Dovizioso: "Miller e Bagnaia non fanno la differenza sul passo"

Qualifica disastrosa per il ducatista, che scatterà 14esimo, ma non vuole fare confronti con le ottime prestazioni dei piloti Pramac, perché il passo è simile.

Dovizioso: "Miller e Bagnaia non fanno la differenza sul passo"

Se il terzo posto della settimana scorsa era stato un'impresa per Andrea Dovizioso, questa volta il pilota della Ducati avrebbe bisogno di un vero e proprio miracolo. Il secondo sabato di Jerez de la Frontera, quello del Gran Premio d'Andalusia, è stato a dir poco disastroso per il forlivese: non solo ha mancato l'accesso diretto alla Q2, ma poi non è riuscito a guadagnarsela neanche nella Q1 e quindi domani andrà a schierare la sua Desmosedici GP addirittura in 14esima piazza.

Una posizione che renderà molto complicata la sua gara domani, ma che dice molto anche delle difficoltà che sta trovando a trovare il giusto feeling tra la sua Desmosedici GP e la nuova gomma posteriore introdotta quest'anno dalla Michelin.

"Se vi ricordate bene, nelle interviste della settimana scorsa ero contento della terza posizione, ma non del resto. La conferma è quello che sta succedendo. Speravamo di fare uno step in avanti in questo weekend e lo abbiamo fatto a livello di set-up, perché mi trovo meglio sull'anteriore, ma non ci siamo ancora in frenata, nella gestione della gomma posteriore. Se non ero contento domenica scorsa della velocità c'era un motivo e ancora non sono fluido. Non sto guidando come so che devo guidare, ma c'è ancora qualcosa che dobbiamo mettere a posto" ha detto Dovizioso.

Partendo 14esimo, non ha molto da perdere, quindi potrebbe anche andare in gara con una soluzione d'assetto alternativa. Del resto, questa stagione compressa impone di usare anche le gare come test se bisogna trovare il bandolo della matassa.

"Ancora non abbiamo deciso, ma forse domani proveremo qualcosa di completamente diverso, quindi mai dire mai. Purtroppo ci tocca di usare i weekend di gara per metterci a posto. Non siamo in una situazione come l'anno scorso in cui lavori sui dettagli per sfruttare al meglio la gomma. Ci dobbiamo ancora centrare sulle caratteristiche della gomma e quindi dobbiamo utilizzare tutti i turni per quello, compreso il Warm-Up di domani mattina, anche se le condizioni saranno molto diverse rispetto alla gara".

Anche il compagno di squadra Danilo Petrucci ha denunciato dei problemi simili, dicendo di avere difficoltà soprattutto a rallentare la moto al posteriore e quindi in inserimento di curva.

"Io e lui guidiamo in maniera diversa, ma ci succede la stessa cosa. Però non direi che la moto è diversa tutte le volte: non avendo la gestione dello slide come vorrei, ogni volta succedono cose differenti e di conseguenza non sono costante e quindi è difficile fare un buon tempo quando devi spingere. Non essendoci ripetitività, non riesci a lavorare su certi dettagli. Se guardate i miei run, su sei giri ne riesco a fare solo uno o due buoni. Non è il mio modo di lavorare e questa è la conferma del fatto che dobbiamo migliorare la gestione di frenata ed inserimento".

Di contro, ci sono i due piloti del Pramac Racing, Pecco Bagnaia e Jack Miller, che sembrano risentire molto meno di questa situazione, con l'italiano che è andato addirittura a prendersi la prima fila. Secondo il vice-campione del mondo però il loro è un vantaggio solo sul giro secco, ma poi sul passo non c'è tutta questa differenza.

"Miller e Bagnaia hanno uno stile ancora diverso, ma riescono a gestire meglio le cose. Sono stati bravi ad adattarsi a questa situazione, ma fanno la differenza solo con la gomma nuova, non sul passo. Non sono più veloci in generale. Se riusciremo a migliorare quello che pensiamo, potrebbe essere un vantaggio per tutti".

Quando gli è stato domandato quale possa essere un obiettivo realistico per domani, Andrea non si è sbilanciato troppo, dicendo che dipende da tanti fattori e che comunque in questo momento per lui è quasi più importante mettersi a posto che tutto il resto.

"Dipende tanto dalla partenza e dalla posizione in cui sarò ad inizio gara, perché al momento ho un buon passo se sono in mezzo a quelli davanti. Se devo recuperare, soprattutto qui a Jerez, dove se sei dietro ti aumentano le temperature della moto e delle gomme e non riesci ad andare fuori di linea, la cosa si complica davvero tanto. Questa è una pista su cui fai davvero fatica a fare la differenza. Non voglio neanche pensarci troppo. Sono davvero focalizzato su cosa provare domani mattina nel Warm-Up e poi pensare a che strategia possiamo fare".

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Nonostante siano davanti, anche piloti come Fabio Quartararo e Valentino Rossi hanno espresso delle perplessità sulle gomme, ma il ducatista non sembra sorpreso di questo, perché hanno imposto un cambio radicale rispetto al passato.

"L'anno scorso le abbiamo provate durante la stagione e nessuno voleva prendersi dei rischi. Poi quando abbiamo iniziato i test invernali ed abbiamo iniziato ad averne tutti le quantità giuste per lavorare, sono venute fuori certe caratteristiche per tutti. Poi c'è chi ha più problemi e chi ne ha meno. Di fatto, la gestione di questa gomma è diversa. Era da tanti anni che guidavamo in un certo modo e adesso non si può più. Questo è un lavoro che purtroppo richiede sempre del tempo".

"Io credo che anche Quartararo e Rossi non sono contenti perché se vai a vedere i tempi, il passo si alza abbastanza anche per loro tra il primo ed il secondo run. Ogni moto però ha le proprie reazioni, quindi non posso parlare per la loro. A noi purtroppo ci sta condizionando anche a livello di velocità pura, perché poi se andiamo a vedere il passo, Valentino non è messo tanto meglio, solo che lui è quarto e io parto 14esimo. La differenza l'ha fatta non riuscire a fare un giro buono e non entrare nella Q2. Questo ha complicato tutto".

Non poteva mancare un commento per la tentata impresa di Marc Marquez, tornato in sella alla sua Honda a soli 4 giorni dall'operazione all'omero destro fratturato domenica scorsa, che però si è conclusa comunque con un forfait per la gara di domani.

"Credo che abbia fatto ancora qualcosa di speciale. Con quello che si è rotto, bisogna togliersi il cappello già solo di fronte all'intenzione di provarci. Ma ha dimostrato anche intelligenza decidendo di mollare quando ha capito che non aveva la forza per fare la gara".

Ricordando che anche lui in realtà è reduce da un'operazione abbastanza fresca alla clavicola, a Dovizioso è stato chiesto se questa stesse incidendo, ma bisogna dire che la sua risposta è stata decisamente onesta.

"Per la spalla ho zero problemi, davvero. Mi dimentico totalmente. L'unico motivo per cui mi ricordo della clavicola è che mi devo mettere un cerotto sopra alla ferita quando mi metto la tuta perché è sensibile. Per il resto davvero zero problemi".

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