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Dovizioso: "Le vittorie non mi appagano perché miro a vincere altro..."

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Dovizioso: "Le vittorie non mi appagano perché miro a vincere altro..."
Di:
7 set 2017, 14:49

Il forlivese della Ducati arriva nel GP di casa a Misano Adriatico e afferma: "La pressione si sente anche quando i tifosi mi fermano e mi parlano del titolo. Ma noi continueremo a lavorare come abbiamo fatto a Silverstone".

L'A.D. Ducati Claudio Domenicali con i piloti Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso e Michele Pirro presentano il V4 della Desmosedici Stradale
Cal Crutchlow, Team LCR Honda, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Jorge Lorenzo, Ducati Team
Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing, Andrea Dovizioso, Ducati Team, Valentino Rossi, Yamaha Fact
Podio: il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team
Podio: il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team
Il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team

Per Andrea Dovizioso e la Ducati questo fine settimana non potrà che essere speciale. Il forlivese si è presentato al "Marco Simoncelli" di Misano Adriatico da leader del Mondiale e lotterà con la sua Rossa davanti al pubblico di casa da reale contendente a quello che, se dovesse arrivare, sarebbe il suo primo titolo mondiale della carriera della classe regina del Motomondiale.

"Già il viaggio da casa a qui è stato molto piacevole. E' stato un viaggio da leader del Mondiale ed è stato bello. E' una sensazione nuova, molto bella, ce la stiamo godendo e ce la dobbiamo godere bene, perché ora la pressione aumenta e anche le aspettative", ha subito dichiarato "Desmodovi". "Quando fai così bene tutti si aspettano grandi risultati e sempre di più. Logicamente arrivano alla gara di casa c'è tanta pressione, ma vedremo come sarà domani".

"Il test a Misano lo abbiamo fatto tutti, siamo in una situazione simile, ma quando veniamo qui spesso l'asfalto è molto caldo, ci sono 45-50 gradi, invece nel weekend gara c'è una temperatura più bassa e questo avrà effetti diversi nelle gomme, che saranno le stesse che abbiamo usato nei test però si comporteranno diversamente. Il lavoro fatto dovremo riadattarlo per le condizioni che troveremo. Sembra poi che anche il meteo sarà instabile. Tutto sarà imprevedibile. Dobbiamo lavorare sereni e tranquilli. Non è il nostro circuito preferito, ma non lo erano anche altri dove poi quest'anno siamo andati molto forte. Dunque tranquilli e vediamo di lavorare nel migliore dei modi da domani".

Misano sarà la gara di casa per Andrea, ma non ancora quella decisiva in ottica Mondiale: "Non è una gara decisiva. E' una gara come un'altra. Si parla già di campionato ma non è il momento. Ci sono ancora tantissimi punti e, come accaduto negli ultimi anni, il Mondiale può cambiare direzione di gara in gara. Quindi alcune gare fa Marquez era lontanissimo dai primi, poi tre gare fa era primo e sembrava imbattibile. Ora non è più primo e non ha senso fare troppi pronostici e pensare sia decisiva. Vogliamo solo fare bene in questa gara perché è quella di casa per noi. Vogliamo fare bene per i tifosi. E' una gara come un'altra. Dobbiamo solo portare a casa il massimo".

Dalla vittoria del Mugello in poi, la vita di Andrea è cambiata. Ora, quando i tifosi lo fermano per una foto, l'argomento di discussione principale è inevitabilmente il titolo mondiale.

"All'inizio in questi giorni vedere tutta questa gente dà più pressione. Quando ti incontrano per fare le foto ti dicono 'bisogna portare a casa il Mondiale!', come se fosse già fatta, ma non è per niente fatta! Ti vedono da un punto di vista diverso da prima. E' bello ma non è la realtà. La forza ora è tramutare tutto in realtà nel fine settimana. E' bello vedere che si aspettano tanto da noi ma ora noi dobbiamo cercare di portare a casa il massimo. Non esiste il braccino, guai a pensare di portare a casa il campionato. Approcceremo questa gara come abbiamo fatto a Silverstone".

"Quando inizi a vincere non sei mai appagato. E' una bellissima sensazione e ne vuoi sempre di più. E' una droga. Non sono appagato, anche perché l'obiettivo non è vincere la gara, è un altro... Una volta che hai vinto la gara hai sensazioni bellissime, ma poi sei subito configurato alla gara successiva e a cosa potrà accadere per tentare di portare a casa il massimo".

Nel corso del momento dedicato alla stampa di questo pomeriggio all'Hospitality Ducati, ad Andrea è stata posta una domanda riguardo i suoi sogni. In particolare se in questo periodo si stia sognando in sella alla sua moto nel corso della gara.

"Sì, quest'anno mi è capitato di sognarmi mentre pilotavo. Ma è una cosa che mi capita da sempre. A volte i sogni riguardano delle cadute. Sogno che sono in curva, mi si chiude l'anteriore e cado. Noi combattiamo sempre con il limite, a ogni curva che fai. E a volte mi sveglio con la chiusura dell'anteriore. Non succede spesso, dormo bene di notte, ma capita!".

Tornando ad argomenti inerenti alla pista, Dovizioso ha fatto chiarezza sull'utilizzo della carena. Lorenzo certamente la userà perché dice di trovarsi meglio in frenata e in curva, mentre il forlivese non ha ancora deciso se servirsi o privarsi della nuova soluzione pensata da Gigi Dall'Igna.

"Non so se usare la carena qui. Siamo molto indecisi. Vedremo le condizioni, come partire e se fare delle prove durante il weekend. Ma dovremo vedere anche dalle condizioni meteo. Se non avremo quattro turni di libere con il sole faremo fatica a fare comparazioni chiare. E' un po' complicato ma useremo la carena come un'arma in più a nostro favore da poter provare nel weekend".

Per concludere il suo intervento, Dovizioso ha parlato dell'assenza di Valentino Rossi, del suo infortunio e delle modalità d'allenamento dei piloti di MotoGP.

"Uno sport più adatto di altri per essere preparato alla MotoGP non esiste. Una preparazione perfetta non esiste. Uno deve conoscersi, lavorare sui propri limiti e amplificare i propri vantaggi. Dipende poi da dove si arriva. Io arrivo dal motocross e ho la situazione un po' più sotto controllo rispetto a ragazzi che hanno iniziato a praticarlo che erano più grandi. Io sono dell'idea che ci si debba allenare su tutto per essere più allenati a guidare una MotoGP. E' una moto estrema. Per questo serve diversificare il più possibile l'allenamento per cercare di avere più carte nel momento che devi portare al limite una MotoGP. Questo ti espone però a molti rischi e quando ti alleni non puoi certo farlo al 60-70%. Per noi sarebbe troppo facile. Per migliorarsi serve fare di più e i rischi aumentano. Ma bisogna mettere sulla bilancia tutto. Preferisco prendermi più rischi ed essere preparato per la MotoGP. Pur essendo consapevole di poter fare errori. Ma la MotoGP è estrema e non voglio farmi trovare impreparato in gara. Inoltre il livello di piloti e moto è così alto che devi essere pronto".

"Impossibile dire se l'assenza di Rossi sia un vantaggio o uno svantaggio. Dipende come vanno le gare. Se sei sicuro di andare sempre a podio e lottare per la vittoria allora è un vantaggio, ma se sei quinto o sesto e lui è davanti a te non lo posso sapere. La Yamaha è stata molto altalenante quest'anno, non si può mai sapere cosa sarebbe potuto accadere. Quel che è certo è che mi dispiace molto che manchi Valentino, perché è una grossa mancanza. Questa è la gara di casa, poi si perde un contendente per il campionato, lui era in lotta. Non è mai bello in questo modo e mi dispiace. Sicuramente un pilota in meno nella lotta forse può essere meglio, ma Maverick, Marc e Pedrosa ci sono e saranno fortissimi sino alla fine".

Informazioni aggiuntive di Matteo Nugnes

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