Dovizioso: "Ecco perché le Suzuki sono così forti quest'anno"

Il forlivese della Ducati ha svolto oggi un lavoro finalizzato per la gara, così da dare la caccia alla seconda vittoria in 7 giorni al Red Bull Ring. Ma le Suzuki fanno paura...

Dovizioso: "Ecco perché le Suzuki sono così forti quest'anno"

Per la prima volta in stagione Andrea Dovizioso è riuscito a fare un programma di lavoro del venerdì quasi esclusivamente finalizzato a preparare la gara di domenica, in cui potrebbe firmare la terza vittoria consecutiva al Red Bull Ring, la seconda in una settimana dopo aver trionfato al GP d'Austria di domenica scorsa.

Il pilota della Ducati si è mostrato subito veloce sin dal primo turno della mattina, così si è potuto concentrare senza problemi per la preparazione della gara nel corso del pomeriggio. Ecco perché il forlivese non ha fatto giri veloci. Ha infatti preferito provare gomme medie e soft per capire il loro comportamento sui long run e avere un'idea più precisa quando sarà il momento di scegliere la gomma giusta per la gara di domenica.

"Andiamo bene ed è collegato alla velocità che abbiamo. Siamo riusciti a lavorare sulle rifiniture perché già questa mattina abbiamo mostrato di essere molto veloci ed essere nel primi 10. Così questo pomeriggio abbiamo lavorato tranquillamente, molto sereni con le gomme. Però è una cosa che si può fare solo quando sei veloce e nella Top 10 sicuramente".

Quale gomma ti ha dato le migliori sensazioni in vista della gara di domenica?
"Al momento la media posteriore sembra la gomma migliore, ma non è detto. Anche la settimana scorsa, durante le prove, abbiamo visto una situazione simile. Stessa cosa anche l'anno scorso con Marquez. Ma alla fine dal 2016 nessuno è riuscito a vincere non montando le Soft. Alla fine sta tutto nelle temperature che troveremo domenica. Abbiamo fatto comparative tra medie e soft per avere i giusti feedback per la gara e capire come funzionano le gomme".

Quanto ti aiuta non dover più pensare a un rinnovo del contratto che sembrava essere diventata ormai un'Odissea?
"Sicuramente non avere più il pensiero del contratto mi aiuta. Ma è molto importante anche aver preso la strada giusta nella preparazione della moto. La pista ci aiuta, però il lavoro fatto ci ha aiutato molto più della liberazione dalla telenovela del contratto".

Sembra che ora i tuoi principali rivali si siano ricreduti sul tuo conto e che ti vedano come un pretendente per il titolo iridato...
"Penso che gli avversari si siano ricreduti su di noi e ora ci considerino per il Mondiale. Sebbene ci troviamo su una pista per noi favorevole, si vede che sono condizionati dal nostro ritorno ed è una bella cosa. Come loro hanno fatto questo su di noi all'inizio, anche noi stiamo mettendo loro qualche pensiero. La situazione è cambiata e diventa interessante vedere piloti che hanno dominato essere ora un po' in crisi. Questo però mostra anche quanto le gomme determinino i risultati. Abbiamo faticato noi, ora stanno faticando altri e questo è positivo. Ora gli avversari ci vedono con occhi diversi. Dobbiamo fare in modo che continuino a temerci".

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Pensi che Quartararo possa soffrire del fatto di essere in testa al Mondiale?
"Le reazioni che si hanno quando si è in testa al Mondiale sono soggettive. Non credo che essere primi in campionato facciano avere le stesse reazioni a tutti. Io mi ci sono trovato bene. Fabio è molto giovane e ha dominato le prime due gare. Poi quando vedi che le cose non sono più facili come all'inizio forse mette un po' di agitazione".

"Si complica un po' la cosa. Fa parte del gioco, poi lui è molto giovane, super forte. Ha un grande futuro davanti, ma la pressione l'abbiamo tutti ed è da gestire. Altri piloti sono anche andati più forte di lui nelle ultime gare dove ha faticato e forse qualche pensiero gli è venuto. Ma ha mostrato di andare forte con una moto che, invece, agli altri non andava giù. Non è facile rimanere sempre il più forte".

Per quale motivo quest'anno sei riuscito a vincere in Austria con un margine così ridotto dagli avversari principali?
"Gli avversari stanno migliorando e si sono avvicinati a noi su questa pista. Mi fa molto piacere ed è bello trasmettere ai piloti e alla gente che io abbia sempre margine. Fa piacere. A volte c'è, a volte non c'è. Comunque di margine in MotoGP c'è sempre poco. Però Ducati non ha perso tanti secondi dagli altri. Sono solo situazioni e gare differenti dovute anche allo stile di guida dei piloti e delle gomme".

Ci puoi spiegare perché Suzuki è diventata così forte e competitiva anche al Red Bull Ring?
"Suzuki è una moto completamente differente dalla Ducati. Sono molto forti a centro curva e possono essere migliori in frenata. Dunque sono ottime in frenata, come noi. A centro curva sono molto meglio di noi e in accelerazione non sono forti come noi, ma escono dalle curve con più velocità. Quando esci così bene dalle curve non consumi troppo le gomme, non hai bisogno di spalancare troppo il gas. Ecco perché a fine gara sono così forti".

"In questa condizione, con loro che escono così forte dalle curve, ci troviamo che nella prima parte dei rettilinei perdiamo da loro. Pareggiamo la loro velocità e li superiamo da metà rettilineo in poi. Però questo vuol dire che alla fine su di loro guadagniamo solo da metà rettilineo in poi, perché noi usciamo dalle curve con alcuni chilometri orari in meno. Così loro riescono a essere consistenti e veloci. Più di tutti in questo momento".

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