Dovizioso: "Ora bisogna attaccare, ma con tranquillità"

Il pilota della Ducati arriva a Motegi con la consapevolezza che sarà importante recuperare punti su Marc Marquez, ma che non bisogna neanche avere troppa fretta, perché con ancora 4 GP i punti in palio sono tanti.

Ormai ci siamo: il Mondiale MotoGP sta per entrare nella sua fase più calda, con l'inizio della tripletta asiatica, e per la prima volta nella sua carriera Andrea Dovizioso arriva a questo punto della stagione con buonissime chance di continuare a sperare nel titolo iridato.

Il pilota della Ducati è secondo in classifica, con 16 punti da recuperare su Marc Marquez. Considerando che Motegi è sulla carta una pista favorevole alla sua Ducati, per il forlivese potrebbe essere fondamentale riuscire a stare davanti al rivale della Honda in Giappone. Tuttavia, Andrea ha lasciato intendere di non avere alcuna intenzione di attaccare a testa bassa, ma di voler continuare ad usare la testa come ha fatto fino ad ora.

"Dobbiamo recuperare punti il prima possibile, ma mancano ancora quattro gare e quindi ci sono tanti punti in palio. Sappiamo benissimo quante cose possono succedere in quattro gare, soprattutto se ci sono condizioni instabili. Bisogna attaccare, ma con tranquillità, perché di punti ce ne sono tanti, non mancano una o due gare" ha detto "Desmodovi".

Quando gli è stato fatto notare che forse nelle ultime gare è stato anche troppo calcolatore, ha aggiunto: "Io penso che se siamo messi così a questo punto della stagione, vuol dire che siamo stati bravi. Poi c'è chi può pensare che si poteva fare di più nelle ultime gare, ma sono i soliti ragionamenti che è facile fare da fuori e io sono molto soddisfatto della situazione in cui siamo".

Secondo lui poi non si possono fare strategie pensando a piste favorevoli o sfavorevoli, bisogna sempre cercare di tirare fuori il massimo da ogni situazione, perché questo è l'atteggiamento imposto dalle gomme Michelin.

"Nessuno può permettersi di fare queste strategie per le caratteristiche delle gomme e delle moto che abbiamo adesso. Credo che tutti siano molti al limite e che nessuno abbia la possibilità di fare troppo la differenza. Bisogna interpretare ogni situazione e quando c'è la possibilità portare a casa il massimo, sempre. Nelle quattro gare che ho vinto non ero superiore, ma le ho gestite bene. Come hanno fatto tante volte anche Marquez e Vinales. E' il secondo anno con Michelin e ormai abbiamo capito che bisogna fare così, quindi credo che questo è l'approccio che bene o male avranno tutti".

Tra le altre cose, in questo weekend sembra molto probabile l'incognita della pioggia, perché le previsioni vanno in quel senso per tutte e tre le giornate del fine settimana giapponese.

"Noi nelle ultime gare sotto l'acqua siamo sempre stati veloci, ma non come negli anni passati. Potrebbe anche essere positivo questo aspetto, perché potremmo avere più di un turno per lavorarci. Quando acqua c'è in pista fa la differenza per capire se si può lavorare o meno. Bisogna aspettare domani, ma siamo tranquilli, perché se piove o non piove non è una preoccupazione".

Una situazione che potrebbe sfavorire in particolar modo il terzo incomodo nella corsa al titolo, lo spagnolo Maverick Vinales, che quest'anno ha sempre faticato sul bagnato.

Anche in questo caso però Dovizioso non si lascia andare a pronostici: "Io questi discorsi non riesco a farli in questo momento, perché so quanto è forte. Ha avuto degli alti e bassi nel corso della stagione, ma abbiamo visto cosa può fare quando è a posto. Poi non abbiamo ancora la certezza che ci sia bagnato, quindi fino al momento della gara questi discorsi non si possono fare, anche perché ci sono tanti piloti che stanno andando forte".

Informazioni aggiuntive di Oriol Puigdemont

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP del Giappone
Circuito Twin Ring Motegi
Piloti Andrea Dovizioso
Team Ducati Team
Articolo di tipo Intervista