Dovizioso: "Il 2020 è l'anno della sfida. Al mercato non penso"

Il forlivese della Ducati si appresta a iniziare l'ennesimo anno a Borgo Panigale, in cui proverà a portare a casa il titolo iridato di MotoGP: "Sono pronto e rilassato. Ma non ho aspettative".

Dovizioso: "Il 2020 è l'anno della sfida. Al mercato non penso"

Andrea Dovizioso si appresta a iniziare l'ottava stagione da pilota ufficiale Ducati in MotoGP. Dopo 3 stagioni in cui è stato sì tra i grandi protagonisti della classe regina del Motomondiale, ma sempre relegato al secondo posto nel Mondiale, sembra giunto anche per lui il momento di raccogliere i frutti dalla semina fatta in questi anni in cui è cresciuto assieme alla Casa di Borgo Panigale.

Nel corso dell'inverno, Andrea - che si è presentato a Palazzo Re Enzo di Bologna con un casco tutto nuovo e di grande impatto visivo - ha svolto una preparazione minuziosa per arrivare all'avvio dei test di Sepang, in Malesia, nella miglior forma psicofisica possibile. L'obiettivo è avere forza e lucidità per compiere le scelte migliori sul materiale già provato e quello nuovo preparato dalla Ducati per iniziare il Mondiale con una moto competitiva, che possa consentirgli di lottare per il titolo Mondiale Piloti.

"Se vogliamo guardare in modo obiettivo e logico partiamo da Marquez che ha vinto il titolo con 140 punti di margine", ha subito affermato il forlivese con il solito atteggiamento di chi è consapevole della propria forza, ma anche di quella mostrata negli ultimi anni dal principale avversario. "Dobbiamo battere lui. Ma secondo me non è proprio così. Lui è il pilota da battere ma ogni anno ha la sua storia. Ma ci sono cambiamenti in ogni settore. Dalle gomme alle carene, con queste che saranno diverse per tutti. Ci sono solo tanti punti interrogativi per tutti e nessuno può sapere le dinamiche. Dobbiamo focalizzarci nel fare le scelte giuste nel materiale che abbiamo. Lavorare sulle rifiniture e arrivare nel miglior modo possibile all'inizio. Noi speriamo di lottare per il titolo e non solo per arrivare secondi".

Cosa dovrete fare per evitare che si ripresenti la stessa situazione vissuta nel 2019, dove Marquez ha letteralmente dominato la stagione?
"Lo scorso anno non avevamo la velocità per giocarcela con Marc. Marquez è stato il più veloce di tutti quasi tutte le gare. Quando c'è una situazione così non ce n'è per nessuno. Di base dovremo essere più veloci e poi gestire bene tutte le dinamiche. mi aspetto però avversari più forti. Penso alle Yamaha, con Vinales e Quartararo soprattutto che nella seconda parte del Mondiale hanno fatto paura. Loro inizieranno il Mondiale con una mentalità differente. Non sarà solo un duello tra me e Marquez. Ce ne saranno altri e il campionato sarà combattuto".

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Abbiamo visto tanti cambiamenti grafici sulla tua tuta e il casco...
"I cambiamenti vengono fatti quando c'è un senso. Ho lavorato con il mio ex fisioterapista e artista soprannominato 'Grizzly'. Ha tante idee, mi conosce bene e quando hai voglia di fare i cambiamenti lui ha le idee giuste. Sia il nome sul sedere, il font del numero, il casco. Il numero deriva da quello usato sulla moto da cross. Mi piaceva ed è per quello che lo abbiamo cambiato".

Qual è il senso del nuovo casco?
"Il senso del casco... Se andate a leggere chi era Pegasus che andava in onda nel 1986, quando sono nato io. Era un cavallo alato, bianco. Continua il discorso e il senso dei cavalli. Esteticamente poteva venire bene e Starline ha fatto un grande lavoro. Non sarà facile capire che è il casco di Pegasus a causa degli sponsor, ma gli occhi si vedranno particolarmente bene e penso che in tv sarà bello".

In che condizione arrivi all'inizio della nuova stagione rispetto a 12 mesi fa?
"Io quest'anno sono più tranquillo rispetto all'anno scorso. Nel senso che cerco di vivere alla giornata. E' importante perché può aiutarmi a raggiungere il mio risultato senza pensare al contratto e a queste cose. I risultati fanno la differenza. Dobbiamo cercare di fare il massimo. A Borgo Panigale hanno lavorato tanto per migliorare la moto, io ho fatto una gran preparazione quest'inverno e voglio arrivare rilassato all'avvio della stagione perché penso possa essere molto importante per fare bene".

Sei soddisfatto del lavoro che avete fatto sulla moto nuova?
"Non posso definire il lavoro sulla moto nuova. Abbiamo avuto feedback dagli ultimi test ma non abbiamo ancora definito il materiale. Spero di poterlo fare in Malesia. Arriveranno novità ma non so quando. Siamo in una situazione in cui non dobbiamo stravolgere tutto. E' questione di dettagli. Non è ancora sufficiente. Dipenderà da tanti fattori, non ultimo come si provano le novità e quali scelte faremo. Si tratta della quinta evoluzione della moto 2016".

Mettiti nei panni di un giornalista e dai un titolo alla tua stagione 2020...
"Il titolo della mia stagione? Quello che ho scritto sulla tuta. Imperterrito. No, vi prendo in giro. E' una definizione che ben si sposa alle mie caratteristiche. E' una stagione, per me, della sfida. Sono tranquillo e focalizzato sul lavoro. Su quello mio e quello da fare sulla moto. Abbiamo iniziato nel mese di dicembre facendo delle rifiniture. Ho già fatto tante settimane facendo allenamenti. Sono allenato, pronto e rilassato. Sarà fondamentale arrivare così ai test e dovremo definire il materiale già provato e quello nuovo. Io dovrò arrivarci in questa situazione".

Quest'anno scade il tuo contratto con Ducati. Cosa pensi potrà accadere? Ci stai pensando?
"Nel mercato tutto potrà succedere. Non è il momento di parlarne. Quello che conta sono i risultati in pista e devo focalizzarmi su questo. Lo sto facendo da metà dicembre e poi mi concentrerò sulla moto in Malesia. Quello sarà un momento importante perché si ripercuoterà sulla stagione. Per il resto si vedrà. Per tutti, piloti e case. E' un mercato molto aperto in cui può succedere di tutto, oppure no. Ma sinceramente ora non mi cambia nulla".

inizi il 2020 molto rilassato. Vuoi dire che all'inizio del 2019 non lo eri?
"Nel 2018 abbiamo finito la stagione davvero veloci, mentre nel 2019 non siamo ripartiti nello stesso modo. Non eravamo così forti. Per vari motivi. E' ben chiaro cosa sia successo, ma è andata così. Dunque avere troppe aspettative o dire certe cose, ora non ha senso. Può succedere di tutto da ora alle prime gare che può stravolgere tutto in stagione. Fare pronostici ora non ha senso. Se uno è sereno e dai il massimo, poi i risultati arrivano. Si vedrà".

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