Dovizioso: "Mi sento leggero, ma anche incazzato"

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Dovizioso: "Mi sento leggero, ma anche incazzato"
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Con il sesto posto di Portimao, il forlivese si è piazzato quarto nel Mondiale, ma oggi l'emozione era soprattutto per la sua ultima gara in Ducati dopo un'avventura di ben otto anni. Averla conclusa lo ha fatto sentire leggero, ma Andrea non ha nascosto anche un pizzico di rabbia per non aver trovato la moto giusta per il 2021.

Ora è finita per davvero. Da questa sera Andrea Dovizioso non è più un pilota della Ducati. E fa strano dirlo, visto che è stato il suo condottiero più brillante negli ultimi otto anni, con 14 vittorie, il titolo sfiorato nel 2017 e la conferma come vice-campione nel biennio successivo.

Anche in questa stagione, che è stata deludente sotto molti punti di vista, alla fine è stato il migliore tra gli uomini in Rosso, riuscendo ad artigliare il quarto posto nel Mondiale e mancando il podio iridato per appena 4 punti. Tuttavia, la decisione di non continuare è arrivata per via di un rapporto ormai logoro con i vertici di Borgo Panigale e quindi il forlivese non ha nascosto di sentirsi più leggero pensando a domani, perché la sua speranza è che questa sia la conclusione del capitolo Ducati, non di quello MotoGP.

"E' tutto il weekend che dico che non voglio viverla come la mia ultima gara, ma come la mia ultima gara in Ducati. Poi cosa succederà in futuro non lo sappiamo. Indipendentemente da com'è andata quest'anno, pensare di continuare con Ducati in questa situazione non è quello che avrei voluto. Quindi mi sento leggero nel senso che, in una situazione in cui non ti senti comodo e non sei d'accordo su certe cose, non doverci avere più niente a che fare ti fa sentire più leggero" ha spiegato Dovizioso.

"Questa situazione finisce oggi e non la vivo male per questo motivo qui. Poi mi mancheranno tante cose, perché quando si parla di Ducati si generalizza, ma ho degli ottimi rapporti con la maggior parte delle persone che ci sono qui e il rapporto con la mia squadra è speciale, avendo corso otto anni insieme si è instaurato un qualcosa di davvero bello. Sicuramente mi mancheranno anche tante cose" ha aggiunto.

Quando però gli è stato domandato di descrivere con un solo aggettivo il suo stato d'animo odierno, ne ha aggiunto un altro accanto a leggero, senza nascondere che un po' l'idea di non essere in MotoGP il prossimo anno gli pesa.

"E' un po' difficile e usare un aggettivo solo sarebbe sbagliato. Come ho detto prima, mi sento leggero, ma anche incazzato, perché mi sento competitivo, forte, e quindi non avere la possibilità di correre in MotoGP il prossimo anno, in un'altra situazione, mi scoccia. Adesso avrò il tempo per dedicarmi ad altre cose, ma sappiamo come è fatto il motorsport e come cambiano rapidamente le cose, quindi saremo sicuramente sul pezzo".

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Quando è transitato sul traguardo in sesta posizione, dopo una bella rimonta dalla 12esima casella dello schieramento, ad attenderlo sul traguardo c'era una tabella con la scritta "grazie Andrea". Dopo aver spiegato che centrare il quarto posto nel Mondiale è stato quasi una mezza impresa nella gara di oggi, ha quindi ringraziato nuovamente i suoi ragazzi.

"Negli ultimi anni sono cambiato abbastanza e mi emoziono di più, ma di base non sono uno che si emoziona facilmente. Ero totalmente focalizzato sul campionato, perché con l'obiettivo di finire quarto avevo sei piloti da tenere d'occhio. Non capivo se la mia posizione bastasse per rimanere davanti a Pol Espargaro e avevo tre piloti dietro che stavano andando più forte e dovevo bloccarli".

"Stavo facendo davvero fatica anche con le avambraccia, quindi non riuscivo più ad essere preciso, ma avevo percepito che forse ce l'avevamo fatta. Sono molto contento di questa cosa, perché partendo 12esimo fare quarto in campionato era difficile, ma ce l'abbiamo fatta anche stavolta. E' bello, ma tutti questi anni sono stati fantastici a livello di relazione con la mia squadra. Sicuramente questa cosa mi mancherà".

Oggi la Ducati ha festeggiato anche il titolo Costruttori, il suo primo Mondiale dopo la "Tripla Corona" del 2007 firmata Casey Stoner. Ieri Dovizioso aveva detto di non essere troppo interessato a questa cosa, anche se di fatto questo rimane l'unico titolo della sua era in Rosso. Cosa che ha confermato pure dopo la gara: "Obiettivamente, rimango della stessa idea di ieri" ha tagliato corto.

Nel futuro più immediato, ad attenderlo c'è il suo grande amore, il motocross: "Il mio programma è fare più motocross. Non avendo l'impegno della MotoGP, sono più libero. Mi piace l'idea di potermi dedicare a questo e sono contento di fare questa cosa".

Infine, qualcuno gli ha anche domandato se nel suo futuro pensa alla possibilità di creare un suo team o di lavorare alla crescita dei giovani talenti e Andrea ha detto: "Mai dire mai, perché nella vita non sai mai come possa andare. Ma io sono sempre stato dalla parte del pilota e vedendo tutte le beghe che ci sono per gestire un team, sarebbe da kamikaze farlo (ride). Lo puoi fare se hai tanta passione o vuoi intraprendere un progetto particolare. Più che fare un team, credo che potrei dare qualcosa lavorando a livello tecnico con i piloti, ma non sono ancora pronto per questo".

Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, Stefan Bradl, Repsol Honda Team

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Serie MotoGP
Evento GP del Portogallo
Sotto-evento Gara
Location Algarve International Circuit
Piloti Andrea Dovizioso
Team Ducati Team
Autore Matteo Nugnes