobbiamo recuperare punti se vogliamo vincere il Mondiale. Ora può succedere davvero di tutto, perché possiamo trovare condizioni molto diverse. Per i piloti sarà complicato e potrebbe riaprire certe situazioni. Sarà interessante".

Questo titolo si vince con la testa o con il cuore?
"Con il cuore si possono ottenere certi risultati in situazioni particolari. Pensare a questi livelli di fare 5 weekend col cuore e fare risultato, dal mio punto di vista, non funziona. Per certi momenti può funzionare, ma non sempre. Poi dipende dalle situazioni che si creano. Di base, in una stagione così instabile, fare le cose buttandosi potrebbe portare a fare più errori".

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