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Che sorpresa preparano gli ingegneri Ducati per il 2020?

C'è molta eccitazione intorno al debutto della Desmosedici GP 2020 a Sepang, innescata dalle voci che parlano di una vera rivoluzione sulla nuova moto della Ducati.

Che sorpresa preparano gli ingegneri Ducati per il 2020?

Durante le prove dello scorso novembre a Valencia e Jerez, la Ducati ha messo nelle mani dei suoi piloti un primo prototipo della Desmosedici GP20, che è stata catalogata come non definitiva, aggiungendo che non volevano rischiare di dare nuove idee ai rivali, mostrando le innovazioni che stavano preparando per la nuova stagione.

Questa scelta ha alimentato ulteriormente le voci secondo cui gli ingegneri di Borgo Panigale stanno preparando una "sorpresa", che potrebbe essere anche qualcosa di rivoluzionario.

Durante la presentazione del team, avvenuta a Bologna il 23 gennaio, la moto mostrata era ancora la 2019 integrata con alcune parti utilizzate nei test di novembre, ma non era la Desmosedici GP 2020.

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Nel reparto corse del marchio italiano, soprattutto negli ultimi anni, si sono sempre distinti per le loro innovazioni. Un chiaro esempio è l'implementazioni delle ali in MotoGP, ma non è il solo.

L'anno scorso la Ducati ha introdotto un sistema che permetteva ai suoi piloti di abbassare le sospensioni in occasione della partenza (holeshot). Il dispositivo poi riportava la moto alla sua altezza naturale in occasione della prima frenata. Finora nessun costruttore lo ha copiato, anche se la Yamaha sembra poterlo introdurre nel 2020, mentre a Borgo Panigale continuano a perfezionarlo.

Danilo Petrucci prova una partenza azionando il sistema anti impennata

Danilo Petrucci prova una partenza azionando il sistema anti impennata

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Alex Rins ha fatto un commento interessant dopo il Gran Premio della Malesia della scorsa stagione, che non è passato inosservato. Lo spagnolo è stato un paio di giri in scia alla Ducati di Jack Miller. Il pilota della Suzuki ha spiegato che l'australiano era stato in grado di abbassare il posteriore della sua moto sui lunghi rettilinei del tracciato malese, riportandola poi alla normalità nelle curve.

Durante il weekend di Valencia, Motorsport.com ha chiesto a Rins di tornare sulla questione. "A Sepang, ho lottato per diversi giri con Miller. Eravamo molto vicini ed ho potuto notare che la sua moto si abbassava sul rettilineo, poi tornava all'altezza normale quando arrivava in curva" ha insistito il pilota spagnolo.

Fino ad ora, l'unico segno visibile sulla Ducati era un interruttore sulla parte centrale del manubrio, che i piloti utilizzano per abbassare l'altezza delle sospensioni alla partenza. Un'operazione che poteva avvenire solo a moto ferma, con l'altezza che poi si ripristinava una volta toccati i freni alla prima staccata.

Ecco la manopola sinistra con i comandi per le regolazioni

Ecco la manopola sinistra con i comandi per le regolazioni

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Tuttavia, l'affermazione di Rins può portarci a pensare che la Ducati abbia evoluto il dispositivo Holeshot, rendendolo disponibile non solo quando la moto è ferma, ma ogni volta che il pilota lo richieda.

L'uso dell'elettronica per fare un'operazione del genere non sarebbe particolarmente difficile, tuttavia il regolamento lo proibisce in maniera restrittiva. Ma non è così se il sistema lavora meccanicamente.

"In questa vita, tutto è possibile, ma sinceramente lo vedo molto complicato" ha detto Ramon Forcada, capo tecnico di Franco Morbidelli, quando Motorsport.com gli ha chiesto della fattibilità di un sistema con queste caratteristiche.

"Il regolamento proibisce l'uso dell'elettronica per spostare parti della moto, quindi dovrebbero utilizzare un sistema meccanico. Per sollevare ed abbassare l'altezza della moto in movimento, sarebbero necessari un piccolo motore ed una batteria, ma queste moto non hanno batterie. Quindi mi sembra molto improbabile ma, come ho detto, tutto è possibile" ha aggiunto Forcada.

La FIM, tra l'altro, verifica tutte le moto prima, durante e dopo ogni Gran Premio per assicurarsi che le regole siano rispettate da tutti.

"Normalmente, i team ci avvisano quando introducono una novità, in maniera che possiamo esaminarla e, sono loro che, alla luce della regolamentazione in vigore, sostengono la loro legalità. In ogni caso, l'ultima parola sula fatto che qualcosa sia legale o meno, spetta a noi" ha spiegato uno dei tecnici della FIM a Motorsport.com.

"Abbiamo esaminato tutte le moto in ognuno dei Gran Premi e tutto è conforme al regolamento" ha aggiunto, senza voler entrare ulteriormente nei dettagli di questa voce che ha preso piede.

"Lo vedo altamente improbabile" ha affermato Juan Martinez, ex ingegnere Ducati ed oggi commentatore televisivo, quando gli abbiamo chiesto di questa presunta innovazione della Rossa. "Ma non c'è nulla di impossibile" ha aggiunto.

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"Anni fa, quando ero in Ducati, hanno già testato un sistema semi-automatico che abbassava le sospensioni della moto in frenata per ottenere stabilità. Lo ha provato Loris Capirossi, nel 2003 o nel 2004, ma poi è stato bocciato perché la moto diventava molto più pesante" ricorda Martinez.

"Tenendo conto che l'elettronica non può intervenire in questa regolazione, l'unica possibilità è che la Ducati abbia perfezionato l'attuale sistema che utilizzano in partenza, con cui abbassano manualmente lo sospensioni azionando una leva situata sul manubrio, e ora magari possono fare la stessa cosa anche in gara" ha proseguito l'ingegnere.

"Per facilitare questa operazione, la leva che si trava attualmente al centro del manubrio, dovrebbe essere spostata su entrambi i lati, in maniera che il pilota possa azionarlo con il pollice, senza bisogno di mollare la presa sulle manopole".

Sui benefici che potrebbe portare questo dispositivo, Martinez ne indica chiaramente uno.

"Conservare le gomme. Quello che si ottiene abbassando le sospensioni in fase di accelerazione è di scaricare il carico dalla gomma posteriore e, quindi, consumarla di meno" ha spiegato.

E questo è un dettaglio importante, perché nel 2020 la Michelin rinnoverà la sua gamma di pneumatici in MotoGP, offrendo, secondo l'azienda francese, più grip e trazione. E conservarli durante la gara, potrebbe essere una chiave per utilizzare mescole più morbide rispetto alla concorrenza.

Durante la presentazione del 23 gennaio, in una delle foto è stato possibile vedere il manubrio della Desmosedici con due pulsanti, uno su ciascun lato. Inoltre, nei due modelli esposti all'evento, non vi era più traccia dell'interruttore centrale.

 

"Di quei pulsanti, uno è chiaramente il freno posteriore" ha detto Martinez. "L'altro potrebbe essere qualsiasi cosa. I pulsanti e le leve su ogni manubrio cambiano sempre in base alle preferenze del pilota ed alle esigenze della situazione".

Dopo aver introdotto con successo le ali, il "cucchiaio" sotto al forcellone, i coperchi in carbonio sulle ruote, la "salad box" sul codone e il sistema "holeshot" per abbassare la moto in partenza, la prossima "rivoluzione" della Ducati potrebbe essere la possibilità di permettere al pilota di utilizzare questo dispositivo a suo piacimento. Se sarà così o meno, lo scopriremo probabilmente nei test di Sepang.

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