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Bulega non si nasconde: "Mi piacerebbe correre in MotoGP nel 2027"

Il vice-campione del mondo della Superbike vuole godersi il suo debutto in MotoGP a Portimao senza troppe pressioni o senza fissare obiettivi precisi, perché sa che non sarà semplice pur disponendo della Ducati di Marc Marquez. Tuttavia, guardando al futuro non nasconde che la sua ambizione sarebbe tornare in questo paddock nel 2027.

Nicolò Bulega, Portimao

Nicolò Bulega, Portimao

Con i titoli ormai già assegnati, l'attenzione del paddock della MotoGP al suo arrivo a Portimao è catalizzata tutta su Nicolò Bulega, che questo fine settimana farà il suo debutto nella classe regina entrando dalla porta principale, visto che sostituirà l'infortunato Marc Marquez in sella alla Ducati ufficiale. Una responsabilità importante, ma anche una grande occasione, che il vice-campione del mondo della Superbike vuole godersi al massimo, pur avendo fatto solo una trentina di giri a Jerez in sella alla Desmosedici GP prima di lanciarsi in un weekend di gara vero e proprio.

"Non sono nervoso perché questo fine settimana non devo dimostrare nulla. Devo solo godermi questa opportunità e cercare di capire molte cose diverse rispetto alla Superbike", ha detto per rompere il ghiaccio al suo arrivo a Portimao, prima di raccontare il suo avvicinamento all'esordio.

"Non volevo fare le cose in maniera affrettata, perché in MotoGP si rischia solo di fare peggio. C'era la possibilità di andare anche in Malesia, ma sarebbe stata una cosa un po' così. Il mio obiettivo, e poi è stato così, era di chiedere alla Ducati se almeno mi potesse far provare la moto prima. Abbiamo fatto un test a Jerez la settimana scorsa, ma purtroppo il primo giorno ha diluviato tutto la giornata e a lì l'asfalto ci mette sempre molto ad asciugarsi".

"Infatti, il giorno dopo ha girato Pirro fino alla 15, poi io ho fatto dalle 15 alle 17, almeno per capire da che parte montare sulla moto. Diciamo che non è stato un vero test, è stato più un assaggino, ma è meglio che niente. Sicuramente questo weekend sarà difficile, anche perché questa pista è tosta, con tutti questi saliscendi che sembrano delle montagne russe, non è proprio più facile per debuttare, ma va bene", ha aggiunto.

Avendo girato così poco, inevitabilmente deve pensare ancora molto al da farsi e non riesce ad essere troppo istintivo: "Va più veloce della SBK, frena di più. Gli abbassatori sono un po' complicati, perché per me non sono un automatismo, quindi ci devo un po' pensare. Le gomme poi sono molto diverse rispetto a quelle della Superbike. Tante piccole cose messe insieme, che poi fanno una montagna. Quando guido, in frenata devo pensare che con il disco in carbonio non posso frenare uguale, che in uscita devo attivare l'abbassatore, che le gomme si muovono un po' di più quando sono in piega, che la moto va più forte nel rettilineo e che bisogna togliere l'abbassatore, altrimenti rimani basso quando freni. Non è proprio la cosa più facile, poi qui a Portimao è ancora più difficile".

Nicolo Bulega, test Ducati a Jerez

Nicolo Bulega, test Ducati a Jerez

Foto di: Ducati Corse

Se non altro, un aiuto potrà arrivare dal vicino di box, il suo amico Pecco Bagnaia: "Sono molto contento di avere Pecco come compagno. Ieri gli ho fatto una testa così, gli ho chiesto 200mila cose! Però un conto è la teoria e poi quando sali e le devi fare non è proprio la stessa cosa. Però sono contento di averlo qui, perché quando eravamo piccoli eravamo molto legati. Poi quando io sono uscito dall'Academy ci siamo un po' persi, ma recentemente ci siamo riavvicinati. Sono contento quindi che ci sia lui, perché so che posso chiedergli qualsiasi cosa se ho bisogno".

Per il momento, almeno prima di confrontarsi con il resto del gruppo, preferisce non fissare un target: "Onestamente non ho un obiettivo. Il mio obiettivo è semplicemente cercare di capire la moto, sessione dopo sessione, e capire cosa devo fare di diverso rispetto alla Superbike".

Inevitabilmente, si è già parlato anche di futuro, perché il suo contratto con la Ducati prevede per lui un ruolo da collaudatore in MotoGP nella prossima stagione oltre che quello da pilota ufficiale in Superbike. E Nicolò non ha nascosto che sbarcare a tempo pieno in questo paddock nel 2027 non gli dispiacerebbe affatto.

"Quando sono andato in Supersport, la mia idea era quella di diventare un pilota top della Superbike e pensavo che ci sarebbe voluto del tempo. Però, l'anno scorso, ho vinto alla prima gara in SBK ed ho lottato per il campionato fino all'ultima gara. Anche quest'anno ho lottato fino all'ultima gara con Razgatlioglu, quindi sono state due stagioni incredibili per essere i miei primi due anni in SBK. Quindi, quando ho visto che Toprak sarebbe andato in MotoGP e che nel 2027 ci saranno le Pirelli, ho pensato: 'Io qui sto lottando con Toprak e lui va in MotoGP' ed è cambiata la mia idea. Mi piacerebbe nel 2027, quando le moto saranno un po' più facili e un po' più simili alla Superbike".

Tra le altre cose, per lui questo è un ritorno nel paddock del Motomondiale, anche se la prima parentesi in Moto3 e Moto2 non era stata troppo fortunata: "Credo di essere abbastanza diverso rispetto ad allora. Ho capito tante cose, che magari avrei potuto fare diversamente prima, però mi piace pensare di più al futuro che al passato".

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