Caso Iannone: 100 pagine di speranza presentate dalla difesa

L'avvocato De Rensis ha depositito il 28 febbraio le carte che puntano sull'esame del capello e sulla contaminazione alimentare per scagionare il pilota dell'Aprilia dall'accusa di doping.

Caso Iannone: 100 pagine di speranza presentate dalla difesa

La palla ora è in mano ai tre giudici della Corte Disciplinare FIM. L'accusa e la difesa hanno presentato tutti i loro incartamenti, ma ad una settimana dall'inizio della MotoGP 2020, Andrea Iannone non sa ancora se e quando potrà tornare a guidare la sua Aprilia.

L'incubo per il pilota di Vasto è cominciato il 17 dicembre, quando la FIM lo ha sospeso provvisoriamente a seguito di una positività al Drostanolone, uno steroide anabolizzante vietato, in un controllo antidoping avvenuto in occasione del Gran Premio della Malesia. Una positività confermata anche dalle controanalisi del campione di urine raccolto a Sepang.

Si è arrivati quindi all'udienza alla FIM del 4 febbraio, nella quale la difesa di Iannone ha puntato sulla contaminazione alimentare avvenuta durante la fase asiatica del calendario del Motomondiale.

Ma l'arma in più, che ha spiazzato il pubblico ministero Jan Stovicek, è stato l'esame del capello, secondo il quale l'abruzzese sarebbe pulito da settembre. L'accusa invece aveva presentato praticamente solo selfie per dimostrare che Iannone si fosse dopato per fini estetici.

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A questo punto Stovicek, che è anche manager di piloti, oltre ad avere incarichi federali, ha chiesto tempo per valutare l'esame del capello e presentare nuovo materiale. A sua volta, l'avvocato De Rensis ha avuto ancora qualche giorno per controbattere e proprio il 28 febbraio ha presentato una nuova relazione di 100 pagine.

"Alle supposizioni dell'accusa, che sostiene che Iannone non si sia dopato per migliorare le sue prestazioni in moto, ma per fini estetici, noi replichiamo con argomentazioni di luminari, fra cui il dottor Alberto Salomone, e con la negatività del test del capello, che traccia un profilo di Andrea pulito da settembre, senza tracce di steroidi. Noi chiediamo solo che queste carte siano valutate in modo scientifico" ha detto De Rensis alla Gazzetta dello Sport.

La difesa ha risposto anche all'accusa legata ai selfie di Iannone, presentando quelli di altri piloti della MotoGP come quelli Marc Marquez, Maverick Vinales ed i fratelli Espargaro, per dimostrare come siano "tutti muscolosi per i moderni metodi di allenamento richiesti dalla MotoGP".

 

Inoltre ha allegato le tabelle dei professori Adinolfi e Formigoni dell'università di Bologna legate alle migliaia di carni trattate importate dalla Cina, oltre al parte del professor Bolatti dell'università di Torino sull'utilizzo di Drostonalone sugli animali da reddito.

De Rensis però resta convinto che l'arma in più sia proprio l'esame del capello: "Non possiamo immaginare che la CDI non consideri il test del capello, che il TAS usa come prova e che pure il presidente della Wada, Craig Reedle, ha detto che creerà tremende opportunità per i progressi dell'antidoping, consentendo approcci alternativi per testare campioni di sostanze".

Una volta esaminato tutto, la CDI emetterà la sentenza e non è detto che ci debba essere una nuova udienza. Teoricamente, deve farlo entro 45 giorni, ma i tempi potrebbero essere molto più brevi, visto che il prossimo fine settimana scatta il Mondiale in Qatar (c'era chi ipotizzava il 4 febbraio).

Nel caso in cui dovesse arrivare una condanna, esiste la possibilità di appellarsi al TAS di Losanna (possibilità che avrebbero anche la FIM e la Wada), ma è chiaro che i tempi diventerebbero molto lunghi. La cosa positiva, in questo caso, è che al TAS ci sono almeno 8 precedenti di atleti scagionati grazie all'esame del capello. La speranza di Iannone e dell'Aprilia è solo che non ci voglia troppo tempo per avere delle certezze.

Andrea Iannone, Aprilia Racing Team Gresini

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Bradley Smith, Aprilia Racing Team Gresini, Andrea Iannone, Aprilia Racing Team Gresini

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Andrea Iannone, Aleix Espargaro, Bradley Smith, Aprilia Racing Team Gresini

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Andrea Iannone, Aleix Espargaro, Bradley Smith, Aprilia Racing Team Gresini con i membri del team

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Autore Matteo Nugnes
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