Cosa dobbiamo aspettarci dall'appello sullo spoiler della Ducati?

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Cosa dobbiamo aspettarci dall'appello sullo spoiler della Ducati?
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20 mar 2019, 13:06

La sentenza dell'udienza che questo venerdì dovrà giudicare la legalità dello spoiler montato dalla Ducati a Losail minaccia le buone relazioni all'interno dell'Associazione dei Costruttori (MSMA).

Come sempre, in questi casi, il conflitto ha due letture diverse a seconda del punto di vista. Chi ha presentato reclamo, quindi il fronte composto da Aprilia, Suzuki, Honda e KTM, crede che la mossa con cui la Casa di Borgo Panigale si è fatta convalidare l'uso di questa componente viola lo spirito degli accordi che erano stati presi in Gran Prix Commission - con voto contrario della Ducati - che cercavano di porre un freno agli investimenti sull'aerodinamica.

Il problema è che questa intenzione di limitare l'escalation dei costi dovrebbe tradursi in un regolamento che stabilisca esplicitamente quei limiti e quei parametri che possono essere misurati senza avere la necessità di disporre di una galleria del vento.

Il regolamento tecnico 2019 si limita a vietare "ogni elemento che sporge dalla carena che è in grado di generare una sorta di effetto aerodinamico", come recita l'articolo 8, paragrago 2.4.4.7. Questo disegna lo scenario perfetto per chi, come Gigi Dall'Igna, è un'artista nella ricerca del limite della legalità.

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Per un ingegnere ed i suoi tecnici, tutto orbita intorno all'arrivare fino ai limiti del regolamento senza superarli, e se non c'è alcun modo empirico per dimostrare l'illegalità dello spoiler della discordia, il reclamo e l'appello presentati in Qatar non hanno motivo d'esistere.

In entrambi i casi, il confronto tra Ducati e gli altri quattro costruttori potrebbe significare un prima ed un dopo nelle loro relazioni all'interno della MSMA, l'associazione che li unisce e che nel 2018 ha eletto come suo presidente Claudio Domenicali, amministratore delegato della Ducati.

L'azienda bolognese interpreta il reclamo ed il successivo appello come un cambiamento epocale nel paradigma con cui erano state trattate in precendenza le questioni tecniche, che erano sempre state discusse nell'ambito della MSMA.

"Siamo molto perplessi, soprattutto per le modalità con cui tutto questo è successo. Prima del Qatar tutte le varie discussioni sul regolamento tecnico, e ce ne sono state tante, sono sempre state affrontate e risolte nelle sedi opportune, o all’interno della MSMA o coinvolgendo con la MSMA il Direttore Tecnico del Campionato. Questa è la prima volta che alcuni team decidono di fare un reclamo contro un’altra squadra sulla base di un dubbio tecnico. E’ un comportamento che segna una evidente differenza rispetto al passato, una differenza negativa" ha spiegato Dall'Igna in un'intervista rilasciata al sito ufficiale della MotoGP.

 

Lo scorso martedì è giunto il termine entro il quale entrambe le parti dovevano fornire tutte le informazioni che ritengono utili per difendere le proprie posizioni (fascicoli tecnici, articoli di giornale ed altro materiale). A questo punto, ci si chiede cosa aspettarsi dall'udienza di venerdì, che si terrà presso la sede della FIM a Ginevra.

Motorsport.com ha contattato i team di MotoGP collegati all'udienza ed ha stilato l'elenco dei partecipanti, che comunque non sorprenderà nessuno.

La Ducati invierà a Mies (in Svizzera) Gigi Dall'Igna, l'ingegnere che negli ultimi anni ha messo alla prova i giganti giapponesi grazie alla sua inventiva. L'Aprilia sarà rappresentata dal suo amministratore delegato Massimo Rivola. Honda e Suzuki manderanno in campo i team manager Alberto Puig e Davide Brivio. La KTM invece ha scelto il team manager Mike Leitner, ma gli affiancherà anche uno dei suoi dirigenti, Winfried Kerschhaggl.

Tutti loro sono attesi alle ore 11:00 del mattino e probabilmente l'udienza durerà per gran parte della giornata. Le loro esposizioni avverranno davanti ad un tribunale composto da tre giudici appartenenti alla Commissione Internazionale della FIM: il presidente proveniente dall'India, al quale saranno affiancati uno svedese ed un finlandese.

Anche se esiste la possibilità che il verdetto possa essere noto fin da venerdì, questa non è una certezza. Ciò che è certo è che la decisione finale sarà resa nota prima del secondo appuntamento stagionale, previsto per il weekend del 30 e 31 marzo in Argentina.

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Stando al parere che ha mantenuto provvisorio il trionfo di Andrea Dovizioso in Qatar, la cosa più logica è che il forlivese mantenga quella vittoria. In caso contrario, Danny Aldridge, direttore tecnico della MotoGP, che ha dato alla Ducati il via libera per utilizzare questo componente, sarebbe completamente esposto.

Dunque, non sarebbe strano che l'incontro di Ginevra possa produrre una proposta per riformulare il regolamento tecnico per quanto riguarda le restrizioni aerodinamiche, un qualcosa che però potrebbe essere applicato in questa stagione solo dopo l'approvazione da parte della Grand Prix Commission (composta da IRTA, Dorna, FIM e MSMA).

Se una delle due parti dovesse ritenersi scontenta del risultato finale avrebbe comunque la possibilità di ricorrere anche al TAS come ultima risorsa.

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Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Podio: Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Podio: Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, al comando

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Podio: Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, Cal Crutchlow, Team LCR Honda

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, Alex Rins, Team Suzuki MotoGP

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, nel primo giro

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Il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Il vincitore della gara Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Il vincitore Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team

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Andrea Dovizioso, Ducati Team, Marc Marquez, Repsol Honda Team al Parco chiuso

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