Dovizioso conferma: "Non correrò in MotoGP nel 2023"
Il pilota forlivese ha confermato al sito ufficiale della MotoGP che la sua avventura nella classe regina si concluderà alla fine del 2022. L'avventura in Yamaha purtroppo non sta dando i frutti sperati: "Non mi era mai capitato di non essere competitivo e non ti diverti quando fatichi".
Ancora 9 Gran Premi e poi Andrea Dovizioso non sarà più un pilota di MotoGP. Unendo tutti i tasselli del mercato piloti era già piuttosto evidente che per il forlivese non ci sarebbe stato posto sulla griglia della stagione 2023, ma ora la conferma è arrivata dal diretto interessato in un'intervista concessa al sito ufficiale del campionato.
"Sicuramente non correrò in MotoGP l'anno prossimo, non c'è ragione per farlo. Ho sempre detto che non sarei rimasto se non fossi stato competitivo. Non ho mai cercato una sella per il prossimo anno, perché non ti diverti quando fatichi", ha detto a motogp.com Dovizioso, che però sembra sereno e consapevole di questa decisione.
"Sono tranquillo, ho già assaggiato cosa vuol dire restare fermi", ha aggiunto in riferimento al 2021, quando aveva disputato solamente cinque gare. "Spero solo di terminare la stagione in crescendo".
Il problema è proprio questo, che fino ad oggi sono mancati i risultati, ma anche il divertimento. Chiusa la lunga parentesi in Ducati, nella quale è stato tre volte vice-campione, Dovizioso ha voluto fortemente la Yamaha, ma poi si è ritrovato a fare i conti con una M1 molto diversa da quella che si sarebbe aspettato, con la quale non è mai riuscito a legare.
Andrea Dovizioso, RNF MotoGP Racing
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
"Ogni gara è molto difficile, perché parto indietro, cosa che complica ulteriormente le cose. Non mi era mai capitato di non essere competitivo nel corso della mia carriera. E' un qualcosa di nuovo e di diverso per me, che diventa realtà gara dopo gara", ha spiegato Andrea.
Poi ha proseguito con l'analisi di questa situazione nuova che sta vivendo: "La MotoGP è cambiata, i rivali sono cambiati, il modo di guidare è diverso. Ci sono tante piccole ragioni e se metti insieme tutte queste cose, capita quello che sta succedendo a me in questo momento".
Purtroppo la M1 è una moto molto diversa dalla Ducati con cui era stato capace di fare grandi cose, soprattutto tra il 2017 ed il 2019. La Yamaha in questo momento consente un solo stile di guida, grazie al quale Fabio Quartararo sta riuscendo a fare faville, ma per tutti gli altri non è facile adattarsi.
"La Yamaha è molto buona in frenata ed in percorrenza, ma fatica in altri aspetti. Se non guidi come Quartararo è difficile essere competitivi. Se lui vince, vuol dire che puoi essere veloce, ma se gli altri piloti si lamentano, significa che non ci sono molti modi per essere competitivi. Io e Morbidelli, per esempio, guidiamo in modo molto diverso, ma i nostri risultati sono simili".
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