Dovizioso: "Al Mondiale non penso più, ma gli avversari ci temono di più ora che l'anno scorso!"

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Giacomo Rauli
Di: Giacomo Rauli
04 ott 2018, 13:53

Andrea Dovizioso, pilota della Ducati, è pronto per correre e lottare per la vittoria a Buriram, volgendo però già il proprio sguardo al 2019: "Lavoreremo anche in ottica futura".

Andrea Dovizioso è di fatto l'unico pilota che potrebbe riuscire a ritardare il più possibile la conquista del settimo titolo iridato della carriera a Marc Marquez. Il pilota della Ducati dovrà infatti cercare di batterlo in questo fine settimana a Buriram, sede del Gran premio della Thailandia che, per la prima volta nella storia, ospiterà un GP Pdel Motomondiale.

"Buriram è una pista forse troppo piccola per le moto che abbiamo ora. Nella prima parte non c'è spazio per interpretare le linee, nella seconda si può fare la differenza ma è molto stretta, di seconda marcia... Non è una delle piste più belle del campionato ma non è un aspetto fondamentale", ha affermato alla vigilia del fine settimana il pilota romagnolo.

"Sarà un weekend strano, perché ci saranno tanti aspetti da gestire. Ci sono tante cose che non conosciamo, quindi verranno poi fuori in gara. Ci sono gomme completamente differenti da quelle che abbiamo usato nei test, per cui da quel punto ddi vista partiremo da zero e con questo caldo sarà davvero al limite correre e finire la gara".

"Già in Malesia è durissima. Scopriremo solo in gara quanto lo sarà qui. Fortunatamente nelle ultime edizioni in Malesia abbiamo sempre corso sotto la pioggia. Fino a quando fai le prove è un discorso, in gara è un altro conto. Il caldo condizionerà tanto la gara. In prova le prestazioni potranno essere di un certo livello, mentre in gara saranno sicuramente differenti, perché quando fai tanti giri di fila le cose cambiano. Il caldo sarà un problema per tutti e sarà da gestire. Vedremo come andrà".

Nei test svolti a febbraio è parso chiaro a tutti come le moto da battere potessero essere le Honda. Tutte le RC213V presenti a quel test risultarono molto competitive, ma le Ducati - già allora veloci - hanno intrapreso un cammino di sviluppo che le ha rese senza dubbio più performanti, tanto da giocarsi la vittoria in ogni tipo di pista.

"Già dai test la Honda era la moto che andava meglio. Ma le gomme erano diverse e dopo le gare che abbiamo fatto sino a ora approcci il weekend in un modo differente rispetto a febbraio. Mi aspetto di essere competitivi ma sappiamo che le Honda furono tutte veloci nei test. Vedremo".

Non poteva mancare una domanda su quanto accaduto nei primi istanti di gara di Aragon, ovvero sulla caduta di Lorenzo e sulle polemiche innescate dal maiorchino, il quale ha puntato il dito nei confronti di Marc Marquez (poi vincitore della gara) reo di averlo fatto cadere con una manovra al limite. Andrea, però, ha preferito evitare di entrare nella polemica tra i due spagnoli: "Ad Aragon? Io sono uscito in testa e sono stato molto intelligente. Non parlo degli altri. Io ho fatto la strategia giusta! (scherza)".

Nonostante Andrea sia a tutti gli effetti il primo degli inseguitori di Marquez, non pensa al campionato. I punti di divario dalla vetta sono ormai troppi, ma questo potrebbe permettere alla Ducati di lavorare su certi aspetti e partire forte da subito, potendosi giocare la vittoria su tutte le piste.

"Il campionato, in questo momento, è uno degli ultimi pensieri che ho. Purtroppo. Non ho tutto questo potere di condizionare il risultato del Mondiale, quindi farò la mia gara. Nelle ultime ha funzionato. Vogliamo continuare a migliorare alcuni aspetti perché sappiamo che saranno fondamentali per il prossimo anno. Oltre a portare a casa il risultato cercheremo di lavorare per migliorare certi aspetti. Non andiamo in pista solo per fare prestazioni. Lo facciamo da tutto l'anno, ha funzionato, siamo migliorati, ma non basta. Vogliamo continuare a migliorare".

"Dall'anno scorso a quest'anno, secondo me, siamo più forti. Quest'anno sono più forte rispetto all'anno scorso e lo è anche la moto. L'anno scorso è stato un Mondiale strano, dove dal Mugello abbiamo cambiato passo ma abbiamo avuto alti e bassi continui, nonostante avessimo vinto comunque 6 gare. Però dove non eravamo competitivi perdevamo troppi punti. Quest'anno ci siamo adattati al regolamento legato alle ali, le gomme si stanno comportando in maniera un po' diversa dall'anno scorso e anche su questo ci siamo dovuti adattare".

"Quest'anno siamo riusciti a esprimere tutto il nostro potenziale da Brno in poi. Già da Le Mans eravamo forti, ma con alti e bassi. Da Brno in poi abbiamo migliorato alcuni aspetti e siamo più continui. Abbiamo molta più sostanza, nonostante lo scorso anno riuscimmo a giocarci il titolo sino all'ultima gara. Gli avversari hanno molta più paura di noi adesso che l'anno scorso. Non è una questione di stato di forma, ma di lavoro fatto. Abbiamo capito dove migliorare. Abbiamo impiegato un po' a farlo ma ci stiamo arrivando. Quando in tutte le gare ti giochi la vittoria... non può essere un momento".

"A volte per capire certe cose devi sbatterci il muso, devi sbagliare. Noi lo abbiamo fatto e abbiamo capito come cambiare, come e cosa migliorare. Io penso e spero che dove abbiamo sbagliato quest'anno ci serva di lezione per essere subito forti l'anno prossimo. Non si può sempre avere tutto. Senza due errori importanti e un terzo in cui però mi hanno fatto cadere ci staremmo giocando il Mondiale. Ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte e non si vince niente. Questi errori ci hanno solo rafforzato. Potevano affossarci, siamo andati in crisi, ma siamo riusciti a reagire lavorando bene e ora siamo competitivi ovunque".

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