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Dovizioso: "Devo guidare in modo innaturale e non ci riesco"

Il pilota della Ducati ha spiegato come per ottenere il massimo dalle Michelin sia necessario guidare in un modo per lui innaturale e tutto ciò influisce sulle prestazioni finali.

Andrea Dovizioso, Ducati Team

Non sarà un sabato da ricordare quello appena trascorso per Andrea Dovizioso. Il leader del campionato, infatti, anche oggi ha faticato in qualifica e soltanto grazie ad un super giro finale è riuscito a passare il taglio del Q1 per poi ottenere solamente il decimo tempo in Q2.

Il tempo firmato da Dovizioso è stato di 1’31’’584, lontano mezzo secondo dal crono ottenuto da Vinales, ed Andrea è l’ultimo pilota Ducati presente in top 10.

Il feeling con le Michelin continua a non nascere e lo stesso pilota di Forlì ha voluto spiegare cosa, al momento, gli impedisce di esprimere al massimo tutto il proprio potenziale.

 “Non è per niente istintivo fare ciò che è giusto per andare forte con le gomme di quest’anno perché devo guidare in un modo molto diverso rispetto a come ho fatto negli ultimi 3 anni e che ha sempre funzionato”.

“Sia la frenata che lo slide devono essere affrontate in modo differente, bisogna portare molta più velocità in inserimento ed uscire dalla curva in un modo opposto rispetto al passato. Stiamo usando una moto con un set up completamente diverso rispetto agli ultimi 3 anni”.

Dovizioso ha quindi ammesso di sapere come, sulla carta, andrebbe guidata la Ducati per sfruttare al meglio le gomme e trovare le prestazioni ma ha evidenziato di non riuscire a mettere in pratica i dati emersi dai meeting con gli ingegneri.

“Negli ultimi 3 anni abbiamo lavorato tanto per utilizzare di più l’anteriore perché il posteriore non aveva molto grip mentre adesso ci troviamo in una situazione completamente opposta. Per questo motivo guidare così non è istintivo. Anche quando vedo i dati so cosa devo fare, ma farlo in pista è difficile”.

Andrea oggi ha rischiato di non qualificare per la Q2 ma è riuscito con un guizzo finale a chiudere alle spalle del protagonista di giornata, Jack Miller, con soli 53 millesimi di ritardo.

Dovizioso ha spiegato come l’aver dovuto affrontare il taglio della Q1 non sia stato un male alla fine.

“Il passaggio dalla Q1 è stato un vantaggio perché se riesci a superare il taglio alla fine hai più velocità. Ovviamente non hai a disposizione due gomme per fare la Q2, ma nonostante ciò hai un vantaggio”.

Ovviamente tutti si domandano quale sarà il futuro del pilota di Forlì. Al momento non c’è nulla di concreto, ma Andrea ha voluto mettere in chiaro che l’ipotesi di fare un anno come tester potrebbe essere presa in considerazione soltanto a determinate condizioni.

“Stiamo ancora parlando e si stanno prospettando varie opzioni. Ancora non c’è nulla di certo. Tutto dipende da come verrà organizzata questa situazione. In alcuni posti ha senso andare per fare solo il tester, mentre in altri ha senso andare per fare il tester ma anche guardando in prospettiva futura”.

Andrea, infine, ha spiegato la nuova scritta apparsa sulla sua tuta “Unemployed” frutto di una scommessa persa…

“Sono stato forzato dai miei amici. Avevo fatto una scommessa ed avrei dovuto utilizzare questo nome sulla tuta se fossi arrivato in testa al campionato dopo la prima gara di Misano. Sicuramente Fabio mi ha dato una mano per essere primo, ma la scritta è stata applicata in modo scherzoso e secondo me ci sta”.

Andrea Dovizioso, Ducati Team
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