Dovizioso: "Non posso guidare come negli ultimi anni"

Il ducatista è convinto di aver fatto un passo avanti nella compresione della nuova carcassa posteriore, che però non gli consente ancora di sfruttare i punti forti della Rossa.

Dovizioso: "Non posso guidare come negli ultimi anni"

Gomme, gomme, gomme. Questo sembra essere diventato un tema ricorrente, quasi un'ossessione per Andrea Dovizioso. Arrivati su una pista come Brno ci si aspettava di rivedere il forlivese e la sua Ducati nelle posizioni di vertice, ma la prima giornata di prove del Gran Premio di Repubblica Ceca si è conclusa con il 15esimo posto.

E' vero che il vice-campione del mondo non ha cercato il time attack e che il suo passo gara non è sembrato affatto male. Tuttavia, nonostante un passo avanti rispetto a Jerez, la Desmosedici GP non sembra ancora sposarsi alla perfezione con la nuova carcassa più morbida della Michelin, che su una pista sconnessa come quella ceca sta generando tanto pompaggio per tutti. Se non altro, le gomme sembrano avere anche un degrado importante, quindi si va nella direzione di una gara di gestione, quelle in cui Dovizioso solitamente è maestro.

"Il lavoro in questo momento è diverso per tutti. Dobbiamo ancora adattarci alle gomme, invece che lavorare e scegliere quella giusta per la gara. C'è chi è colpito di più da questa cosa e chi meno. Purtroppo si parla tanto di gomme ed è abbastanza normale, perché condizionano tantissimo tutto. Però credo che sia un insieme di circostanze: la gomma di quest'anno ha una carcassa più morbida e probabilmente reagisce in questo modo" ha detto Dovizioso.

"Se andate a guardare i pompaggi delle moto, sono incredibili. Non si riesce a gestire i movimenti in maniera lineare, ma fortunatamente, guardando le immagini, è una cosa che vale anche per gli altri. L'asfalto è davvero bucato, ma la reazione è più dovuta all'angolo di piega che abbiamo quando siamo in trazione e alle caratteristiche della gomma che al resto".

"Però quando le regole sono uguali per tutti, bisogna adeguarsi e basta. Sinceramente, in frenata mi sono sentito molto meglio oggi che a Jerez. Vediamo se basterà, perché il calo della gomma è stato talmente importante per tutti, che quello fa la differenza più che la velocità. Se partiremo per la gara in queste condizioni, nessuno potrà spingere dall'inizio. Ma è solo venerdì, quindi vediamo domani cosa succerà. Io comunque ho fatto il mio tempo con la dura e non sono molti che hanno fatto 1'57" con quella".

La speranza che il grip possa migliorare gommando la pista sembra piuttosto remota per il ducatista, che ha spiegato che la situazione è addirittura peggiorata nel turno del pomeriggio, nonostante la temperatura non fosse rovente.

"Speravamo in questo stamattina, ma non è andata così, perché nel pomeriggio era peggio. A volte può succedere che il giorno dopo possa migliorare il grip. Però oggi al pomeriggio non ci sono state temperature tali da dire che non si andava troppo forte a causa del caldo. Stamattina c'era sporco, quindi eravamo convinto che pomeriggio sarebbe migliorato il grip. Invece appena siamo entrati la pista era più lenta. L'asfalto ha 12 anni, quindi non cambia molto la gomma a terra. Ma soprattutto le gomme ti condizionano molto nella guida".

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Inevitabilmente, al vice-campione del mondo è stato chiesto anche del suo morale in un momento in cui il rinnovo con la Ducati sembra essere un affare sempre complicato. Andrea però sembra quasi non volerci pensare.

"Il morale in questo momento non è giù, anche se sto vivendo una situazione particolare e nuova. Ma io non voglio dare troppa importanza a tutto quello che succede, altrimenti saremmo sempre troppo limitati. Tanto non si può mettere tutti d'accordo nella vita, sia nello sport che a livello personale, quindi è meglio concentrarsi sulle cose che sono più importanti per me o almeno su quelle che posso condizionare. Poi è meglio guardare avanti perché lamentarsi, come verrebbe da fare, non serve a niente. Cerchiamo di fare bene qua".

In queste prime uscite non è stato facile inquadrare il valore della nuova Desmosedici GP. E' stato quindi chiesto a Dovizioso di provarci, ma il discorso ancora una volta è tornato a mirare sulle gomme.

"Valutare una moto è sempre difficile e in questo momento poi è troppo presto. Per prima cosa perché abbiamo corso su una pista sola e con temperature improponibili. Poi siamo arrivati qui a Brno, in una condizione mai provata, con pompaggi davvero importanti per tutti. La carcassa nuova condiziona tutti e non è chiara: essendo più morbida, è più reattiva, quindi non riesci ad avere un comportamento costante. Non voglio puntare il dito sulla Michelin, perché le gomme sono uguali per tutti, ma questa è una situazione che condiziona il lavoro. Io solitamente a Brno sapevo che potevo contare su una grande uscita di curva, ma in questo momento stiamo pompando da far paura. Non posso guidare come gli ultimi anni in punti in cui ero particolarmente forte. Ma sono tutte cose che scopri solamente quando sei in pista".

Infine, ha indicato quali sono secondo lui i motivi per cui Pecco Bagnaia nelle prime due gare della stagione è riuscito ad essere più efficace in frenata rispetto agli altri ducatisti.

"Ho una mia idea. Lui nel 2019 frenava in un modo che lo rendeva veloce sul giro singolo, ma non in gara. La sua frenata non era corretta per le gomme dell'anno scorso, quindi ha dovuto modificare meno la sua guida rispetto a quella degli altri. Queste gomme richiedono un modo di guidare diverso, perché hanno più grip, quindi la moto cerca di stare più dritta" ha concluso.

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Andrea Dovizioso, Ducati Team
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