Cosa crede di voler fare Jorge Lorenzo con la gara al Montmelo?

Il ritorno di Lorenzo in MotoGP con una wildcard al Montmelo potrebbe mettere in mostra il suo talento o metterlo di fronte al compromesso che la serie oggi richiede.

Cosa crede di voler fare Jorge Lorenzo con la gara al Montmelo?

Tre mesi dopo aver annunciato ufficialmente il suo ritiro in quella frettolosa e frenetica conferenza stampa organizzata a Valencia, il maiochino ha confermato pochi giorni fa il suo ritorno alle corse - in particolare con una wildcard su una Yamaha al Gran Premio di Catalogna che dovrebbe disputarsi il prossimo 7 giugno. Per quanto la sua partecipazione all'evento non sia mai stata esclusa, e dopo diverse settimane di riflessione, la decisione fa ancora pensare anche per il livello di convinzione nella sua volte quando ha salutato nella conferenza stampa d'addio e per le ragioni che aveva spiegato proprio in quell'occasione.

Si è capito come e perché un 3 volte campione del mondo (2010, 2012 e 2015) come Lorenzo - che non ha più nulla da dimostrare in questo sport - abbia potuto decidere di appendere casco e tuta al chiodo al termine di una stagione disastrosa, che gli ha fatto perdere la fiducia. Una stagione costellata di lividi, sia fisici che mentali, da fargli perdere la motivazione e assumersi rischi in uno sport giocato a 350 km/h.

La cosa curiosa è che coloro che hanno visto del giusto nella decisione presa da Lorenzo, sono presi alla sprovvista dal suo ritorno. Queste sono le parole di Aleix Espargaro: "E' molto strano", ha dichiarato il pilota Aprilia. "Eravamo tutti alla sua conferenza stampa d'addio annunciare che avrebbe corso di nuovo a tre mesi dal ritiro sembra una cosa piuttosto bizzarra. Se sei in 'pensione', sei in 'pensione'. Comunque sia, sono sicuro che Jorge sarà contento di aver preso questa decisione e la cosa più importante al mondo è essere felici".

La domanda successiva, quindi, deve essere: cosa sta facendo Lorenzo? Questa sua decisione potrebbe funzionare bene, o non funzionare affatto. Non ci sono dubbi sui rischi che comporta, se si considera l'attuale livello della MotoGP. Basta guardare le classifiche dei test pre-campionato svolti alla fine di febbraio in Qatar, dove il più veloce - Maverick Vinales - ha staccato di appena mezzo secondo il pilota classificatosi in 12esima piazza, Valentino Rossi.

Dubitare dell'incredibile talento di Lorenzo è pericoloso quanto lo sarebbe per lui pensare che sarà fcile tornare direttamente davanti, nelle parti nobili del gruppo, anche se ha trovato il vecchio feeling con la Yamaha, la moto che più accentua i suoi punti di forza. E fino a quando non si conosceranno le esigenze che pone per il suo ritorno, è altrettanto difficile sapere esattamente cosa aspettarsi da un pilota con tali capacità-

Se ci sediamo e analizziamo quello che sappiamo, sembra chiaro che Lorenzo abbia più da perdere che da guadagnare. La sua attuale vita quotidiana ruota attorno a eventi promozionali e allenamenti in palestra, e non è difficile immaginare che la sua ultima uscita in motocross, flat-track o altre forme di attività siano state fatte lo scorso anno. La sua decisione di correre al Montmelo sembra essere stata presa più d'impulso che dopo un'attenta considerazione, quasi banalizzando i valori fondamentali di uno sforzo, del sacrificio, di dedizione totale su cui ha costruito la sua carriera. Con questo in mente, se riuscirà a fare un bel fine settimana a Barcellona e finire vicino ai primi nella gara di domenica, l'effetto onda si farà sentire in lungo e in largo.

Tra tutte queste congetture, c'è un'altra variabile da considerare. Che impatto avrà questa gara una tantum al Montmelo sulle responsabilità di Lorenzo come collaudatore di Yamaha? L'impresa giapponese vorrà spremere il massimo valore dai propri dipendenti, considerando la sfida che li attende e il formidabile potenziale della coppia formata da Marc Marquez e Honda. Qualche giorno fa Motorsport.com ha chiesto a Maverick Vinales come Lorenzo potesse adattarsi al suo nuovo ruolo e se avvertiva che il suo connazionale sarebbe stato in grado di mettere l'interesse collettivo al di sopra dei suoi obiettivi personali. In altre parole, se un tre volte iridato avrebbe potuto lavorare o meno come semplice "servitore" degli altri.

"La firma di Jorge con Yamaha è un'ottima notizia", ha tenuto a precisare Vinales. "Lo è anche perché di recente ha guidato due moto rivali". La risposta di Maverick ha optato per la sempre più popolare strategia del pilota: "Chiedetemi quello che volete, e vi risponderò come mi pare".

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